NJIIJN
“Templii Au Ostryx”

In questo 2011, il progetto Njiijn è quello che più di tutti ha subito un forte ridimensionamento, poiché oltre a questo full-lenght intitolato “Templii Au Ostryx”, il duo ha pubblicato giusto un singolo digitale contente una traccia uscita dalle medesime sessioni di registrazione, denominata “Ruins Of Ostryx” appunto. Questo full-lenght comprende solo tre brani, piuttosto diversi tra loro, ma legati tra di solo da un sottile filo conduttore. Infatti, si ha la forte sensazione che ogni traccia sia una specie di invocazione o rituale magico, e la questione è evidentissima nella conclusiva title-track, una lunga nenia vocale su una base ambient assolutamente minimale e che si protrae per oltre mezz’ora. La prima traccia “▲” è un Black Noise aspro e disturbante, ma che non lesina piccoli sprazzi di melodia. Niente di particolarmente innovativo, ma senza dubbio è la cosa migliore del disco. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Parallaxis”

Dopo i lunghi e faticosi ascolti dedicati al lunghissimo “The Ghosts That We Are”, torniamo alla band madre dei Njiqahdda parlando di questo EP bi-traccia intitolato “Parallaxis”. La title-track è probabilmente una delle migliori tracce scritte dal duo ed ha il grande pregio di riprendere quelle atmosfere eteree ed evanescenti del capolavoro di “Yrg Alms”. Tuttavia, quello che fanno i Njiqahdda in questo brano non è una semplice riproposizione di quanto già visto, ma una specie di upgrade che elabora il periodo di ritorno al Black Metal avvenuto nel 2010, in un contesto più atmosferico e riflessivo, dove gli slanci melodici sono ben indirizzati ed inseriti al momento opportuno. Se proprio dovessi dare un aggettivo al brano, lo definirei crepuscolare, quasi un intimo e rabbioso confronto interno, nel quale due differenti modi di essere cercano disperatamente di trovare una qualche modalità di coesistenza. Bella anche la successiva “Spiral Flare”, che non spezza l’atmosfera e si figura come ideale proseguimento della traccia precedente. Anche qui viene mantenuto l’interessante contrasto tra il feroce riffing delle chitarre ed alcuni inserti di piano al contorno a stemperare. Da menzionare anche una specie di intermezzo psichedelico piazzato a metà brano, che pur non dispiacendomi in toto, lo trovo un po’ forzato. Insomma, “Parallaxis” è un EP particolarmente interessante, dove la band torna a fare quello che gli riesce meglio, ossia un Black Metal atmosferico, rinunciando alla follia compositiva mostrata su “The Path Of Liberation Of Life And Death”.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: EEE Recordings
Anno di Pubblicazione: 2011
TRACKLIST: 01. Parallaxis; 02. Spiral Flare
Durata: 31:10 min.

Autore: KarmaKosmiK

OAKS OF BETHEL
“The Ghosts That We Are”

Ho dedicato a questo doppio album degli Oaks Of Bethel ben tre mesi filati di ascolto, arrivando anche ad ascoltare un singolo a brano al giorno, al fine di trovare il classico bandolo della matassa su come affrontare la recensione di questo mastodontico “The Ghosts That We Are”. Alla fine, dopo tanto penare sono arrivato al punto di aver trovato giusto due sole modalità su come poter descrivere questo album: la prima è riprendere le mie precedenti recensioni dove ho bastonato per bene il progetto parallelo dei due membri dei Njiqahdda, l’altra è fare come i cercatori d’oro, ossia armarsi di santa pazienza e mettersi a spulciare come il sottoscritto i singoli brani, cercando di andare oltre gli strati di distorsione che affossano senza pietà le varie tracce presenti. Infatti, la doppietta iniziale formata da “The Ghosts That We Are” e “Cyclic” non è affatto male, sarà pure che avrò dedicato loro un maggior numero di ascolti, ma riescono a combinare in maniera anche interessante Black, Doom e Noise, oltre che creare delle atmosfere assolutamente da non sottovalutare. Il problema però è sempre la durata, dove l’ascolto della conclusiva “Anthelion”, dalla durata di quasi cinquanta minuti, è veramente sfiancante, soprattutto se mi piazzi ben dieci minuti di noise senza senso. Se proprio volete dare un’ascoltata a questo lavoro, lasciate perdere il secondo cd e concentratevi solo sul primo, e poi se trovate del pane per i vostri denti, allargatevi anche al secondo.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: EEE Recordings
Anno di Pubblicazione: 2011
TRACKLIST: Disc 1 01. The Ghosts That We Are; 02. Cyclic; 03. Fading Stars In Our Skies; 04. With No Home To Speak Of; 05. Echoing A Thousand Voices Disc 2 06. Shed Tears For Thirsting Lakes; 07. Again… Like It Once Was; 08. Anthelion
Durata: 124:35 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIQAHDDA
“Universal Form Replaced By Despondent Chaos”

