NJIQAHDDA
“Nji. Njiijn. Njiiijn.”

“Nji. Njiijn. Njiiijn.” è senza alcun’ombra di dubbio il lavoro più conosciuto dei Njiqahdda. Sicuramente, la pubblicazione sotto un’etichetta di maggiore visibilità come la Pagan Flames ha avuto un peso, ma in questo lavoro si ha sin da subito la sensazione che il duo americano sia riuscito finalmente a focalizzare i propri sforzi creativi ed andare oltre il capolavoro di “Njimagickal Arts”, di cui può a ben titolo fregiarsi di suo diretto erede. Infatti, dopo averli visti recuperare in maniera decisa la propria identità Black su “Mal Esk Varii Aan” e con le tracce presenti nello split con Ancestral e Merankorii, i Njiqahdda riescono a dare una smossa decisa alla loro evoluzione fondendo in un’unica anima non solo l’ipnosi ritmica di burzumiana memoria con una ariosa psichedelia, ma aggiungendoci anche inaspettati inserti di natura vagamente Progressive e Folk. Il risultato è un suono estremamente variopinto e colorato, che riporta direttamente al verde lussureggiare di una foresta, al suono del vento fra gli alberi o all’imponenza delle montagne. Ricordo perfettamente, che la prima volta che li ascoltai, su consiglio di un collaboratore di una vecchia webzine su cui scrivevo prima di iniziare con Hypnos Webzine, rimasi molto colpito essenzialmente da tre cose: i piatti sparati altissimi nel mixer e dotati di un suono spesso innaturale ed ultrariverberato, le vocals simili al lamento del vento, e dagli arrangiamenti della batteria\drum machine, decisamente lontani dall’andare a mitraglia sui blast beat. Insomma, questo “Nji. Njiijn. Njiiijn.” era un qualcosa che appariva decisamente strano e diverso, ma soprattutto estremamente invitante. Personalmente, ritengo che il loro picco creativo verrà raggiunto l’anno successivo con il meraviglioso “Yrg Alms”, ma è chiaro che questo lavoro è un punto d’entrata obbligatorio se si è interessati ad approfondire l’enorme discografia del duo americano. Ognuno dei quattro brani è praticamente una storia a sé, ma tra i quali spiccano le meravigliose e semplici melodie di estrazione folk di “Sigmaatiiola”, vero e proprio capolavoro a firmare Njiqahdda. “Aask Lamatti Ligmett Aursag” profuma delicatamente di Progressive, aperto com’è da quel duetto di basso distorto e batteria, per poi sfociare in una melodia estremamente malinconica, mentre “Urmae Copistrum Xaaqa Qahdda” è un’odissea lisergica di oltre venti minuti, capace di rapirti e trasportati in una realtà parallela. Come avrete certamente capito, di spunti per andare ad ascoltare questo capolavoro ce ne sono a iosa, non resta che indossare un paio di ottime cuffie e lasciarsi andare al suono di questo “Nji. Njiijn. Njiiijn.”.

BRIEF COMMENT: “Nji. Njiijn. Njiiijn.” is one of the most known records from Njiqahdda. Perhaps, It’s not the best, but it’s certainly an obligatory entry point from which to deepen their immense discography. “Nji. Njiijn. Njiiijn.” is a record full of nuances, that starts from Black Metal and extends itself through Folk and Progressive Music.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Pagan Flames
Anno di Pubblicazione: 2008
TRACKLIST: 01. Nortii Maatu; 02. Aasklamatii Ligmett Aursag; 03. Sigmaatiiolaa; 04. Urmae Copistrum Xaaqa Qahdda
Durata: 72:35 min.

Autore: KarmaKosmiK

   

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