MEMBARIS
“Grenzgänger”

Ammetto di essere rimasto completamente sbalordito dal loro precedente “Into Nevermore”, nel quale il combo tedesco mostrava una grande tecnica ed inventiva in grado di reinventare e plasmare a proprio piacimento il Black Metal norvegese dei maestri della prima ondata. A distanza di tre anni, intervallati solo da uno split con la band gemella dei Weird Fate, ecco giungere il tanto atteso (dal sottoscritto) successore che risponde al nome di “Grenzgänger”. Purtroppo, forse complice una etichetta non di primo piano, o semplicemente un ulteriore rincoglionimento senile del sottoscritto che ha mancato clamorosamente l’uscita di questa release, sono riuscito ad appropriarmi di tale release non prima della scorsa estate.

Finiti i preamboli, passiamo subito al sodo, ossia come suona questa nuova uscita dei Membaris? Ad un primo ascolto devo dire che le ottime sensazioni provate nell’ascolto del disco precedente si sono subito mostrate anche qui (l’opener “A Mind Full Of Captured Stars” è assolutamente devastante e con uno stacco melodico centrale da malinconia galoppante). La band conosce perfettamente il fatto suo ed i brani continuano a rifuggere sempre strutture semplici e banali in favore di una maggiore attenzione alla construzione del pezzo e nella creazione di un alternarsi fra sfuriate devastanti (in questa disco esce ancora più pesantemente l’influenza degli Emperor di “Anthems…” e “IX Equilibrium”) e brevi stacchi melodici, abili nell’esaltare ulteriormente il brano. Eppure…già, ma c’è un eppure. Infatti, a differenza del precedente disco che ho letteralmente consumato per gli ascolti continuati, ho lasciato questo “Grenzgänger” a macerare nel mio inconscio per un bel po’, riprendendolo solo nelle ultime due settimane giusto per chiudere questa recensione. Beh, nonostante tutto continuo a sentirmi un pochino combattuto nel giudizio. Da una parte il disco mi piace, ed anche molto, poichè la band riesce a piazzare in quasi ogni traccia dei bei killer-riff. D’altro canto però, sento che questo “Grenzgänger” non possieda la stessa freschezza e vitalità trascinante del suo predecessore, non gira a pieno regime, diciamo. Questa è però solo una sensazione che rimane alla fine, mentre l’ascolto prende e fomenta. Parlando latino (come dice sempre il caro Commisario Montalbano), questo disco potrebbe essere rappresentato come una breve scopata, intensa ma fatta solo di contatti fisici e nient’altro. Una bella metafora che metto giusto per chiarire/confondere le idee su questo lavoro.

Vabbè, direi che per oggi ho sproloquiato abbastanza, chiudo dicendo che il disco merita e che continuo a supportare la band tedesca senza se e senza ma. Non sono soddisfatto al 100%, mi mando affanculo da solo e supporto i Membaris.

BRIEF COMMENT: After the excellent “Into Nevermore”, that shows the skill of the German band in rearranging the classic 90’s Black Metal into an original style, this new record reports that Membaris are ready to move away from their music heritage, proposing very complex and unlinear tracks, although Emperor‘s influence continues to be very important. So, Grenzgänger is a very interesting album, but it hasn’t the same impact and freshness of its predecessor.

Etichetta: ARTICaz Records
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. A Mind Full Of Captured Stars; 02. Seelenmacht; 03. Crossing The Borderline Of Event Horizon; 04. Grenzgänger; 05. Rabenhorst; 06. Realisation Of The Demon; 07. Einsamkeit; 08. Remains Of solitude; 09. Acht
Durata: 54:35 min.

Autore: KarmaKosmiK

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