Come loro solito, dopo un full-lenght importante, i Njiqahdda tendono a pubblicare a stretto giro una differente, e aggiungo spesso inutile, versione di quel lavoro. Anche “The Path Of Liberation From Birth And Death” non sfugge a questa specie di regola, sebbene in questo caso la band compie una operazione piuttosto differente. Infatti, di quel disco, l’unica traccia leggermente rieditata è la lunghissima “Universal Form Replaced By Despondent Chaos”, da cui poi il titolo dell’EP, e si aggiungono due brani probabilmente scartati dalla release precedente. “Reforming The Universe / Return Of The Archaic” è un brano molto bello, dalle atmosfere dimesse ed una chitarra acustica che si lancia in un assolo molto malinconico. Ad un certo punto, nella traccia irrompe il suono di una tempesta, che a sua volta viene rimpiazzata da degli stranissimi suoni sintetici e cacofonici. Un contrasto decisamente stridente, ma che probabilmente trova la sua ragione di essere all’interno del contesto filosofico ideato dal duo. La conclusiva “Heads Smashed By Teeth – Extended” non è una rivisitazione di un brano dei Cannibal Corpse, ma un’altra composizione nel quale il duo accosta diversi field recording ad uno strimpellare di chitarre acustica e voce baritonale. Niente di eccezionale, ma comunque riesce a creare una discreta atmosfera. Senza ripetermi ulteriormente e chiudere questa recensione, possiamo proprio usare quest’ultima frase per riassumere un po’ il senso di questo “Universal Form Replaced By Despondent Chaos”, una specie di appendice all’album precedente e che potrà ricevere interesse giusto dai completisti più sfegatati della band.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: EEE Recordings
Anno di Pubblicazione: 2011
TRACKLIST: 01. Universal Form Replaced With Despondent Chaos; 02. Reforming The Universe / Return Of The Archaic; 03. Heads Smashed By Teeth (Extended)
Durata: 50:28 min.

Autore: KarmaKosmiK

NIQAHDDA
“The Path of Liberation From Life And Death”

Basta vedere la presenza del logo della Pagan Flames sul retrocopertina per capire quanta importanza i Njiqahdda davano a questo “The Path Of Liberation From Birth And Death”, che rappresenta un po’ il culmine dell’evoluzione stilistica intrapresa dalla svolta Black di “Tzoartiimaate”. Infatti, questo lavoro il duo americano si affianca a quella nuova variante di Black Metal schizzata e fuori controllo inaugurata dai Deathspell Omega e che ha fatto la fortuna di label come la I, Voidhanger Records. Onestamente, ho sempre detto di non amare affatto tali sonorità, ed anche in questo caso non vado matto per questo lavoro. Tuttavia, non posso negare come la qualità presente in questo “The Path Of Liberation From Birth And Death” sia nettamente superiore a quanto pubblicato dalla band nel 2010, sia a livello di suoni, la batteria di – sembra quasi vera, che di costruzione dei brani, mostrando una incredibile varietà di riffs e soluzioni ritmiche. Peccato che ogni tanto si tenda a preferire passaggi talmente schizzati, che rovinano un po’ l’atmosfera creata dal duo. Continua a leggere