NUNSLAUGHTER
“Red Is The Color Of Ripping Death”

Come non volere bene ai Nunslaughter, veri e propri veterani dell’underground e soprattutto veri e propri alfieri del Death Metal più truce e marcio possibile, la cui discografia è in grado di rivaleggiare per corposità e prolificità con quella sterminata degli Agathocles. Diversi anni fa, dopo aver ascoltato lo splendido “Hells Unholy Fire”, riuscii a prendere qualche loro uscita del periodo, tra cui l’ottima compilation “Waiting To Kill Christ”, ma poi rinunciai a starci dietro visto l’enorme numero di uscite ed uno stile che bene o male rimaneva sempre uguale a sé stesso. Ora, a distanza di diversi anni dal precedente “Angelic Dread”, il buon Don Of The Dead torna a sorpresa con un nuovo full-lenght per conto della Hells Headbangers Records, intitolato “Red Is the Color of Ripping Death”, e che presenta pezzi inediti, mescolati a nuove versioni di vecchie tracce pescate dal loro immenso catalogo, tra cui una “Banished” risalente addirittura ad un rehearsal 2007 intitolato “Eastern Illusion”. La caratteristica del disco che maggiormente salta all’orecchio non è tanto la qualità dei brani, che si assestano sul loro solido Death Metal speziato con qualche slancio thrashettone o addirittura punk, ma la produzione. Infatti, pur essendomi perso un bel po’ di puntate dai tempi di “Goat”, sono rimasto abbastanza stranito dalla sua estrema pulizia e compattezza sonora, i cui suoni li fanno assomigliare più ad un gruppo svedese degli anni Novanta, che agli stessi Nunslaughter. Per carità, non voglio passare per un vecchio nostalgico che guarda con affetto alle produzioni ipergrezze del passato, comprendendo anche la volontà di volersi un minimo evolvere, anche se poi a livello di songwriting ben poco è cambiato. Tuttavia, secondo me, questa produzione un po’ li penalizza, perché in qualche modo sembra quasi volerli normalizzare e ridurre ad un “normale” gruppo Death qualsiasi. Detto questo, il disco è comunque divertente, un po’ scontato in alcune parti, ma di sicuro non mancano momenti da puro headbanging come “Murmur”, altra traccia risalente ad un EP del 2009, la title track o “Dead In Ten”, che alterna accelerazioni a passaggi più cadenzati. Insomma, troverete tutto il tipico campionario a cui il buon Don ci ha abituato nei suoi trent’anni di onorata carriera, perciò credo sia inutile stare a fare recriminazioni sulla mancanza di originalità o su uno stile che evita accuratamente ogni tipologia di evoluzione. Signori questi sono i Nunslaughter, prendere o lasciare, e pur con un minimo di incertezza, ovviamente prendo.

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Etichetta: Hells Headbangers Records
Anno di Pubblicazione: 2021
TRACKLIST: 01. Murmur; 02. Broken And Alone; 03. To A Whore; 04. Banished; 05. Red Is the Color Of Ripping Death; 06. Eat Your Heart; 07. Annihilate The Kingdom Of God; 08. Beware Of God; 09. Black Cat Hanging; 10. Dead In Ten; 11. The Devil Will Not Stray; 12. The Temptress; 13. Casket Lid Creaks; 14. Below The Cloven Hoof
Durata: 34:17 min.

Autore: KarmaKosmiK

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