LIVE REPORT – RAMMSTEIN
Stadio Olimpico Grande Torino (Torino) – 12/07/22

Tre anni. Questo è stato il tempo intercorso tra l’acquisto del biglietto per andare a vedere i Rammstein nell’unica data italiana prevista in questo loro tour e la sua effettiva realizzazione. Un lungo lasso di tempo nel quale siamo passati tra pandemie, guerre, siccità e crisi energetiche, e dove anche il prossimo futuro si preannuncia piuttosto complicato e privo di qualsiasi certezza. In tale oscuro contesto, questo live dei sei tedesconi è stata una vera e propria isola felice, se così vogliamo definirlo, una serata nel quale lasciare da parte tutti i problemi del mondo reale e dove l’unica cosa da fare è stata lasciarsi trasportare dalla musica e dagli effetti speciale ideati da Till e compagni, nonché dalla bella atmosfera di trovarsi finalmente in uno stadio pieno, sebbene io e la mia compagna con la FFP2, pieno di persone con cui saltare e cantare all’unisono.

La serata è iniziata alle otto in punto, quando su una specie di palco secondario posto quasi a centro stadio, escono Héloïse Hervouët e Katherine Nikitine, le due pianiste francesi del Duo Abelard, per iniziare la loro performance come supporting act. Una scelta decisamente particolare, poiché il duo esegue al pianoforte una serie di cover strumentali proprio dei Rammstein. Allora, le loro interpretazioni sono senza dubbio interessanti, ma forse poco adatte ad una location di questo tipo, dove la gente era ancora intenta a posizionarsi ed a scolarsi l’ennesima birra per caricarsi per l’arrivo di Till e compagni. Tuttavia, sia gli arrangiamenti che la scelta dei brani non erano affatto scontati, andando anche a pescare brani meno conosciuti come “Diamant” dell’omonimo disco del 2020 e “Frühling In Paris” dal poco valorizzato “Liebe Ist Für Alle Da”, mostrando come i brani dei Rammstein, se spogliati dalla rocciosità delle ritmiche, mostrano una grande attenzione alle melodie. Forse un paio di interpretazioni sono meno riuscite di altre, per esempio la loro versione di “Du Hast” non mi ha fatto impazzire, ma nel complesso una buona performance.

Rammstein Live Torino 2022

Finita l’esibizione del Duo Abelard, bisogna attendere ancora una buona mezzora prima che le note di “Musica per i Reali Fuochi di Artificio” di Handel diano inizio allo show con una bandiera italiana che viene sollevata digitalmente con il megaschermo centrale. La band inizia a posizionarsi, quando i synth della stupenda “Armee der Tristen” tratta dall’ultimo ed interessante “Zeit” fanno da preludio all’entrata in scena di Till. I suoni in generale sono buoni con le chitarre molto corpose, la batteria di Schneider precisa e potente e dove anche il basso di Oliver riesce a ritagliarsi il suo spazio.

Rammstein Live Torino 2022

L’unica cosa che un pochino lasciato l’amaro in bocca è stata la prestazione di Till, non riuscendo a capire se fosse lui a non essere in serata o semplicemente un problema di acustica. Infatti, in alcuni brani è stato incredibile, vedasi “Puppe” con la sua incredibile scenografia o la stessa “Zeit”, che cantata con il pubblico mi ha fatto venire la pelle d’oca, mentre in altri momenti la sua voce era a male pena udibile o arricchita da un eccessivo delay.

Rammstein Live Torino 2022

Poco male, comunque, visto che nei ritornelli era il pubblico a cantare o aveva davanti a me un crucco con maglia di un tour di “Mutter” che le sapeva praticamente tutte a memoria. Per descrivere tutte le trovate impiegate durante lo show dovrei stare a scrivere parecchio, ma per farla breve visto che su YouTube potete trovare filmati a iosa della serata, i momenti migliori sono stati con “Puppe” e la sua carrozzina data alle fiamme, “Mein Teil” con Till impegnato a cucinare il povero Lorenz usando dei lanciafiamme sempre più grossi ed il grandioso finale di “Sonne” dove tutto lo stadio si è praticamente illuminato a giorno e con il quale hanno chiuso la prima parte dello show.

Rammstein Live Torino 2022

Qualche minuto di pausa, dove alcune fanciulle del pubblico hanno mostrato le loro tette sui maxischermi dello stadio, ed ecco ricomparire le due ragazze del Duo Abelard con i Rammstein al completo sul palco laterale per una particolare versione di “Engel” solo piano e voci, ed al termine del quale i sei sono ritornati sul palco principale usando dei gommoni per poi riattaccare con la divertente “Auslander”. Altro momento divertente è stato con l’esibizione su una piattaforma sospesa di Kruspe come DJ in uno suo remix di “Deutschland”, con sotto gli altri quattro, Till non c’era, ad indossare degli abiti particolari che quando illuminati sembravano delle figurine stilizzate. Insomma, quasi due ore e mezzo di concerto, pochissime pause e scarsa interazione con il pubblico, sebbene Kruspe fosse particolarmente carico e pronto a distribuire autografi durante il tragitto con il gommone. Tuttavia, a fine concerto la band si è inchinata al pubblico, ringraziando in maniera molto sentita il grosso coinvolgimento dato da uno Stadio Olimpico Grande Torino pieno in ogni suo spazio. Insomma, una grande serata e che conferma, se mai ce ne fosse sentito il bisogno, che almeno una volta nella propria vita, ad un concerto dal vivo dei Rammstein è obbligatorio esserci.

SETLIST: Music for the Royal Fireworks; Armee Der Tristen; Zick Zack; Links 2-3-4; Sehnsucht; Zeig Dich; Mein Herz Brennt; Puppe; Heirate Mich; Zeit; Deutschland (Remix by Richard Z. Kruspe); Deutschland; Radio; Mein Teil; Du Hast; Sonne; Encore: Engel (with Duo Abélard); Ausländer; Du Riechst So Gut; Pussy; Encore 2: Rammstein; Ich Will; Adieu; Sonne (Piano-Version); Haifisch (Remix by Olsen Involtini); Ohne Dich (Piano-Version)

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