NERIJ
“Lophophora Williamsii And Monochromatic Perceptions”

Ammetto che ogni volta trovo sempre piuttosto difficile recensire lavori di Dark Ambient ultraminimalista, poiché per affrontare lavori di tale genere ritengo sia necessario riuscire a trovare nell’ambito del trantran quotidiano un bel lasso di tempo in cui potere sedersi in poltrona, cuffie alla mano, e lasciarsi prendere, senza altri pensieri in testa, dalle sensazioni fisiche e mentali rilasciate dal lavoro in ascolto. Tutto questo preambolo serve per introdurre l’interessante progetto pugliese Nerij, una one-man band che giunge al secondo lavoro con questo “Lophophora Williamsii And Monochromatic Perceptions” avendo già in passato realizzato un altro demo, intitolato “Fato Ottenebrato Ghermente Anime Inquiete”, maggiormente rivolto verso sonorità Depressive Black Metal.

Sin dall’eloquente titolo (la Lophophora Williamsii non è altro che il nome botanico del famoso Peyote di origine messicana) risulta chiaro che lo scopo principale di Nerij in questo lavoro sia quello di ricreare, attraverso un oscuro e ripetitivo Ambient, lo stato mentale alterato procurato da tale fungo allucinogeno. Il viaggio, perché di reale viaggio sensoriale si tratta, viene diviso in tre lunghe tracce eseguite senza alcuno stacco sonoro. Il risultato finale è effettivamente difficile da giudicare, poiché mentre l’opener “Mental Odyssey I: The Shaman Meets The Psychonaut” riesce ad attirare subito l’attenzione con i suoi ossianici loop sonori, la successiva “Mental Odyssey II: Mescaline And The Antithesis Of Ethereal Visions”, dal lungo e pachidermico incedere, tende a far perdere spesso la concentrazione all’ascoltatore. Sicuramente un pezzo da venticinque minuti non è proprio facile da digerire, ma non ritengo che sia questo il problema, perché la successiva e conclusiva “Mental Odyssey III: Open Eyes In The Abysmal Nightmare, Where Mental Foundations Are Destained”, nonostante la sua mezzora di durata, riesce a non perdere il contatto con l’ascoltatore, grazie ad una maggiore “mobilità” del suono, ricorrendo spesso ad alcuni effetti sonori tipicamente Xasthur. Quel suono ovattato, che sembra farti vedere il mondo dal fondo di un pozzo di acqua salmastra, mi riporta alla mente le atmosfere di uno dei capolavori della one-man band americana, ovvero “Suicide In Dark Serenity“.

Insomma, un lavoro semplice e complesso allo stesso tempo, che mostra un artista dalla profonda sensibilità e dotato di un buon talento nel ricreare tali distorte ed oscure visioni sonore. Probabilmente una sforbiciata nella durata della seconda e terza traccia avrebbe donato più fruibilità al lavoro, ma questi sono dettagli. Nerij è sicuramente un progetto da tenere d’occhio soprattutto da parte degli amanti di tali sonorità minimaliste.

BRIEF COMMENT: In “Lophophora Williamsii And Monochromatic Perceptions”, second demo from an italian musical project called Nerij, the one man band has moved to an obscure and ripetitive minimal Ambient, which takes inspiration from the sensorial travel made by shamans after the ingestion of some hallucinogenic fungus. This release requires a lot of concentration from the listener, but, except for an excessive length, it could be a very interesting work for the lovers of this kind of minimal Ambient music.

Contatti: Facebook
Etichetta: Self-released
Anno di Pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. Mental Odyssey I: The Shaman Meets The Psychonaut; 02. Mental Odyssey II: Mescaline And The Antithesis Of Ethereal Visions; 03. Mental Odyssey III: Open Eyes In The Abysmal Nightmare, Where Mental Foundations Are Destained
Durata: 61:48 min.

Autore: KarmaKosmiK

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