NJIQAHDDA
“Aartuu Mortaa”

Un anno dopo il demo d’esordio “Nji”, il duo americano ritorna con un nuovo lavoro, sempre in autoproduzione, recante l’enigmatico titolo di “Aartuu Mortaa”. Solo due i brani presenti, sebbene nella successiva ristampa da parte dell’E.E.E. Recordings sarà presente anche un secondo cd contenente una monotraccia da sessanta minuti, ma che mostrano i Njiqahdda compiere un ulteriore passo verso la maturazione del proprio sound. Infatti, se nel lavoro d’esordio il duo si mostrava ancora legato con un cordone ombelicale al Burzum di “Filosofem”, adesso il duo compie un ulteriore passo verso l’unificazione tra il Black Metal, che in maniera sottile si presenta sotto forma di riffs e distorsione della chitarra di / ed il Dark Ambient. Infatti, la band punta a scarnificare e dilatare il più possibile il proprio sound, puntando su infinite ripetizioni che avvicinano la band americana al filone del Depressive, amplificando il respiro Ambient tramite i numerosi filtri applicati alla voce ed i numerosi riverberi che avvolgono la chitarra di /. In questo senso, risulta fondamentale l’ascolto dell’opener “Aartuu Solmua Orkk”, dove la batteria, presente solo nella prima metà del brano, ma i cui passaggi vengono sempre più diluiti, fino a scomparire totalmente, creando un effetto ipnotico decisamente interessante. La successiva “Mortaa Skaldai Unvettu Oom” è ancora più estrema, visto che per sedici e passa minuti la chitarra mantiene imperterrita la stessa cadenza ritmica e la stessa sequenza di accordi. Vista l’assenza di qualsiasi intervento di batteria, non troviamo alcun tipo di pulsazione ritmica, e le uniche variazioni percepibili sono dovute alla vocals ultrafiltrate. Si potrebbe tranquillamente liquidare la traccia come una enorme rottura di balle, eppure, se ascoltata in cuffia e con il giusto mood atmosferico, vi assicuro che vi sembrerà di trovarvi sulla cima di un montagna ed osservare sotto di voi boschi e natura sconfinata, dove l’unico suono presente è solamente quello del vento che soffia tra valloni e canaloni.  Parlando invece della title-track, ossia la monotraccia da sessanta minuti aggiunta come bonus track della successiva ristampa del demo, è praticamente un brano del progetto ambient Njiijn, dove field recordings naturali vengono filtrati e deformati fino ad ottenere una atmosfera oscura e minacciosa. Niente di particolarmente interessante, ma utile per staccare in maniera netta dallo stressante modo esterno. Credo sia quindi piuttosto chiaro che questo secondo lavoro a firma Njiqahdda non è un disco facile da comprendere e digerire. I suoni continuano ad essere piuttosto amatoriali, e nella prima traccia sono ben udibili anche alcuni evidenti errori di batteria. Tuttavia, è chiaro tenere a mente il senso della musica dei Njiqahdda, ossia quello di avvolgere ed ipnotizzare totalmente l’ascoltatore fino a fargli perdere qualsiasi contatto con il mondo esterno, oltre che di emanciparsi completamente dal retroterra Black da cui sono partiti. Il meglio arriverà certamente dopo, ed in questo senso il successivo “Njimajickal Arts” sarà un enorme passo in avanti nello sviluppo dello loro personalissimo sound.

BRIEF COMMENT: The second release from Njiqahdda is an interesting attempt for the american duo to move away from the Black Metal. The two tracks were still influenced by Burzum‘s Filosofem, but the sound is much more rarefied and hypnotic. The title-track is an one hour long Ambient track, that submerges the listeners in the sounds of a forest

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Njiiijn Arts, E.E.E. Recordings (Reissue)
Anno di Pubblicazione: 2006, 2008 (Reissue)
TRACKLIST: 01. Aartuu Solmua Orkk; 02. Mortaa Skaldai Unvettu Oom; 03. Aartuu Mortaa (Reissue Bonus Track)
Durata: 30:00 min. (90:00 min. Reissue)

Autore: KarmaKosmiK

   

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