NEVERMORE
“Dreaming Neon Black”

Non e’ passato molto tempo dall’enorme tragedia relativa alla morte di Chris Cornell, che oggi mi ritrovo qui su Hypnos Webzine a scrivere un’altra recensione tributo al grandissimo Warrel Dane. Una perdita assolutamente enorme per il mondo del Metal, dal momento che per molti metallari della mia generazione, la sua unica ed inimitabile voce e’ stata la compagna dei nostri periodi più oscuri e sfumati anche dalla depressione. Warrel e’ stato in grado di prendere una band dalle doti tecnice incredibili, i Nevermore, e trascendere il loro Power Thrash, se cosi’ possiamo banalmente etichettarlo, in un qualcosa di totalmente anomalo e personale, rendendo la sua voce un mezzo unico per incanalare tutti i nostri demoni interiori. I Nevermore non sarebbero mai stati i Nevermore senza la sua voce, anzi sono sempre piu’ convinto che l’unicità interpretativa di Warrel e’ stato ciò che ha reso i Nevermore una band totalmente avulsa dal resto. La stessa svolta “melodica”, se cosi’ possiamo definirla, di “Dead Heart In A Dead World” sono certo che sarebbe certamente naufragata senza la sua presenza. Oppure, se vogliamo prendere come esempio l’ultimo e purtroppo mediocre “The Obsidian Conspiracy”, e pescare il famoso singolo “Emptiness Unobstructed”, ebbene sono certo di non bestemmiare se dico che quest’ultimo è un brano musicalmente mediocre, ma ancora adesso non posso fare a meno di avvertire i brividi sulla pelle quando sento quel “Take me to the southern shore”, cantato con totale abbandono da Warrel. È un qualcosa che secondo me va oltre la musica stessa. Oggi ho scelto di voler ricordare Warrel parlando di “Dreaming Neon Black”, un disco che continua a riportami alla mente molti ricordi personali. Quando sentivi che tutto era una merda e che da questo mondo di merda non c’era una cazzo di via d’uscita, “Dreaming Neon Black” era lì a mostrarti proprio questa lotta disperata e senza speranza, suggerendoti che tutto questo non serve a niente, ma che bisogna comunque reagire in qualche maniera. Potrei stare ore a parlare di tracce come il potente trittico “Beyond Within”, “The Death Of Passion” (ma quanta disperazione c’e’ in quel “I feel so hollow”?) e “I Am The Dog”, le struggenti “Dreaming Neon Black” e “The Lotus Eaters”, o il disperato urlo finale di “Forever”, che se non ricordo male era dedicato alla madre di Warrel, all’epoca recentemente scomparsa. La produzione e’ ben lontana dall’estrema pulizia del successivo “Dead Heart In A Dead World”, anzi le chitarre spesso sembrano avere addosso un sottile strato melmoso e di sporco, che amplifica ulteriormente la sensazione di negativita’ che scorre lungo tutto il disco. Qualsiasi aspetto della musica dei Nevermore, come le ritmiche intricate o le invenzioni chitarristiche di quell’altro genio di Loomis, viene qui inglobato nel pessimismo estremo di Dane, creando un qualcosa di realmente unico e personale che non aveva eguali nel resto del panorama Metal del periodo. Sebbene i Nevermore da li’ a qualche anno sarebbero letteralmente implosi su se stessi, lasciando comunque un ottimo lavoro solista di Warrel ed un discreto esordio strumentale per Loomis, il patrimonio lasciato in dote a noi poveri ascoltatori resterà senza dubbio eterno ed imperituro. Spero di non essere stato troppo retorico, ma il mio voleva essere solo un piccolo omaggio ad un cantante incredibile che tante emozioni ci ha regalato.

“No more will to live, I see the world fade
No more hope inside, my life means nothing anyway
Just shades of gray, I slip away again”

BRIEF COMMENT: Speaking of “Dreaming Neon Black” and the memories that arouses from its listening is the perfect way to remember Warrel Dane. More than the Technical Thrash Metal of “The Politics Of Ecstasy” and the incredible “Dead Heart In A Dead World”, “Dreaming Neon Black” makes Nevermore a unique case being an obscure journey into the shattered mind of his singer that floods all the technical Thrash in a lake of desperation. A desperate fight against the fate and the death itself (for example the last “Forever” is dedicated to his mother’s death) taking over his shoulder his and our pain. More than a record, “Dreaming Neon Black” is a psychoanalytic session in which our hidden and inner pains come out and show their real shapes.

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Etichetta: Century Media
Anno di pubblicazione:1999
TRACKLIST: 01. Ophidian; 02. Beyond Within; 03. The Death Of Passion; 04. I Am The Dog; 05. Dreaming Neon Black; 06. Deconstruction; 07. The Fault Of The Flesh; 08. The Lotus Eaters; 09. Poison Godmachine; 10. All Play Dead; 11. Cenotaph; 12. No More Will; 13. Forever
Durata: 65:59 min.

Autore: KarmaKosmiK

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