NECRODEATH
“Neraka”

Tra Necrodeath e Sadist, sono stato molto più assiduo con i secondi. Sarà che li ho scoperti all’epoca di “Tribe”, rimanendone incuriosito da una recensione letta su Grindzone o Metal Hammer, e riuscendo in seguito anche ad acquistarlo insieme a “The Jester Race” degli In Flames in un megastore musicale che si trovava dalle parti di Piazza Irnerio a Roma, oggi purtroppo trasformato in una enorme parafarmacia. Ai Necrodeath arrivai qualche anno dopo in occasione della famosa ristampa del 1999 da parte della Scarlet Records dell’incredibile debutto “Into The Macabre”, e preludio al loro ritorno con l’ottimo “Mater Of All Evil”. Conoscevo ben poco di loro, sapevo che erano stati una sorta di pionieri e che Peso era parte della line-up originale, ma non essendoci niente all’epoca, eccetto qualche rivista in edicola o il classico amico\cugino più grande che ti mollava qualche dritta, c’era ben poco dove trovare informazioni affidabili. Tuttavia, il nome Necrodeath rimase tra le pieghe del mio subconscio, e quando mi capitò di trovarlo in vendita ad un qualche concerto, lo acquistai senza pensarci due volte. Può darsi che mi sbagli, ma sono quasi convinto che lo presi insieme a “Kali Yuga Bizzarre” degli Aborym, su consiglio insistente di un tipo conosciuto all’università e che incontrai quella sera. Però, se gli Aborym non mi hanno convinto più di tanto, “Into The Macabre” fu una cannonata nucleare. Per questo motivo, all’uscita di “Mater Of All Evil” ero lì pronto con la bava alla bocca, sperando in un nuovo miracolo. Ero a conoscenza dell’arrivo di Flegias come nuovo vocalist, ed il fatto che arrivasse dagli Opera IX, di cui riuscì in qualche modo a farmi copiare il loro fantastico debutto, era certamente sinonimo di qualità. Tuttavia, i Necrodeath anno 1999 non potevano essere i Necrodeath del 1987, così come Flegias non poteva essere Ingo, e questo mi portò a rimanere deluso da questo loro come-back. Musicalmente non mi dispiacevano, ma non riuscivo a mandare giù le vocals di Flegias. Da lì in poi, smisi di seguire completamente le band. Eppure, per quale che strano motivo lo scorso febbraio decisi di riprendere in mano “Mater Of All Evil” dopo secoli che prendeva polvere sullo scaffale, e meraviglia, mi ricordavo a memoria quasi tutto l’album. Sicuramente all’epoca non capivo un cazzo di niente, ma è evidente che il mio subconscio era ben più sveglio di me. Per cui, dopo tutto questo blaterare di vecchi ricordi personali, ma credo fosse necessario per farvi capire le mie vicissitudini con la band ligure, possiamo arrivare finalmente a parlare di “Neraka”, EP uscito lo scorso aprile in pieno lockdown. Si parte con “Inferno”, che si apre con una oscura introduzione molto “Season In The Abyss”, per poi andare di pieno head-banging. Pur essendo “Petrify” il brano più classicamente Necrodeath tra i tre inediti, è sicuramente il mio preferito. La band riesce a mantenere un equilibrio tra le parti più sfrenate e qualche piccolo momento più atmosferico. Buone anche le vocals di Flegias, che si alterna tra il suo classico urlo sguaiato e delle parti più recitate. Si manteniamo su livelli più che elevati anche con la successiva “Succubus Rises”, che non fornisce molte sorprese sul suo stile, ma si va di head banging che è un piacere. Il resto dell’EP prevede un’ottima versione live di “Flame Of Malignance”, tratta da “Mater Of All Evil” per chi non lo sapesse, ed una discreta cover della famosa “California Uber Alles” dei Dead Kennedys. Questo è quanto i Necrodeath propongono in questo breve ma intenso EP. Ovviamente, i tre inediti non sono niente di veramente particolare, ma alle mie orecchie di semiprofano, “Petrify” e “Succubus Rises” spingono abbastanza, facendomi ben sperare nei confronti del loro prossimo full-lenght.

BRIEF COMMENT:“Neraka” is an EP from Necrodeath released during the last period of lockdown. In it there are three new tracks, a live version of “Flame of Malignance” and a cover of the Dead Kennedys. The new songs are in the typical Necrodeath style, and I particurarly like “Petrify” and “Succubus Rises”. A good EP, that reconnects me with the band after such a long time.

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Etichetta: Black Tears Of Death
TRACKLIST: 01. Inferno; 02. Petrify; 03. Succubus Rises; 04. Flame Of Malignace (Live); 05. California Uber Alles (Dead Kennedys cover)
Durata: 19:12 min.

Autore: KarmaKosmiK

   

   

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