LIVE REPORT – SONISPHERE 2016
Ippodromo delle Capannelle (Roma) – 24/07/2016

PREMESSA

C’era molta attesa e tanta curiosità per questa nuova calata dei Maiden in quel di Roma, a cui poi è stato costruito attorno il Sonisphere di quest’anno con l’aggiunta di nomi importanti quali Sabaton, Saxon ed Anthrax. L’uscita di “The Book Of Souls” è stato oggetto di numerose discussioni la scorsa estate, nonchè c’era anche la speranza che il nostro Bruce fosse perfettamente ristabilito dopo l’annus horribilis che aveva vissuto per la sua inaspettata malattia. Per questi motivi, all’annuncio della presenza degli Iron Maiden al Rock In Roma non ho saputo dire di no, ed insieme a quattro amici ho prontamente acquistato il biglietto. Difficilmente qui su Hypnos Webzine diamo risalto alle uscite discografiche di gruppi importanti quali i Maiden, però due parole su “The Book Of Souls” vorrei spenderle. Premetto, che dalla reunion con Bruce, ho seguito con molta attenzione le varie mosse della band, ritenendo che, sempre a mio personalissimo avviso, eccetto un “Dance Of Death” non pienamente riuscito, sono sempre riusciti a mantenersi su dei livelli quantomeno accettabili, tirando fuori anche un quasi capolavoro come “A Matter Of Life & Death”. Quindi, potete ben capire, che alle prime reazione strapositive apparse sul web all’ascolto di questo doppio album, non ho potuto fare a meno di buttarmi a scatola chiusa sull’acquisto della versione digibook. Tuttavia, nonostante abbia ascoltato il disco con buona costanza per parecchi mesi, continuo a non esserne pienamente convinto, trovando diversi brani dei filler francamente evitabili, e che forse il buon Bruce avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo in più per rimettersi in forma con la voce. Diventa quindi evidente come questo concerto risultasse anche un modo per chiarirmi maggiormente le idee anche sull’effettiva qualità del disco. Comunque sia, basta chiacchiere e veniamo al concerto.

SAXON

Con tutto il rispetto per gli A Perfect Day, i Wild Lies ed il gruppetto del figliolo di Harris, i The Raven Age, l’idea di passare tutta la domenica a Capannelle era sicuramente fuori discussione, più che altro per evitare il caldo tipico del periodo, ma che per altri impegni personali. Tuttavia, mi è sinceramente dispiaciuto non essere arrivato in tempo per i Sabaton, gruppo caldamente consigliato da un paio di colleghi, ma ancora poco approfondito dal sottoscritto. Fatto sta che arrivo con tutta rilassatezza a Capanelle verso le 17,30, giusto il tempo di entrare e fare la scarpinata fino all’area concerti, che ecco salire sul palco Biff e compagni. Pur non conoscendoli a menadito, i Saxon hanno dato vita ad un show sanguigno e coinvolgente, con un Biff Byford mattatore ed un pubblico già bello numeroso ben pronto a rispondere alla lunga sfilza di classici che la band ha dato loro in pasto.

Saxon Live

I suoni erano discreti, forse la voce di Biff poteva essere tirata un po’ su di volume ed il basso di Carter era un po’ nelle retrovie, ma in compenso non possiamo affatto lamentarci. D’altronde, con inni al vero metallo come “Dogs Of War”, “Heavy Metal Thunder”, “Wheels Of Steels” e l’immortale “Denim & Leather”, l’unica cosa da fare era quella di saltare e cantare a squarciagola. Sanguigni.

Setlist: Battering Ram; Motorcycle Man; Sacrifice; Power And The Glory; 20,000 Ft; Dogs of War; Heavy Metal Thunder; Crusader; Princess Of The Night; Wheels Of Steel; 747 (Strangers In The Night); Denim & Leather

ANTHRAX

Giusto il tempo di bersi una cosa e dare uno sguardo un po’ preoccupato alle nubi che sovrastavano Capannelle, che salgono sul palco Scott Ian e compagni. La band è stracarica, il pubblico ha voglia di fare casino e quindi le premesse per un’ora distruttiva c’erano tutte. Fortunatamente, i suoni migliorano notevolmente rispetto ai Saxon, e riescono a supportare al meglio il muro sonoro tirato in piedi dalla band americana. Belladonna e Ian saltano senza sosta da una parte all’altra del palco, cercando a più riprese il contatto con il pubblico.

