LIVE REPORT – PUBLIC SERVICE BROADCASTING
Monk (Roma) – 10/11/2017

A distanza di circa un anno e mezzo, torno a vedere dal vivo il trio londinese dei Public Service Broadcasting. Se il precedente concerto si era tenuto presso il centralissimo Quirinetta, in questa nuova occasione l’evento si svolge al Monk, locale di cui diversi amici e colleghi mi han sempre parlato bene. La band capitanata dall’occhialuto Willgoose e’ in tour per promuovere il loro terzo disco “Every Valley”, uscito la scorsa estate ed il primo che li vede nell’attuale formazione a tre, dato l’innesto del simpatico bassista J.F. Abraham nel corso del precedente tour di supporto a “The Race For Space”. Personalmente, questo loro ultima fatica mi ha parzialmente deluso, poiché ha visto la band orientare il proprio sound verso un Post-Rock di matrice sempre più debitrice ai Mogwai, in parte abbandonando la parte elettronica che li ha sempre contraddistinti per tentando, in maniera piuttosto fallimentare a mio modesto avviso, di esplorare nuove strade con l’introduzione di vere e proprie parti cantate. Tuttavia, nulla toglie che la band abbia comunque portato a segno diversi brani di ottimo livello quali “The Pit”, “Go To The Road” e la violenta “All Out”, ma siamo comunque lontani dai livelli mostrati con i due precedenti album. Chiusa questa breve parentesi sull’ultimo lavoro del terzetto inglese, torniamo al racconto della serata. Ritirata la tessera Arci precedentemente richiesta sul sito Internet del locale e recuperati i biglietti al botteghino interno, trovo all’interno della sala concerti una inaspettata sorpresa. A precedere il concerto dei Public Service Broadcasting, e’ presente un evento organizzato dall’etichetta romana Four Flies Records e dedicato alla figura del compositore Piero Umiliani, famoso soprattutto per la sua firma alla colonna sonora del film “I Soliti Ignoti”. L’occasione e’ la pubblicazione dell’interessante raccolta “Studio Umiliani”, un doppio album composto da brani estratti dal suo sterminato archivio, tra cui anche diversi inediti. A raccontare la lunga carriera del compositore fiorentino, troviamo la straordinaria Cinematic Jazz Combo alle prese con il suo repertorio supportata da due superesperti del musicista quali Andrea Fabrizi e Gianluca Tosi. Per un quasi completo profano del Jazz come il sottoscritto, questo evento mi ha aperto una porta su un vero e proprio mondo sconosciuto.

Public Service Broadcasting

A fine esibizione, la sala e’ stata liberata e dopo una quindicina di minuti, le porte del locale sono state riaperte per il concerto vero e proprio dei Public Service Broadcasting. Conquistata senza fatica la prima fila davanti alla mega postazione di Willgoose, noto che il locale e’ inaspettatamente semivuoto, forse anche per la concomitanza di un tempo non proprio perfetto e dello sciopero di ventiquattrore dei trasporti pubblici. A dispetto di ciò, il concerto e’ stato veramente spettacolare, suoni perfetti e una scaletta del tutto equilibrata tra i tre lavori rilasciati dalla band. Anche gli estratti dal bistrattato “Every Valley” sono stati azzeccati, forse giusto “Progress” mi è sembrata un po’ moscia, mentre l’aspra “All Out” ha mostrato tutta la sua potenza grazie anche alle immagini di background relative a scontri e proteste dei minatori contro il governo Tatcher.

Public Service Broadcasting

Willgoose è assolutamente fantastico da osservare mentre e’ alle prese con loop station, chitarra e tastiere, mentre Wrigglesworth alla batteria e’ assolutamente impeccabile nel tenersi sulle proprie spalle l’intero equilibrio ritmico del gruppo. All’ultimo arrivato Abraham tocca invece il compito di creare il contatto con il pubblico, saltellando senza sosta per il palco e chiamando i ritornelli di brani come “Go!” o “Gagarin”. Altri momenti da segnalare sono la splendida doppietta di “Theme From PSB”“Signal 30”, due brani totalmente agli antipodi del debutto “Inform-Educate-Entertain”. Tanto la prima e’ molto kraftwerkiana nella sua rigida elettronica, tanto la seconda sfrutta appieno la distorsione di chitarra di Willgoose. Da segnalare anche la triade “All Out”, di cui abbiamo gia’ parlato, “The Other Side” con il suo splendido connubio tra musica e immagini di repertorio della NASA, e la famosa e trascinante “Go”. A chiudere il concerto il classico encore della band con due dei suoi pezzi piu’ conosciuti, il funk tecnico e stralunato di “Gagarin” e le melodie straordinariamente evocative di “Everest”.

Public Service Broadcasting

A fine concerto becco diversi amici e, tra una chiacchiera e l’altra, ci stavamo avvicinando all’uscita quando notiamo che Willgoose era giunto al banchetto del merchandise ad autografare dischi e far foto con i fan. Trovato il momento giusto, imbocco al suo cospetto ed inizio ad attaccargli una pippa infinita sulla possibilità di fare un disco dedicato alle nascenti nanotecnologie o sulla scienza in generale, ma vista la sua faccia credo che non se ne farà nulla. Comunque nonostante i miei deliri da post-concerto e’ stato molto gentile, tanto da farsi una foto con i miei amici e firmarci un paio di dischi appena acquistati. Una bella conclusione per una splendida serata.

SETLIST: The Pit; People Will Always Need Coal; Theme From PSB; Signal 30; Korolev; E.V.A.; Progress; Go To The Road; Night Mail; Spitfire; They Gave Me A Lamp; All Out; The Other Side; Go!; Lit Up; Encore: Gagarin; Everest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.