MIND ENEMIES
“The Darkest Way”

I Mind Enemies nascono nel marzo del 2011 come progetto solista di Giuseppe Caruso, il quale, dopo aver composto alcune tracce, si recò a registrarle da solo presso i Nadir Music di Tommy Talamanca. Successivamente, il progetto si trasformò gradualmente in un vera band, e dopo un certo numero di cambi di line-up, raggiunse una formazione stabile con l’ingresso di Nazario Papa al basso, Michele Montanaro alla batteria e Nazario Moffa alla chitarra. Con questa line-up, i Mind Enemies riescono a suonare in diversi luoghi del centro e sud Italia, ma la band nel 2012 subisce ulteriori cambiamenti, fino alla scelta finale di rimanere attiva come trio, con Giuseppe Caruso nel doppio ruolo di chitarrista e cantante.

Registrato in soli tre giorni nuovamente presso i Nadir Music, “The Darkest Way” vede una band nel bel mezzo della ricerca di una propria identità musicale. Infatti, nelle quattro tracce di questo demo di esordio ci si trova davvero un po’ di tutto, dagli immancabili slanci Progressive Metal di chiara discendenza Dream Theater in “Sound Of Silence”, ad una sorta di strano Dark Rock mescolato con lievi influenze Progressive nel chorus per la successiva “Another Life”, come pure una bella ballata elettrica che arriva direttamente dagli anni d’oro del grunge per la title-track, e una sfuriata Thrash-core con tanto di vocal belle arrabbiate per la conclusiva “Oblivion”. Un pot-porri musicale che nonostante la sua disomogeneità permette comunque di poter tirare un minimo di conclusioni relative all’operato dei Mind Enemies in questo “The Darkest Way”. Sicuramente il versante più estremo non è proprio nelle corde della band, perché sia le vocal che i riff mostrati in “Oblivion” sono infatti di basso livello, mentre una maggiore qualità si riscontra nei momenti più melodici e Rock, che vengono spesso anche arricchiti da piccole incursioni in ambito Progressive Metal (un buon esempio è il riff del pre-chorus di “Another Life”). A livello strumentale, la chitarra di Caruso domina nettamente la scena, sebbene anche il basso (suonato in questa sede dallo stesso Caruso) presenti qua e la qualche frasetta interessante, mostrando anche in questo caso un buon gusto melodico anche nella composizione degli assoli. L’unico versante su cui mantengo ancora qualche dubbio è la voce dello stesso Giuseppe, che si dimostra essere ancora acerba, perché se il suo andamento trascinato e lamentoso si rivela comunque azzeccato nella title-track, rimane invece un po’ altalenante nelle rimanenti tracce.

“The Darkest Way” riserva quindi luci ed ombre per i Mind Enemies, sebbene il fatto che questo sia il loro demo di debutto ne attenui un po’ i demeriti. Personalmente, trovo che il voler mettere insieme il lato melodico oscuro del Grunge con una impostazione tendente più al Progressive Metal sia sicuramente una bella intuizione. Un primo passo è stato fatto, ora tocca alla band riuscire a portare a maturazione questi piccoli semi sonori sparsi in questo “The Darkest Way”.

BRIEF COMMENT: In “The Darkest Day”, Mind Enemies lay down the basis for the construction of a sound that forges together obscure melodies from the golden age of Grunge with a more technical approach typical of Prog Metal. Many things still need to be fixed, and more organic assembly of their songbook has to be done, but their style appears to be very interesting, especially in the title-track.

Etichetta: Self-released
Anno di Pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. Son Of Silence; 02. The Darkest Way; 03. Another Life; 04. Oblivion
Durata: 22:49 min.

Autore: KarmaKosmiK

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