ORION
“On The Banks Of Rubicon”

Dopo esserci avventurati fino all’estremo oriente con il Symphonic Black Metal dei sudcoreani Dark Mirror Ov Tragedy, questa volta spostiamo la nostra attenzione sulla grande e misteriosa India con i qui recensiti Orion ed il loro EP “On The Banks Of Rubicon”. Uscito originariamente in autoproduzione, il lavoro è stato poi ristampato e distribuito dalla Trascending Obscurity India, il cui boss Kunal Choksi è estremamente attivo nella promozione di band indiane, ma non solo, visto che gruppi come Necropoli, Funest o 7 H.Target hanno ricevuto visibilità sulle nostre pagine grazie alle sue richieste di recensione. Ma tornando agli Orion, la band originaria di Mumbai si è formata nel 2008 e, dopo un primo demo del 2010, “Reverie Hours”, contente tre delle quattro tracce di “On The Banks Of Rubicon”, stabilizza la propria line-up nel 2011 con la seguente formazione, che è anche quella presente su questo EP: Vigneshkumar Venkatraman (voce e chitarra), Ashwin Kulkarni (chitarra), Anshuman Bhattacharya (basso e backing vocal) e Pritesh Prabhune (batteria).

Gli Orion avranno sicuramente un santino di Mikael Akerfelt sopra il loro letto, visto che il loro Progressive Death è totalmente ispirato agli Opeth. L’unica aggiunta personale della band indiana è quella di inserire qua e là nel corso dei brani alcune parti estremamente violente, molto vicine al Brutal. La produzione è molto scarna ma dai suoni ben equilibrati, con forse giusto il basso ogni tanto lasciato in secondo piano e gli incastri delle due chitarre talvolta un po’ confusi, ma in generale per essere una autoproduzione è di buon livello. I quattro brani presenti, per una durata superiore ai venti minuti, mostrano una band dotata di una buon padronanza degli strumenti, oltre che di una discreta fantasia nella creazioni dei riff. Venkatraman possiede sia un buon growl pieno e corposo, sia una interessante voce pulita, usata però soltanto in alcuni momenti dell’opener “Oh Sweet Ebullition” e su “Astral Embodiment”. L’unico appunto che si può fare a questo “On The Banks Of Rubicon” è che le varie tracce sembrano ogni tanto più un susseguirsi di riff più o meno organizzati che un insieme organico e ben sviluppato. Tuttavia, pur essendo gli Orion una band ancora che si deve ancora sviluppare pienamente, considerando la fine che hanno fatto gli Opeth attuali, consiglio di dare una chance e tenere d’occhio questi giovani indiani.

BRIEF COMMENT: “On The Banks Of Rubicon”, first EP by indian band Orion, is a work highly inspired by Opeth in which the main difference with swedish Prog Death master are some Brutal patterns played here and there. So, nothing really new, but worth a listen if you are missing Opeth‘s early album.

Contatti: Facebook
Etichetta: Trascending Obscurity India
Anno di Pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. Oh Sweet Ebullition; 02. Devoured Existence; 03. Astral Embodiment; 04. My Dying Prayer
Durata: 23:31 min.

Autore: KarmaKosmiK

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