A PALE DECEMBER
“The Shrine Of Primal Fire”

Sarà che il loro monicker mi evocava quei “Pale Folklore” e “Requiem Of December” che, pure nella loro diversità, ho sempre amato o forse, più poeticamente, sarà che pareva esser perfetto per descrivere quel giorno in cui li ho ascoltati per la prima volta, fatto sta che mi ero fatto, più o meno inconsciamente, parecchie aspettative su questi A Pale December, un giovane duo milanese nato e portato avanti da Riccardo “Korpsvart” Di Bella ed Ernesto “Ymir” Ciotola. Quando questo accade, il rischio di rimanere deluso si nasconde sempre dietro l’angolo, specie se ci si trova alle prese con il debutto sulla lunga distanza di una band che si cimenta in uno tra i generi più inflazionati da un po’ di anni a questa parte, ovverosia l’Atmospheric Black Metal. A dispetto di tutto ciò, questo “The Shrine Of Primal Fire” va invece nella direzione opposta, rivelandosi un full length sì derivativo, ma solido e completo sotto parecchi punti di vista. Echi di Agalloch, Falls Of Rauros e compagnia Cascadian sono innegabili, come pure vaghe movenze in odore di Post-Black alla Alcest, ma la bravura degli A Pale December sta nell’averli plasmati in brani che non si perdono in citazioni fini a se stesse ma che incarnano una capacità creativa davvero ispirata e che ha permesso di tirar fuori dei piccoli gioiellini come “The Path Of Stars” e “Midwinter Ritual”, che non sfigurerebbero in molti degli album dei gruppi succitati. Qualche sbavatura c’è, penso a qualche frangente in cui i nostri si lasciano prendere forse un po’ troppo la mano, come nella breve divagazione quasi Jazz alla Ephel Duath di “Cimmerian Veil”, ma tutto sommato si tratta di peccati di gioventù marginali che possono starci e che dimostrano in qualche modo la voglia di mettersi alle spalle alcuni cliché che erano presenti nel loro demo d’esordio assoluto “A Journey Into The Woeful Forests”, peraltro tutt’altro che disprezzabile. Quello che, ahimè, è rimasto immutato è l’utilizzo della drum machine, l’unico vero neo di questi lavori per il suo essere a tratti un po’ troppo finta e basilare nei pattern. Capiamoci, niente di inascoltabile o improponibile, ma il tocco umano avrebbe sicuramente giovato a questo “The Shrine Of Primal Fire“, un album che comunque rimane un più che eccellente debutto e che proietta di diritto gli A Pale December nei piani alti della mia classifica di fine anno e tra le band da non perdere assolutamente di vista.

BRIEF COMMENT: Although it’s a debut full length, “The Shrine Of Primal Fire” is a great Atmospheric Black Metal release in which Italian duo A Pale December recalls the sound of bands such as Agalloch and Falls Of Rauros showing at the same time good songwriting skills.

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Etichetta: Avantgarde Music
Anno di pubblicazione: 2017
TRACKLIST: 01. The Path Of Stars; 02. Arboreal Sanctuary; 03. Midwinter Ritual; 04. Skygazer; 05. Cimmerian Veil; 06. Call Of The Ancients; 07. A Lost Lineage
Durata: 53:08 min.

Autore: Iconoclasta

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