MASTER
“An Epiphany Of Hate”

Anche se sono stati una tra le prime band a cui mi sono avvicinato dopo l’ascolto dei mostri sacri del Death e del Thrash, per chissà quale motivo i Master non sono mai diventati una di quelle realtà che ho continuato a seguire con molta costanza. Certo, con il passare del tempo e a causa del declino che spesso li ha accomunati, ho finito per prestare sempre meno attenzione anche a molti dei gruppi di cui sopra, ma il combo di Chicago, se escludo il rapido innamoramento per l’omonimo debutto ed “On The Seventh Day God Created… Master”, sono riuscito ad apprezzarlo solo a sprazzi, senza peraltro trovare mai un lavoro in grado di farmi cambiare l’opinione che su di esso mi ero fatto negli ultimi anni: una band che invecchiava senza infamia ne lode. Insomma, tutto questo per dire che essere capitato su un pezzo di questo loro nuovo “An Epiphany Of Hate” è stato poco più che un ascolto casuale che avrebbe potuto concludersi come era iniziato, ma che invece si è trasformato presto in qualcosa di molto coinvolgente. Non so se in questo abbia giocato un ruolo importante il fatto che i nostri continuino a proporre sempre lo stesso suono inflessibile e poco incline ad ogni concessione di sorta, fatto sta che questa volta il rituffarmi nei meandri della loro musica ha quasi avuto il sapore di una madeleine proustiana. La ricetta dei Master, come detto, è nota ed immutata: un impasto che affonda le proprie radici in un Death/Thrash viscerale ed orgogliosamente old school e completato dall’inconfondibile timbro vocale della vera anima della band, Paul Speckmann. Quel che apparentemente è cambiato rispetto alle ultime prove e che mi ha fatto riscoprire il sapore degli esordi è la compattezza dei singoli brani, capaci di rimanere impressi nella mente sin dal primo ascolto e di prendere per la giugulare tenendo quasi sempre il piede ben saldo sull’acceleratore. I nostri piazzano così un riff dietro l’altro senza andare troppo per il sottile, permettendosi assai poche divagazioni dal tema portante e premurandosi di affondare il colpo in diverse occasioni, su tutte l’opener “Subdue The Politician”, “Just Take My Right Arm” e “It’s Clearly Eden”. Insomma, con questo nuovo “An Epiphany Of Hate” i Master si dimostrano decisamente più in palla di molti loro colleghi storici, rilasciando un lavoro che non potrà che soddisfare chi li ha sempre amati ma anche tutti quelli che sono alla ricerca di un album per scapocciare senza troppi pensieri.

BRIEF COMMENT: With their thirteenth full length, Master deliver ten new songs that don’t change their typical songwriting and keep their quality pretty high through the whole album. “An Epiphany Of Hate” is indeed what we always may expect from Speckmann&co., so no wonder they can still kick ass with their Death/Thrash riffs.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: F.D.A. Rekotz
Anno di pubblicazione: 2016
TRACKLIST: 01. Subdue The Politician; 02. Fiction Soon Becomes Reality; 03. Face Your Fear; 04. Just Be Yourself; 05. Just Take My Right Arm; 06. An Epiphany Of Hate; 07. It’s Clearly Eden; 08. The People Of The Damned; 09. Senses All Will Be Controlled; 10. Red Alert
Durata: 44:23 min.

Autore: Iconoclasta

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