NOTT
“The Grave Age”

Dietro il nome di Nott si cela il mastermind di una delle band italiane che per prime sono apparse sulle nostre pagine, ossia Mortifero dei toscani Nebrus. Lasciata parzialmente da parte la sua controparte Noctuaria, presente comunque in qualità di backing vocalist in “Deliver Us From God” e “Morningstar”, Mortifero decide di togliersi uno sfizio e riprendere in mano il suo side project solista Nott, la cui nascita è, a dire il vero, addirittura precedente alla fondazione dei Nebrus. In questa veste che possiamo definire solista, Mortifero concentra tutta la sua abilità compositiva su un Black Metal lineare ed estremamente ortodosso, nel quale si alternano sfuriate tipicamente Black Metal e mid-tempo più di stampo Celtic Frost.

L’apertura di “The Prophet Of Self-Destruction” è decisamente ottima, con il suo riffing più tradizionalmente Darkthrone, ma comunque venato di una certa malinconia finnica. La successiva “Necrophorus” rallenta decisamente i ritmi, mostrando anche forti derivazioni di stampo Celtic Frost (i bending del riff iniziale sono inconfondibili). Nonostante qualche riff interessante, il brano non riesce a convincere pienamente, mostrando quello che poi risulterà l’unico limite di questo esordio del progetto Nott, ossia la voce di Mortifero, uno screaming maligno ma praticamente quasi sempre uguale a se stesso.“Sea Of Ice” ci riporta verso lidi più tipicamente classici, con un paio di riff a là Darkthrone decisamente azzeccati, mentre “Deliver Us From God” con il suo mid-tempos è Celtic Frost fino al midollo. Una traccia fangosa e forse anche prevedibile, ma ben inserita nel contesto retrò voluto da Mortifero per questo progetto in solitaria. “Demonic Tyrant” brutalizza invece l’ascoltatore senza troppi complimenti nei suoi due minuti scarsi di durata, lasciando poi spazio alla titletrack, vero e proprio tributo al Black Metal. Purtroppo, le successive “Septicaemic Plague” e “Morningstar” scorrono via senza troppo sorprese, nonostante le backing vocal eseguite da Noctuaria. Fortunatamente, ci pensa “Skyburial” a chiudere questo “The Grave Age” con il botto, complice il classico riffing di Noctifero che raggiunge probabilmente il suo apice compositivo.

Insomma, da quanto avrete avuto modo di capire dalla breve descrizione dei singoli brani, questo progetto musicale è stato concepito per essere il più fedele possibile ai dogmi del Black Metal più tradizionale. Per questo motivo, “The Grave Age” potrà forse essere considerato come un disco banale, ripetitivo e composto di riff triti e ritriti, oppure come un lavoro che rispecchia in pieno i requisiti minimi per essere oscuro, maligno e distruttivo, senza dover inventare chissà quale trovata pacchiana per renderlo un pochino personale. Come a dire, dipende tutto dal proprio gusto personale e da cosa si intende e si vuole dal Black Metal. Parlando a titolo personale, “The Grave Age” è una uscita decisamente interessante, e, nonostante una eccessiva prolissità di una manciata di tracce, Noctifero è riuscito comunque a tirare giù una serie di brani da incorniciare (“The Prophet Of Self-Destruction”, la title-track e la conclusiva “Skyburial”). Inoltre, sono convinto che una maggiore varietà e cura nello screaming avrebbe sicuramente giovato all’intero disco, riuscendo anche ad aumentare la qualità di alcune tracce meno interessanti. Tuttavia, nulla toglie che questo debutto dei Nott è assolumente consigliabile a chi cerca Black Metal incontaminato e totalmente devoto al passato.

BRIEF COMMENT: “The Grave Age” is the first full-lenght from Nott, side project of Nebrus‘ mastermind Mortifero. In this release, Mortifero comes back to the pure Black Metal roots, proposing a linear and orthodox Black immune to any kind of musical contamination. Thus, this album could be appreciated by the ones who search pure and simple Black Metal, and looking from this point of view, Mortifero creates almost three high level tracks, “The Prophet Of Self-Destruction”, the title-track and the final “Skyburial”. For the others, Nott remains one of the several bands which mantain its eyes looking back to the past.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Obscurus Records
Anno di Pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. Prophet Of Self Destruction; 02. Necrophorus; 03. Sea Of Ice; 04. Deliver Us From God; 05. Demonic Tyrant; 06. The Grave Age; 07. Septicaemic Plague; 08. Morningstar; 09. Skyburial
Durata: 38:30 min.

Autore: KarmaKosmiK

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