NAPALM DEATH “Utilitarian”

In un periodo di profonda crisi politica e finanziaria, nel quale i poveri cittadini comuni vengono spremuti come limoni al fine di ripianare debiti irripagabili, il ritorno sul mercato dei quattro maestri di Birmingham è senza dubbio un’ottima terapia per scaricare la propria rabbia repressa. “Utilitarian” è infatti un lavoro perfettamente collocato nel quadro politico attuale, nel quale tutto lo schifo che ci circonda viene assorbito e risputato in faccia all’ascoltatore con un violenza tale da far rimanere basito anche il più fedele ed anziano fans dei Napalm Death.

Embury e soci non hanno la minima intenzione di voler andare in pensione e continuano imperterriti a scaricarci addosso tonnellate di violenza sonora, pestando senza sosta come se fossero rimasti degli imberbi pischelletti, e non una band con ben trent’anni di carriera alle spalle. Basta ascoltare le prime tracks di “Utilitarian” per capire come la band, pur rimanendo totalmente fedele a se stessa, sia in una forma assolutamente smagliante riuscendo a mantenere un livello e una qualità del proprio songwriting assolutamente elevata. Anzi, dirò di più, ritengo che questo “Utilitarian” sia anche superiore, e di parecchio, al già ottimo “Time Waits For No Slave”. Barney è un ciclone irrefrenabile ed il suo vocione rade al suolo quel poco rimasto in piedi, dai ritmi insostenibili generati dal quel caterpillar musicale composto da Shane Embury, Mitch Harris e Danny Herrera. Tanti, davvero tanti i pezzi che rimangono subito impressi nella memoria da questo nuovo capolavoro dei Napalm Death, partendo dall’intro di “Circumspect”, abile nel caricare al massimo la tensione che verrà poi esplosa nel micidiale doppietta “Errors In The Signals” ed “Everyday Pox”, nel quale figura come ospita il sax isterico di John Zorn. Oppure altri brani, che richiamano molto il Death di “Wounds From The Exit Wounds”, quali la catchy-issima e fomentante “The Wolf I Feed” (con parti in clean vocals) o la variegata “Quarantine”. Il resto è tutto Napalm Death marchiato 24 carati…che altro dire, questo è uno dei capolavori di questo 2012 e fanculo tutto il resto.

“The stress is mounting,
We fail to breathe
What was important now
Seems pointless
Perhaps it’s time
To flip out world upside down
Embrace our lives
For all that they are worth”

BRIEF COMMENT: “Utilitarian” shows an invidiable state of grace of the band, which continues its path in the statement of the injustices of our contemporary world, but still maintaining the brutality and annihilation of its sound. Embury & company tailor sixteen tracks oscillating between the technical Death of “Words From The Exit Wounds” and their typical grinding attack. Worth to mention are also the starting couple “Errors In The Signals” and “Everyday Pox”, featuring the hysterical sax of John Zorn, or the modern hymn of “The Wolf I Feed”. One of the masterpiece of the just gone 2012!

Etichetta: Century Media
Anno di Pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. Circumspect; 02. Errors In The Signals; 03. Everyday Pox; 04. Protection Racket; 05. The Wolf I Feed; 06. Quarantined; 07. Fall On Their Swords; 08. Collision Course; 09. Orders Of Magnitude; 10. Think Tank Trials; 11. Blank Look About Face; 12. Leper Colony; 13. Nom De Guerre; 14. Analysis Paralysis; 15. Opposites Repellent; 16. A Gag Reflex
Durata: 46:11 min.

Autore: KarmaKosmiK

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