MAGNOLIA
“Cynthia”

Per farvi comprendere l’impatto che questo disco ha avuto su di me, vi basti pensare che l’ho ascoltato tutto di un fiato il primo giorno di lockdown totale appena rientrato da lavoro. La struggente voce di Filipa Pinto mi ha riportato alla mente la desolante visione di una Roma completamente svuotata di macchina e persone, facendo vagare immediatamente la mente a poche settimane prima, quando avevo rivisto degli amici che non vedevo di persona da anni ed il conseguente ricordare situazioni e persone condivise anni e anni prima. L’anima di questo “Cynthia” risiede proprio qui, ossia nel ricordare con forza e disperazione qualcosa che è andato e che non tornerà più, e proprio per questo motivo l’omonima traccia “Magnòlia” è estremamente dolorosa da ascoltare in questo particolare momento storico. Se posso fare un paragone, l’unico brano capace di suscitare in me reazioni così devastanti è la meravigliosa “Aperlae” dei nostrani Ataraxia, presente sul loro capolavoro “Lost Atlantis”. Eppure, mentre il gruppo della stupenda Francesca Nicoli rievocava il passato con toni struggenti, ma comunque malinconici. I portoghesi caricano questa rievocazione con note dolenti e disperate. Si, capisco che questo esordio è per il sottoscritto abbastanza fuori dai miei canoni tradizionali, ma d’altronde il solo riuscire a suscitare in me tali emozioni deve farvi comprendere quanto è grande la forza espressiva dei portoghesi Magnòlia. Nonostante una lunghezza forse eccessiva, il loro debutto “Cynthia” meriterebbe di stare in cima a qualsiasi classifica di fine anno. Infatti, non c’è solo la già citata “Magnolia”, ma almeno fino alla quinta traccia “Abismo” si viaggia su livelli talmente elevati, che non si può rimanere esterrefatti dalla capacità del gruppo portoghese. E’ una mezzoretta che sto provando a scrivere questa difficile recensione, e dopo tutto questo scrivere mi sono reso conto di non aver ancora detto cosa facciano questi portoghesi. Beh, prendete i primi Ataraxia, quelli ancora immersi nella Dark Wave, aggiungeteci una voce altrettanto potente, ma che richiama a sé la potente forza evocativa e tragica del fado portoghese, oltre che una vena sotterranea che si connette direttamente ai My Dying Bride. Ecco, probabilmente è questo il cocktail esplosivo dei Magnòlia, di cui sono venuto a conoscenza per una descrizione del loro promoter che li descriveva come Folk Doom. Definizione alquanto bislacca, ma che in fondo sembra inquadrare in qualche maniera il terzetto portoghese. Tutta la loro musica ha come perno Filipa Pinto e la sua voce straziante, ma che non potrebbe esistere senza la chitarra scheletrica di Nuno Gonçalo, o il supporto ritmico della batteria di Paulo Bucho. Proprio quest’ultimo è l’elemento che connette i Magnòlia ai My Dying Bride, con dei patterns che più volte evocano il bellissimo “Turn Loose The Swans”. Ascoltatevi la già citata “Abismo” o “Trilogia do Obituario” e non ditemi se non ci sentite qualcosa dei maestri inglesi. Insomma, ascoltatevi questo “Cynthia” e poi fatemi sapere. Se proprio non volete ascoltarvi i settanta e passa minuti del disco, vi lascio direttamente il link ai video ufficiali di “Magnòlia” e “Magia de Cynthia”. Meravigliosi.

BRIEF COMMENT: Incredible debut album from this portuguese trio called Magnolia, where the black soul of the Dark Wave, seems to coexists with the powerful expression of fado and a subterranean influence of the Doom Metal, especially My Dying Bride for the drum’s patterns. A tragic and desperate record, able to show incredible tracks as “Magnolia” or “Magia De Cynthia”.

Contatti: Facebook
Etichetta: Autoprodotto
Anno di Pubblicazione: 2019
TRACKLIST: 01. Ode; 02. Magnolia; 03. Nevoeiro; 04. Magia De Cynthia; 05. Abismo; 06. Eterna Saudade; 07. Folhas Ao Vento; 08. Penedo Da Saudade; 09. Trilogia Do Obituario; 10. Viriato; 11. Almas Perdidas; 12. Desfecho
Durata: 71:42 min.

Autore: KarmaKosmiK

   

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