NJIQAHDDA
“Serpents In The Sky”

“Serpents In The Sky” rappresenta per il sottoscritto una specie di punto volta, poiché questo lavoro dei Njiqahdda fu una delle prime recensioni caricate sul nostro sito quasi nove anni fa e che di conseguenza ha messo in moto una serie di pensieri relativi allo scorrere del tempo. Per questo motivo ho preferito scrivere una recensione da zero, ma allo stesso tempo lasciare pubblicata anche quella vecchia, un piccolo esperimento, che forse ripeterò in futuro, per vedere come il mio pensiero possa variare con il passare degli anni. Tralasciando questi pensieri personali, e concentrandoci sul disco in sé, “Serpents In The Sky” è un lavoro che effettivamente nel tempo ha acquisito una notevole importanza nell’ambito della monumentale discografia del duo americano. Infatti, mi è capitato diverse volte di veder consigliato questo lavoro come un importante punto d’entrata nell’ingarbugliato mondo dei Njiqahhda. In effetti, sebbene i due veri capolavori siano effettivamente “Nji. Njiijn. Njiiijn.” e “Yrg Alms”, ma il cui stile è piuttosto risulta essere piuttosto particolare, “Serpents In The Sky” è un lavoro che punta su una maggiore accessibilità e fruibilità. All’epoca mi sa che parlai di Progressive Death, e di diverse influenze da parte dei Dark Tranquillity o comunque il Melodic Death svedese. Mmm si, forse non sono così peregrine come descrizioni, ma è certo che questo disco, alla luce di tutte le recensioni scritte sulla band negli ultimi anni, è una piccola rivoluzione. Certo, si erano viste delle anticipazioni su “Towers And Tides”, ma un cambio repentino di stile di questo tipo non era proprio preventivabile, soprattutto pensando che l’anno prima il duo aveva rilasciato un lavoro di Black Metal incasinatissimo (“The Path Of Liberation From Birth And Death”). Eppure, al netto di una produzione forse troppo asciutta e monodimensionale, il disco è più bello di quanto ricordassi. C’è dentro tutto il macrocosmo del duo, ma rielaborato in maniera più semplice e diretta, scarnificando parecchi fronzoli su cui avevano costruito le proprie produzioni. Non so, forse l’estrema rilassatezza e semplicità del doppio “Disciples Of The Flames (Agni Yoga)”, deve aver aperto qualche riflessione in seno al duo. Eppure, il capolavoro del disco è comunque un brano molto lungo, “She Which Water Holds”, ben dodici minuti, ma nel quale questa nuova incarnazione della band funziona a meraviglia, ed a parte le due tracce iniziali “Gaia” e “The Vell Of Allaeius”, che stanno intorno ai cinque minuti, il minutaggio generale è comunque sempre alto, ma che però non complica più di tanto la fruizione del disco. Insomma, “Serpents In The Sky” è un lavoro merita assolutamente il buon parlare che si è generato negli anni, forse il loro ultimo botto finale prima della fine delle trasmissioni che giungerà di lì a qualche anno, e che sicuramente merita di stare tra i migliori lavori sfornati dal duo.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: EEE Recordings
Anno di Pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. Gaia; 02. The Veil Of Allaeius; 03. With Clouds; 04. She Which Water Holds; 05. Exclave; 06. Serpents In The Sky…; 07. …And The Men Behind the Sun
Durata: 70:33 min.

Autore: KarmaKosmiK

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