LELAHELL
“Alif”

In concomitanza con la ripartenza del programma TV “Pechino Express”, da cui molto umilmente ho tratto il nome per questa mia fantomatica rubrica che racconta di gruppi provenienti dalle aree più inaspettate del pianeta, scendiamo anche noi nel Nord Africa, e più precisamente in Algeria, per parlare di questo secondo album dei Lelahell dal titolo “Alif”. Uscito per Metal Age Productions, “Alif” ci mostra un Death dal taglio prettamente moderno in cui a dettare i tempi ci sono la chitarra affilatissima del suo mastermind Redouane Aouameur, e il bombardamento a tappeto d’un mostro di tecnica come il batterista Hannes Grossmann (ex Obscura e Necrophagist, nonché da poco anche drummer dei Tryptikon di sua divinità Tom G. Warrior). La band adotta uno stile estremamente veloce e tecnico, nel quale fanno spesso capolino brevi riffs o assoli che provano ad innestare il background algerino di Aoumameur all’interno delle composizioni del disco. Sarà che il tremolo picking viene usato abbastanza spesso, ma spesso ho trovato anche delle vaghe assonanze con i Melechesh, se non con i Nile. Ascoltatevi per esempio “Adam The First”, e ditemi se la parte centrale non ricorda alcune cose del loro mitico debut album. I brani in se non sono neanche poi tanto male, soprattutto se presi singolarmente, basti ascoltare la già menzionata “Adam The First” per farsi una propria idea dello stile dei Lelahell. Certo, non dovete aspettarvi chissà quali numeri, e non nascondo che tutto il disco è davvero pesante da ascoltare per intero. Il problema credo sia da ritrovarsi nella produzione stessa, che pompa all’eccesso la batteria, finendo per rende il tutto fastidiosamente freddo ed uniforme. Forse sarò io che sto invecchiando e certi suoni faccio ormai fatica a sopportarli, però, nel caso dei Lelahell, che hanno dalla loro un songwriting non particolarmente fantasioso, la produzione ha il dovere di supportare la loro musica, e non di castrarla.

BRIEF COMMENT: “Alif”, second full length by Lelahell, is a modern Death Metal album in which the Algerian project has put some Melechesh and Nile influences. Even though almost every song is quite good if listen by itself, the overall result is limited by a cold production.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Metal Age Productions
Anno di pubblicazione: 2018
TRACKLIST: 01. Paramnesia; 02. Ignis Fatuus; 03. Thou Shalt Not Kill; 04. Ribat Essalem; 05. Adam The First; 06. The Fifth; 07. Insiraf / Martyr; 08. Litham (The Reach Of Kal Asuf); 09. Parasits; 10. Impunity Of The Mutants
Durata: 40:40 min.

Autore: KarmaKosmiK

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