LIVE REPORT – GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR + THIS WILL DESTROY YOU
Villa Ada (Roma) – 04/07/2018

A distanza di poco meno di un anno torno a vedere dal vivo l’ensemble canadese dei Godspeed You! Black Emperor, ma in questa occasione a far da cornice al loro incredibile magma sonoro c’è la magnifica cornice verdeggiante di Villa Ada, che oltre a garantire un buon impianto sonoro, fornisce un ottimo rimedio all’afa estiva romana. Arrivato a destinazione qualche minuto prima delle nove, il tempo di raggiungere l’isolotto che da anni ormai ospita la rassegna “Villa Ada incontra il mondo”, mettersi in fila per i biglietti e entrare in zona concerto, ed ecco che un drone di chitarra inizia a spandersi per l’aere. Non essendomi affatto informato sulla presenza di eventuali band di supporto, scopro con mia grande sorpresa che a dividere il palco coi nostri ci sono nientemeno che i texani This Will Destroy You.

THIS WILL DESTROY YOU

Non credo di definirmi un loro fan, anzi, ma sono convinto di essermi già imbattuto in passato in qualcuno dei loro lavori. La band del chitarrista Jeremy Galindo è il tipico esempio di Post-Rock da manuale, con tutti i pro ed i contro del caso. La musica dei This Will Destroy You è tanto fragile e delicata, quanto tendente facilmente alla prolissità ed allo sbadiglio, o almeno queste sono state le mie sensazioni. Tutti i clichè del genere vengono sfruttati a pieno, dai lenti crescenti alle chitarre ultraeffettate, con lo scopo di ricreare sensazioni multicolore cariche di nostalgia. Non conoscendo la loro discografia, mi sono andato a fare una veloce ricerca sul Setlist ed ho visto che nei concerti più recenti la band ha riproposto per intero i suoi primi due lavori, “Young Mountain” del 2006 e “This Will Destroy You” del 2008, che sono stati recentemente ristampati.

This Will Destroy You Live

In questo contesto, con una sola ora a disposizione, ritengo che abbiano fatto un po’ una condensa tra questi due lavori. Verso la fine del concerto, l’altro chitarrista Christopher Royal King ha annunciato l’imminente pubblicazione del loro nuovo album e che sarebbero presto ritornati a Roma per un concerto decisamente più cospicuo. I suoni erano praticamente perfetti, soprattutto se confrontati post con il loro lavori in studio, tuttavia, pur avendo apprezzato l’ora a disposizione, soltanto a tratti riuscivo ad essere completamente rapito dai loro suoni e melodie. Ricordo che ad un certo momento, durante il brano che credo fosse “The Mighty Rio Grande”, si era creata una sorta di atmosfera sospesa tra le loro malinconiche note e la particolare luce che veniva irradiata dal sole al tramonto. Momenti come questi, seppur brevi, valgono da soli la presenza a questa serata.

GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR

Dopo una mezz’ora necessaria per il cambio di strumentazione, le luci si spengono improvvisamente, e lentamente la violinista Sophie Trudeau prende in mano il suo violino ed inizia a costruire un muro di suono con la sua loop station. A questa, si avvicendano Thierry Amar al contrabbasso, e poi via via tutti gli altri. E’ stato un inizio da pelle d’oca, dal momento che il marasma sonoro che si andava a creare lentamente, veniva lentamente plasmato fino a far iniziare la lunga suite di “Bosses Hang” tratta da loro ultimo ed acclamato “Luciferian Towers”. La resa sonora è stata veramente spaziale e tutte le differenti anime del gruppo erano perfettamente udibili da qualsiasi area dell’arena. Sebbene i Godspeed You! Black Emperor rientrino a pieno nella categoria del Post-Rock, rispetto ai This Will Destroy You, siamo su campionati completamente diversi.

Godspeed You! Black Emperor Live

La loro musica è estremamente viva e mutevole e sembra proprio non mostrare strutturazioni di alcun tipo, passando da momenti di totale anarchia sonora a momenti melodici di grande impatto. Non saprei come definirlo con parole migliori, ma spesso sembra proprio che la musica stessa abbia praticamente una vita tutta sua, che nasce si sviluppa in un crescendo senza fine, per poi morire e chiudere il brano. Ho trovato anche molto interessante vedere la divisione di ruoli tra i tre chitarristi, Efrim Menuck, Mike Moya e David Bryant, dove il primo si occupa essenzialmente delle distorsioni, rappresentando il lato rumoristico e noise della band canadese, il secondo ha un ruolo più da rifinitore, cesellando con piccoli accorgimenti la varie composizioni, mentre il terzo è un po’ la vera anima del gruppo, da cui partono tutte le melodie principali che vengono poi sviluppate collettivamente dall’intero ensemble. A livello di tracce, è stato praticamente riproposto, seppur con i brani posizionati in maniera differente, tutto quanto l’ultimo “Luciferian Towers”, più un paio di brani estratti dall’EP “Slow Riot For New Zero Canada”, ossia “Moya” e “BBF3”.

Godspeed You! Black Emperor Live 2

La durata dell’intero concerto è stato di due ore esatte, con il finale lasciato in mano ai soli strumenti, lasciati andare in un loop continuo, che poi il bassista Marco Pezzente ed un roadie han lentamente fatto morire. Come nel precedente concerto di ottobre, l’interazione della band con il pubblico è stata praticamente nulla, con il solo Bryant a fare un minimo gesto di saluto verso il pubblico a fine concerto. Evidentemente, ai Godspeed You! Black Emperor basta solamente far parlare i loro strumenti.

SETLIST: Hope Drone; Bosses Hang; Anthem For No State; Fam/Famine; Undoing Luciferian Towers; Moya; BBF3.

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