LIVE REPORT – KING CRIMSON
Auditorium Parco Della Musica (Roma) – 22/07/2018

Sembrerà una banalità ma vedere i King Crimson dal vivo è sempre una esperienza totalizzante, anche se questa volta ci fosse qualche piccolo dubbio in fondo alla mia mente su questo “Uncertain Times Tour”. Lungi da me dubitare del sommo Fripp, però nonostante il lungo e trionfale tour di reunion “The Elements Of King Crimson”, di cui scrissi un lungo resoconto circa un anno e mezzo fa, la band non ha avuto la minima intenzione di voler tornare in studio a comporre nuovo materiale, sebbene le uscite discografiche tra live, di cui consiglio vivamente l’ultimo “Live In Vienna”, ristampe, box e raccolte varie non sono affatto mancate. Certo, brani nuovi come “Suitable Grounds For The Blues” o “Meltdown” sono già stati presentati e ben registrati nell’ottimo “Radical Action (To Unseat the Hold of Monkey Mind)”, anche se non è che siano proprio tra i miei preferiti in assoluto. Inoltre, sbirciando su setlist.com per le varie scalette presentate non è che la band abbia modificato più di tanto sulla carta il proprio repertorio. Tuttavia, c’è poco da fare, quando Fripp chiama, bisogna solo che rispondere, e visto il tutto esaurito registrato nelle due date romane, evidentemente molti la pensano in questo modo.

King Crimson Live 2018

La prima novità che salta fuori da questa nuova serie di date è certamente il ritorno di Bill Rieflin nelle vesti di tastierista, anche se il suo ruolo non è certo di primo piano, visto che la parte del leone su quel fronte continua a farla il simpatico batterista Jeremy Stacey, ma è certamente un viatico per dare possibilità al re cremisi di poter operare sottili, ma determinanti variazioni ai propri pezzi storici. La differenza tra i due tour è sostanzialmente tutto qua, il precedente era una rigorosa antologia con il quale testare la nuova formazione, mentre in questo caso “i tempi incerti” risiedono proprio negli stessi brani, modulabili dalla band a proprio piacimento, con lo scopo primario di creare nell’ascoltatore delle frequenti sensazioni di smarrimento. Se la volta scorsa la grande sorpresa era stata il ritorno di Mel Collins, autore di una prova ai fiati veramente incredibile, questa volta ad emergere dal quel pozzo di tecnica posseduto dalla band è stato senza alcun dubbio Tony Levin. Grazie al cavolo mi direte voi, eppure questa volta era veramente sugli scudi. Un vero trascinatore per tutta la durata del concerto. L’intesa tra i tre batteristi continua a crescere a dismisura, mantenendo intatti i ruoli che avevo descritto nel precedente concerto, sebbene l’assolo di batteria finale su “21st Century Schizoid Man” questa volta tocca a Gavin Harrison.

King Crimson Live 2018

Per il resto, ben poche soprese a livello di scaletta, sebbene siano da menzionare una sognante “Moonchild”, ben interpretata dal buon Jakko, che sfocia in una specie di improvvisazione di piano e basso, la geometrica “Discipline”, molto attesa dal sottoscritto, e soprattutto una inaspettata “Easy Money”, riproposta con un andamento quasi funky. Ovviamente, la conclusione del secondo set spetta all’immortale “Starless” con il palco a tingersi di rosso acceso, e poi l’encore con la già citata “21st Century Schizoid Man”. Lungi da me essere scontento del concerto, i King Crimson se uno ne ha la possibilità vanno visti sempre e comunque, però non nascondo che avrei preferito l’inserimento di qualche nuovo pezzo in scaletta, visto l’enorme repertorio a cui posso attingere. Ora non ci resta che aspettare un nuovo ritorno del Re Cremisi a Roma, sperando che ci faccia anche dono un nuovo lavoro di inediti, visto che il buon “The Power To Believe” è uscito la bellezza di ben quindici anni fa. Onestamente non ci credo più molto, visto che il buon Fripp ha già annunciato per settembre l’uscita di un nuovo triplo cd live dal titolo “Meltdown In Mexico”.

SETLIST: First Set: Hell Hounds of Krim; Neurotica; Peace: An End; Pictures of a City; Cadence And Cascade; Radical Action (To Unseat The Hold Of Monkey Mind); Radical Action II; Level Five; Moonchild; Bass & Piano Cadenzas; The Court of the Crimson King; Indiscipline Second Set: Devil Dogs Of Tessellation Row; Discipline; Suitable Grounds For The Blues; Cirkus; Lizard (Bolero only); Epitaph; Easy Money; Larks’ Tongues in Aspic, Part Two; Starless Encore: 21 st Century Schzoid Man (Gavin Harrison drum solo)

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