Anthrax Live

La prevalenza di brani tirati nel loro classico stile, non poteva che far sorgere numerosi focolai di pogo in tutta l’area. Ma, anche qua, la band gioca facile con dei classici come “Caught In A Mosh” o “Indians” da “Among The Living”, la devastante “Antisocial”, cover dei Trust presente su “State Of Euphoria”, e la trascinante “Madhouse”, il cui chorus è stato cantato a squarciagola da tutto il pubblico. Inoltre, pur avendo ascoltato un po’ di sfuggita l’ultimo “For All Kings”, devo ammettere che i tre estratti da questo disco non hanno affatto sfigurato, con una “Breathing Lightning” parrticolarmente intensa.

Anthrax Live

La band è talmente contenta dello show, che poco dopo che la band è scesa dal palco, ecco rientrare Ian a ringraziare il pubblico romano ed annunciare un nuovo tour per il prossimo febbraio, a cui il sottoscritto sicuramente non mancherà. Schiacciasassi.

Setlist: You Gotta Believe; Caught In A Mosh; Got The Time (Joe Jackson cover); Madhouse; Fight ‘Em ‘Til You Can’t; Evil Twin; Antisocial(Trust cover); Breathing Lightning; Indians

IRON MAIDEN

I Maiden sono piezz ‘e core, c’è poco da fare. Si potrebbe sindacare su una scaletta che, a parte gli estratti da “The Book Of Souls”, ha praticamente gli stessi classici da anni. Potrei lamentarmi di un Bruce praticamente inascoltabile in certi momenti e di un paio di attacchi sbagliati su “The Red And The Black” and “Hallowed Be Thy Name”. Potrei descrivere il decadimento fisico a cui è andato incontro il buon Dave Murray e di uno Steve Harris meno carismatico del solito. Potrei stare qui a mettere in fila una serie di commenti negativi sul concerto, ma poi c’è poco da fare. Appena parte l’intro di “Doctor Doctor” e finalmente il palco stile Indiana Jones si svela, il fanciullino che è in me esce fuori prepotentemente e non riesco a fare altro che saltare e cantare a squarciagola come se non ci fosse un domani.

Soviet Soviet Live

Siano i pezzi di “The Book Of Souls” o le immortali “Children Of The Damned” o “Powerslave”, clue della serata per il sottoscritto, sto lì come un ebete a urlare e zompettare insieme a decine di migliaia di spettatori, in pieno delirio mistico maideniano. Persino la mia tanto odiata “Fear Of The Dark”, quando si attacca ed il pubblico inizia a cantare all’unisono, ho avuto veramente la pelle d’oca.

Soviet Soviet Live

Certo, lo stacco qualitativo tra “Children Of The Damned” e “Tears Of A Clown” si è avvertita, e molto, però questo è il tour di “The Book Of Souls” e a noi va bene così. Alla fine l’importante è esserci e fanculo tutto il resto.

Setlist: If Eternity Should Fail; Speed Of Light; Children Of The Damned; Tears Of A Clown; The Red And The Black; The Trooper; Powerslave; Death Or Glory; The Book Of Souls; Hallowed Be Thy Name; Fear Of The Dark; Iron Maiden; The Number Of The Beast; Blood Brothers; Wasted Years

CONCLUSIONI

Insomma, nonostante non aver potuto assistere a tutti i concerti, avrete capito che la giornata è andata piuttosto bene dal punto di vista musicale, mentre alcune cose avrei da ridire sull’organizzazione. Troppo pochi i banchetti per cibo e bevande in zona concerto, e tornare al villaggetto all’entrata era alquanto impossibile, sia per la distanza che per la grossa affluenza di persone, sebbene la data non sia risultata sold out. Alquanto ridicola poi la presenza dei bibitari, ma anche venditori di poncho ed ombrelli durante gli Anthrax, che ti passavano davanti senza nemmeno chiedere permesso. Pessima anche l’organizzazione post-concerto. Va bene aprire anche l’entrata laterale per favorire l’uscita delle persone, ma la situazione hai parcheggi era davvero devastante. Parcheggiatori svaniti nel nulla e i vigili troppo impegnati a regolare il traffico sulla via Appia ci hanno bloccati per quasi un’ora, prima che il signore dietro di noi ci ha dato la dritta per imboccare un piccolo vialetto in retromarcia e guadagnare l’uscita da una posizione più vantaggiosa. Per concludere, visti anche i tempi di merda in cui viviamo, devo ammettere che pur non essendoci stati controlli troppo stringenti all’entrata, c’era una bellissima atmosfera, tante famiglie con bambini anche molto piccoli, ed un grande voglia di fare festa ed ascoltare buona musica. Questo mi basta per poter dire che è stata un bellissima giornata. Up The Irons!!!!

Autore: KarmaKosmiK

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.