NJIQAHDDA
“Nji”

Con questa recensione mi appresto ad iniziare un’opera alquanto impossibile, ossia provare a recensire tutti i lavori, compresi singoli e split, pubblicati dai Njiqahdda dal 2005 fino alla loro attuale ultima uscita, ossia l’EP “Clouds Upon Sanctuary” del 2017. Ho avuto una forte fascinazione per la band sin da quando un mio amico mi consigliò l’ascolto di “Nji. Njiijn. Njiiijn.”, bellissimo full-lenght pubblicato nel 2008, che mi frastornò totalmente con quello stranissimo mix di Black, Ambient e Psichedelia. Da quel momento, ho cercato per un paio di anni di stare anche dietro alla loro gigantesca discografia, ma poi, complici le mie scarse risorse economiche, unite alla loro eccessiva prolificità, ho dovuto abbandonarli al loro destino. Adesso, complice anche la pubblicazione di tutta la loro opera omnia su Bandcamp da parte della E.E.E. Recordings a dei prezzi tutto sommato abbordabili, ovviamente per gli mp3 ad alta qualità, ho deciso di rimboccarmi le maniche e fare un bel ordine di tutto il loro catalogo musicale, partendo da quel “Nji” da cui tutto ebbe inizio. Come la gran parte di voi saprà, i Njiqahdda, che si pronuncia come nee-gee-kaa-daa, è un duo americano proveniente pare dall’Illinois e composto da /, alias Eric Henderson e proprietario della E.E.E. Recordings, etichetta che ha pubblicato quasi tutte le loro uscite, e , di cui si conosce veramente poco. Nell’economia musicale del progetto, il primo si occupa delle chitarre, tastiere, SFX e delle voci pulite, mentre il secondo ha in carico basso, batteria e screaming vocals. Parallelo ai Njiqahdda, esistono anche i Njiijn, che sono sempre loro due, ma che espandono il discorso della band madre in contesto totalmente ambient\elettronico con ampio ricorso ai field recordings. Altra caratteristica che bisogna mettere in conto è che la band utilizza una propria lingua inventata, che se non erro viene chiamata njiiijn, come l’altro progetto sonoro, e che mescola e reinventa parole tratte da altri linguaggi, adottando anche specifiche regole di sintassi e grammatica in una sorta di nuovo esperanto. Lo stesso nome della band dovrebbe significare qualcosa del tipo discepolo della verità, prendendo da subito le distanze dai tipici temi trattati dal Black Metal e rivolgendo le proprie attenzioni verso tematiche maggiormente rivolte alla filosofia.

Tornando al loro primo lavoro “Nji”, è uscito originariamente come demo autoprodotto nel 2005 e poi ristampato su cd dalla E.E.E. Recordings. Già da questa loro prima uscita si può scorgere il sentiero musicale che la band svilupperà nel corso di un quinquennio. Infatti, nella prima parte della loro discografia, il riferimento principale del duo americano è senza alcun dubbio Burzum e più specificatamente il suo capolavoro “Filosofem”. Sebbene sommerso da strali e strali di distorsione ed effetti sonori vari, “Soaruun Wentuui Alaskeivaanmaa” ha in sé tanto della musica della Conte, soprattutto nella ricerca esasperata dell’effetto ipnotico creato dell’ossessiva ripetizione di poche note o riffs, con la differenza, ripeto, che tutto questo viene mascherato, o arricchito, vedete un po’ voi, da strali sonori che ne ampliano la percezione sonora.  A fare dal contraltare all’opener, troviamo “Tuetuu – Nji”, dove i Njiqahdda mostrano tutte le loro capacità di creare landscape sonori in un contesto totalmente Dungeon Ambient. Niente di particolarmente innovativo, ma il sound risulta ammaliante ed avvolgente. “Il Oom Desarii Malkietara Aang” riprende in mano gli strumenti elettrici e mostra una sonorità tendente al Depressive Black Metal. I tempi sono lenti e scanditi, mentre la chitarra di / si produce in lancinanti arpeggi distorti che richiamano un po’ alcune cose di Xasthur. Le vocals sono talmente distorte e filtrate che sembrano delle violente raffiche di vento scagliate addosso i suoni della band. Brano molto interessante e che, insieme alla precedente traccia, raccoglie il meglio di quanto proposto dal duo in questo loro primo lavoro. A chiudere troviamo la lunghissima “Nji”, venticinque minuti abbondanti di sottili variazioni sonori, creati probabilmente su un feedback di una chitarra distorta. Pur raggiungendo delle atmosfere oscure e minacciose, questa traccia conclusiva risulta essere decisamente skippabile. Detto questo, c’è poco altro dire su questo debutto. “Nji” è un discreto debutto, sicuramente ancora acerbo, ma che mostra due tracce già decisamente interessanti come le due centrali ed una personalità presente, ma certamente ancora pienamente da sviluppare.

BRIEF COMMENT: This debut from the famous duo Njiqahdda is a collection of four long tracks clearly inspired from Burzum‘s “Filosofem”. Their sound is not yet mature, but the central tracks, but the two central tracks show important signs on their talent and personality.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Autoprodotto, E.E.E. Recordings (Reissue)
Anno di Pubblicazione: 2005, 2009 (Reissue)
TRACKLIST: 01. Soaruun Wentuui Alaskeivaanmaa; 02. Tuetuu – Nji; 03. Il Oom Desarii Malkietara Aang; 04. Nji
Durata: 62:32 min.

Autore: KarmaKosmiK

   

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