NEID
“Atomoxetine”

Dopo averli già ospitati qualche tempo fa con l’EP “Non Repetere Est Hereditas” e con lo split coi leggendari Agathocles, torna sulle nostre pagine virtuali il quintetto viterbese dei Neid, questa volta con il loro nuovo lavoro fresco fresco di pubblicazione. Anche se si tratta di un full length, questo “Atomoxetine”, in puro stile Grind, ci offre poco meno di venti minuti di musica, con tutti i pro ed i contro che una tale scelta può comportare. Per quel che mi riguarda, avrei apprezzato una durata maggiore, non fosse altro che per aver più materiale a disposizione per tracciare un’analisi un po’ più precisa dei Neid in versione 2016, ma d’altro canto non si può negare che è molto meglio un album corto e tirato piuttosto che un lavoro con qualche filler di troppo messo lì giusto per aumentare il minutaggio. E in effetti, andando a sentire le quattordici tracce proposte, questo deve essere stato anche il pensiero dei laziali, che non vanno tanto per il sottile e sfruttano al massimo questo poco tempo a disposizione piazzando una serie di bordate davvero niente male. Messa da parte una produzione un po’ DIY in favore di un suono più potente e, con tutte le virgolette del caso, moderno, i nostri sembrano aver decisamente dato sempre più spazio alle influenze Death (penso ad esempio al bending alla Cannibal Corpse) che già facevano capolino in “Non Repetere Est Hereditas”, che questa volta si sublimano in modo impeccabile in violente randellate sui denti come la travolgente “The Failure” o la pesantissima “Voltures Of Incorporation”, senza ombra di dubbio tra i migliori episodi del lotto. Gli elementi di matrice Hardcore/Punk degli esordi non sono comunque definitivamente archiviati, prova ne sia la title track o la scelta di inserire nella scaletta la cover di “I Hate Work” degli MDC, il cui storico leader Dave Dictor è qui presente in veste di guest vocalist. Non mancano del resto neppure alcuni riferimenti a realtà di culto della scena Grind come Napalm Death o Nasum, ma di fatto bisogna dire che i viterbesi sono riusciti a tirar fuori dei pezzi che non soffrono di cali di tensione o di imbarazzanti tentativi di plagio. Insomma, al netto di una durata ridotta che, purtroppo, fa terminare l’album sin troppo presto, “Atomoxetine” conferma come i Neid siano una valida realtà della scena italiana che merita di essere presa in seria considerazione da tutti gli amanti del genere.

BRIEF COMMENT: With this brand new “Atomoxetine”, italian band Neid continues on the path traced with its previous EP adding some Death elements on its furious Grindcore. Despite its short length, the final result is once again a badass album that won’t disappoint every fan of the genre. So, surely worth a listen, no doubt about it.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Sliptrick Records
Anno di pubblicazione: 2016
TRACKLIST: 01. Continuous Use; 02. Painting Death; 03. The Failure; 04.Virtual Shape; 05. Saturated Child; 06.Atomoxetine; 07. New Threat; 08. Voltures Of Incorporation; 09. Pay Independently; 10. I Hate Work (MDC cover); 11. Satisfy My Hunger; 12. Restore The Judgement; 13. Memory May Kill The Need; 14. Breed To Breed (Wormrot cover) [Bonus track]
Durata: 18:50 min.

Autore: Iconoclasta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.