NEVERDREAM
“The Circle”

Un lavoro davvero ambizioso questo “The Circle”, quarta uscita discografica per i progster Neverdream, nel quale il Prog Metal del combo romano si unisce alla letteratura grazie al contributo della scrittrice Maria Teresa Valle. Infatti, il vocalist Giorgio Massimi ed il batterista Gabriele Palmieri, non solo concepiscono le liriche di questo concept album, ma delineano anche il soggetto che sarà sviluppato poi dalla scrittrice romana in un romanzo breve, disponibile in download gratuito presso il sito della band. Trovando quindi impossibile scindere le due cose, ho deciso di dividere la recensione in due parti, parlando prima del libro e poi entrando nei dettagli dell’aspetto musicale presente in questo “The Circle”.

IL LIBRO

“The Circle” racconta la storia della famiglia Stanley, composta dall’autoritario e psicotico capofamiglia Victor, a cui si affianca una donnetta totalmente sottomessa di nome Lucy, e soprattutto dai due figli gemelli, Adam e Vesta. Lo stile della Valli fa’ si che la vera natura di questa famiglia timorata di dio venga svelata in maniera graduale, tramite piccoli quadri di episodi quotidiani, dal quale emerge il completo delirio religioso di Victor, che non disdegna violenze di varia natura sui propri figli e la propria moglie, come il lasciarli notti intere nel giardino di casa all’interno del suo cerchio di protezione dal male (da qui il titolo dell’opera), creando dei veri e propri traumi soprattutto in Adam, l’unico membro della famiglia che sembra possedere ancora un briciolo di umanità nel proprio animo. Infatti, dopo che Lucy deciderà di dire basta ai deliri religiosi del marito, denunciandolo alla polizia, Adam decide di allontanarsi dalla propria casa natale in cerca di un proprio equilibrio interno. Trovato lavoro in una piccola tavola calda, Adam conosce Mary Jane, una giovane e bella impiegata bancaria, che viene subito colpita da questo giovane e taciturno ragazzo. I due iniziano così una strana frequentazione, nascosta agli occhi di tutti, che crea in Adam una tremenda scissione psichica. Infatti, se da un lato Adam è letteralmente conquistato da Mary Jane, dall’altro l’immagine del padre ed i suoi assurdi insegnamenti religiosi continuano a tormentarlo, fino a quando in mezzo alla loro storia non si inserisce la sorella Vesta…Se la prima parte è molto introspettiva e carica anche di immagini molto forti ed aspre, la seconda si tinge di un giallo più canonico, dove l’ispettore Curtis della polizia di Corpus Christi deve indagare su un serial killer di prostitute denominato “il sigillatore”, che da anni continua a colpire indisturbato nella sua città. Ovviamente, evito di dire in che modo questa storia, apparentemente lontana da quella della famiglia Stanley, si va ad agganciare alla prima parte. Dico solo che il personaggio dell’ispettore è abbastanza stereotipato, e che l’indagine viene svolta in maniera troppo rapida e poco avvincente. Tuttavia, nulla toglie alla elevata qualità mostrata dalla scrittrice romana nella prima parte.

