MARDUK
“Frontschwein”

Dopo il non troppo riuscito “Serpent Sermon”, album si con alcuni acuti ma anche con più di qualche fase di stanca, l’attesa e la curiosità per il tredicesimo capitolo della discografia di uno tra i gruppi più influenti e longevi della scena Black Metal non era certamente di quelle da far cerchiare in rosso la data sul calendario o da conto alla rovescia. Anche l’anticipazione arrivata un paio di mesi fa con “Rope Of Regret” non lasciava intravedere chissà quali variazioni del modus operandi delle ultime uscite, alternando infatti assalti all’arma bianca a momenti più ragionati, risultando di fatto un brano decente ma nulla più. Il sospetto che i Marduk si stessero quindi trasformando in una sorta di Cannibal Corpse con il facepainting stava diventando sempre più fondato, con gli svedesi che sembravano ormai destinati a sfornare release fotocopia con un paio di buoni pezzi e il resto portato avanti con tanto mestiere, cosa che se da un lato faceva la gioia dei die hard fan, ben contenti che le uscite fossero ravvicinate anche a scapito della qualità, dall’altro un po’ faceva storcere il naso a chi sperava ancora in un colpo di coda davvero letale da parte di Håkansson e soci. Nel caso di questo nuovo “Frontschwein” il copione insomma sembrava già bello che scritto e, in effetti, durante i ripetuti ascolti la questione è emersa sempre più chiara, e quello che all’inizio era solo un timore si è via via rivelato essere una realtà. Se infatti la title track posta in apertura dava fin da subito adito a qualche perplessità, sono state quasi tutte le restanti tracce a delineare una prestazione un po’ troppo anonima, che riporta gli svedesi nel limbo delle band che vanno avanti più con il pilota automatico che non con una genuina ispirazione. Intendiamoci, i pezzi, a parte un paio di eccezioni, si fanno anche ascoltare e qualche volta la quadratura viene pure trovata (“Afrika”, “Falaise: Cauldron Of Blood” e a suo modo anche “Doomsday Elite”), ma francamente è un po’ troppo poco e la sensazione che più si fa strada lungo l’ora scarsa di durata è quella di essere di fronte ad un gruppo talvolta a corto di munizioni. Neanche il ritorno alle tematiche belliche che tanto avevano portato fortuna al celeberrimo “Panzer Division Marduk” sembra aver apportato chissà quali benefici, finendo per essere una cornice come un’altra per una musica che manca dell’elemento fondamentale: la capacità di coinvolgere. Perché al netto di tutti i suoi pregi e difetti, quello che emerge dai solchi di “Frontschwein” è che ormai i Marduk sembrano aver deciso di sfornare ogni paio d’anni un platter con qualche buon pezzo e il resto lasciato a sguazzare in un’onesta mediocrità. Insomma, se le migliori tracce di “Serpent Sermon” e di quest’ultima fatica fossero state fatte uscire insieme, starei certamente parlando di un buon lavoro dei Marduk, ma invece siamo alle prese con due album riusciti solo a sprazzi. Ed è un gran peccato.

BRIEF COMMENT: “Frontschwein”, thirteenth full length by Black Metal master Marduk, continues on the path traced by the previous “Serpent Sermon”, hence resulting a not so impressive album due to a lot of mediocre songs that end up overshadowing the few good ones. This doesn’t mean it won’t be appreciated by die hard fans, but only that it’s reasonable to expect more from Håkansson&co.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Century Media Records
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. Frontschwein; 02. The Blond Beast; 03. Afrika; 04. Wartheland; 05. Rope of Regret; 06. Between the Wolf-Packs; 07. Nebelwerfer; 08. Falaise: Cauldron of Blood; 09. Doomsday Elite; 10. 502; 11. Thousand-Fold Death
Durata: 52:39 min.

Autore: Iconoclasta

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