OAKS OF BETHEL
“The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten”

Penultimo lavoro di questa annata per gli Oaks Of Bethel, e nuovamente mi ritrovo in estrema difficoltà nel giudicare una loro opera. Un titolo pomposo (“The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten”) ed una cover diversa dalle precedenti non bastano ad alzare l’asticella della qualità delle loro produzioni, che continuano ad essere insensatamente lunghe e registrate con una qualità sonora che definire pessima è un eufemismo. Tuttavia, l’inizio di questa lunga monotraccia non è nemmeno da buttare via con quel suo andamento vagamente Depressive ed al quale si aggiunge anche un senso di psichedelia dovuta più che altro alla bassa qualità della registrazione. Poi, all’improvviso il brano si blocca lasciando spazio ad un tempo infinito fatto solamente da feedback e rumori vari, per poi riprendere quel tipico muro di suono informe, sul quale il duo americano ha cercato di caratterizzare questo progetto. Ricordo che tutta questa robba qua dura quasi cinquanta minuti, quindi, capite bene che la cosa difficilmente può funzionare. Per fortuna ne rimane solo un altro da recensire per questo 2010.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten
Durata: 48:00 min.

NJIQAHDDA
“Dreamoanti”

“Dreamoanti” è una suite divisa in due parti, e segue come stile quello duro e pestone visto nel controverso “Divisionals”. La prima parte è un brutale assalto Black Metal, dominato dal vorticoso riffing in tremolo della chitarra e da una batteria\drum machine tirata veramente al limite. I riffs in se non sono male, ma la struttura contorta della traccia e la sua lunga durata, che arriva a sfiorare i venticinque minuti di durata, ne rendono molto difficile la sua assimilazione. Il motivo di questa scelta stilistica risiede nel “Njiijn Vortii – Codex 1.5”, un libricino di quarantuno pagine che accompagna l’uscita discografica, e che raccoglie al suo interno tutto quanto serve a comprendere la musica di “Dremoanti”. Infatti, la caoticità della prima parte della suite è la rappresentazione della nostra vita quotidiana in una veste totalmente nichilista e materialista. Una visione che ben ricorda quella del buon Lindo Ferretti in una famosa canzone dei CCCP, dove urlava come un ossesso “produci, consuma e crepa”. I Njiqahdda chiamano questo stato dremoanti, ossia ibernazione, nella quale siamo dominati dai nostri sensi fisici e dal fluire caotico della vita. La seconda parte della suite si sposta verso sonorità più psichedeliche e vicine al Post-Rock, e rappresenta il risveglio spirituale dell’uomo, il quale rompe i legami con la fisicità dell’esistenza, in favore di un’espansione a livello spirituale e mentale, fatto di meditazione e di attenzione verso situazioni fino a quel momento invisibili e di poca importanza per l’uomo materialista. Onestamente, a parte tutti i discorsi alla base del progetto, che vengono ben spiegati nel libretto allegato, divertentissimo da vedere l’incomprensibile “schema visivo” dei brani, “Dremoanti” continua a non convincermi pienamente, così come non vado matto per “Divisionals”. Tuttavia, tocca dare atto al duo americano, di avere in qualche modo anticipato precorso un po’ i tempi con queste uscite, poichè a livello musicale, non siamo poi tanto distanti da un certo Black evoluto che tanto piace di questi tempi. Bisogna dare loro atto di aver avuto un certo coraggio a non volersi ripetere più di tanto con “Yrg Alms”, però a livello personale non sono i Njiqahdda che preferisco.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Dreamoanti I; 02. Dreamoanti II
Durata: 39:18 min.

NJIQAHDDA
“Forr Saantae”

“Forr Saantae” è il terzo EP monotraccia, dopo “Tzoartiimaate” e “Inferii Aan Njini”, che i Njiqahdda rilasciano in questo anno straricco di release, e se non mi sbaglio, ce ne saranno ancora un paio con il quale fare i conti. Evidentemente, in quel periodo si erano fissati con questo particolare format di canzone, ma tant’è, andando diretti al sodo e senza farvi perdere troppo tempo, che questo “Forr Saantae” fa schifo. Si lo so, ci sono andato pesante e non è il mio stile, ma c’è poco da fare, questo è purtroppo un pessimo tentativo da parte del duo di provare a fare un brano Doom sulla falsa riga dei My Dying Bride, ma quello che ne esce fuori sono trenta e passa di minuti di strazio sonoro. Oddio, il riff principale non è nemmeno malaccio, ma se lo ripeti all’infinito e senza aggiungerci un minimo di variazione, premere stop è quasi automatico. Riascoltando questa serie di lavori, che all’epoca comprai quasi tutti in originali, mi ha fatto capire per quale motivo decisi poi di mollarli. C’è poco da fare, purtroppo il problema dei Njiqahdda è la loro smania di voler sperimentare, cosa di per sé non brutta, ma se a questo si aggiunge una iperproduttività, a cui però non si fa seguire un minimo di autocritica su cosa pubblicare e cosa no, è come sparare a casaccio, sperando di azzeccare una nuova vena di ispirazione. Che poi è quello che è effettivamente avvenuto tra il 2010 ed 2011, dove sommersero i loro ascoltatori con una moltitudine inumana di uscite discografiche, molte delle quali di basso livello, rompendo anche quel bel filo conduttore che in qualche maniera si manteneva sin dal loro esordio “Nji”. Tutte queste parole semplicemente per dire, che su questo “Forr Saantae” potete tranquillamente soprassedere.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Forr Saantae
Durata: 31:00 min.

Autore: KarmaKosmiK