IL DISCO

La musica che i Neverdream decidono di associare al concept della storia può essere facilmente ricondotta ai Dream Theater di “Scene From A Memory”, anche se la personalità della band viene subito a galla grazie ad una scelta negli arrangiamenti che pongono l’elevata tecnica strumentale posseduta dalla band al servizio dei brani e della loro atmosfera. A questo dobbiamo anche aggiungere la presenza di alcune brevi tracce (“A Life Beyond”, “Vesta” e la meravigliosa ballad “Mary Jane”) che ben si discostano dal Prog Metal dei maestri newyorkesi. L’apertura è affidata ad una rabbiosa intro strumentale che porta in dote una notevole influenza degli ultimi Symphony X. Il brano sfocia in una serie di note stonate di pianoforte, che fungono da raccordo con la successiva “Requiem”, un vero gioiellino della band capitolina modellato in una suite di quasi nove minuti dove dominano incontrastati i toni oscuri, alternati ad un senso di sacralità nello splendido chorus. La prestazione vocale di Giorgio Massimi è di altissimo livello interpretativo, così come risulta molto interessante la seconda voce femminile, di cui non sono riuscito a scovarne il nome, che va’ ad interpretare il ruolo di Vesta. “A Life Beyond” è un delicato intermezzo di synth e leggera drum machine, nel quale viene raccontata la difficoltà di Adam nel dover abbandonare la propria casa natale, lasciandosi così alle spalle il cerchio di protezione del padre. “Godless” inizia subito con un assolo di synth di Maurizio Neri, per poi mantenere un atmosfera oscura, dominata dal basso di Terzulli e la batteria di Palmieri. L’influenza dei Dream Theater è decisamente palese, ma tende a svanire quando entra in scena il sax di Fabrizio Dottori con un assolo che lancia il bellissimo ritornello, dove si mettono nuovamente in luce le doti interpretative di Massimi, che narra con passione il dolore subito da Adam sul presunto tradimento della madre Lucy, che stanca dei deliri di Victor, lo denuncia alle autorità. “Vesta” è una breve e delicata ballad per chitarra acustica e sax, mentre la seguente “Hell’s Flower” è una nuova suite dedicata ai contrasti interiori di Adam verso i suoi sentimenti per la bella Mary Jane. A differenza dei brani precedenti, nella composizione prevale una forte malinconia, sottolineata in modo magistrale dai fraseggi pianistici e di synth di Maurizio Neri. Il vero capolavoro del disco, a mio avviso, è però la già menzionata “Mary Jane”, una malinconia ballad nel quale si evidenziano l’ottimo utilizzo delle due voci maschile/femminile e i preziosi interventi di sax di Dottori. “The Face Of Fear” è probabilmente il pezzo dove l’influenza dei Dream Theater riesce quasi a schiacciare la personalità della band. Non che il pezzo sia brutto, ma risulta troppo standard rispetto a quanto ascoltato in precedenza. Decisamente più particolare è lo strano intermezzo di soli synth, dal sapore quasi operistico, di “Di Lei La Morte”. Questo brano segna la conclusione della prima parte del libro, lasciando poi spazio all’ispettore Curtis nei due (lunghissimi) brani conclusivi, “The Actor Of Blood” e “Killer Machine”. Due tracce dal taglio più manieristico, nelle quali viene maggiormente messo in evidenza l’enorme bagaglio tecnico dei Neverdream.

LA CONCLUSIONE

Insomma, non rimane molto altro da aggiungere a proposito di questo “The Circle”, se non rinnovare i complimenti al combo capitolino, abile nel riuscito a dominare e rendere credibile un soggetto dal taglio così complesso e personale. Certo, lungo tutta la durata dell’album non mancano passaggi un po’ troppo di maniera o di stampo troppo Dream Theater, ma credo che per buona parte del suo svolgimento, “The Circle” mostri una band dalla personalità artistica ben definita, oltre che un vocalist decisamente di livello quale Giorgio Massimi. Tagliando corto, affrontare la recensione di questo “The Circle” è stata una bella sfida anche per il sottoscritto, ma vi posso assicurare che il lavoro svolto dai Neverdream vale tutta lo sforzo messo per scrivere questa chilometrica recensione.

BRIEF COMMENT: “The Circle”, fourth release by italian Neverdream, is more than a concept album, since it has inspired a book which develops the story further. As for the musical aspect, though some songs can recall Dream Theater, most of them show a band with a good personality and great potential.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Autoprodotto
Anno di Pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. Intro; 2. Requiem; 03. A Life Beyond; 04. Godless; 05. Vesta; 06. Hell’s Flower; 07. Mary Jane; 08. The Face Of Fear; 09. Hypnosis; 10. Di Lei La Morte; 11. The Actor Of Blood; 12. Killer Machine
Durata: 88:02 min.

Autore: KarmaKosmiK

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