PAUL CHAIN
“Alkahest”

Culto. Non ci sono davvero altre parole per descrivere questo lavoro di Paul Chain, che ha visto il chitarrista pesarese imbastire una inaspettata collaborazione con l’allora astro nascente del Doom inglese Lee Dorian. Lee era da sempre un grande fan sia dei Death SS che dei lavori dei Violet Theater di Paul Chain, e vista la comune grande passione per l’occulto, questa per certi versi strana alleanza non tardò ad arrivare. “Alkahest” è non solo il primo lavoro che ascoltai della discografia solista del maestro pesarese, più che altro per la presenza di Lee Dorian, ma è anche un totale e puro atto d’amore verso un genere musicale. Con il senno di poi, “Alkahest” non è nemmeno uno dei migliori lavori partoriti dalla fervida genialità di Paul, per esempio “Violet Art Of Improvisation” è sicuramente anni luce avanti come ricerca sonora, ma il suo voler ritornare su sentieri già battuti decenni prima con i Death SS, pur mostrando di essere in grado di mantenere la sua personale firma musicale, fa si che l’album meriti l’ascolto incondizionato da parte di ogni amante del Doom. Accompagnato dal fido Lux Spitfire alla batteria, tranne che su “Voyage To Hell” e “Static End” dove è presente l’ex Violet Theater Erik Lumen, e dal bassista Frabrice Francese, Paul Chain imbastice un lavoro che assorbe fino al midollo il sound dei Black Sabbath, presenti non a caso in questa nuova riedizione rilasciata da Minotauro Records con una particolare versione di “Electric Funeral”, e lo ripropone in una veste ancor più carica di mistero ed esoterismo, guidata dalla rocciosa chitarra di Paul. Credo sia inutile fare una noiosa track-by-track, ma è doverosa una menzione particolare a quelli che ritengo i piccoli gioiellini del disco, ossia “Sand Glass”, con il suo riffing fangoso che si apre in un onirico ritornello, e la spettrale “Lake Withour Water”. Certo, riguardando un attimo quanto scritto, mi sono accorto di non avere affatto parlato della prestazione del buon Lee. Beh, il carismatico cantante inglese mantiene tutta la sua classica teatralità e la sua particolare voce, rimanendo però sempre in una posizione secondaria rispetto al vero leader silente, ossia Paul Chain.

“Sepulchral Life
My world has died
Sepulchrral Life
My blood is grey
Sepulchral Life
you are my wife
Sepulchral life
nothing is my life”

BRIEF COMMENT: Cult is a perfect word to describe this album released by Paul Chain in collaboration with Lee Dorian, at the time the leading star of Doom Metal. “Alkahest” is completely filled with the Black Sabbath sound, leaded by the crunching guitar of Paul Chain. So, a perfect example of what Doom Metal should be.

Contatti: Sito Ufficiale (Etichetta)
Etichetta: Godheads Recordings, Minotauro Records (Reissue)
Anno di Pubblicazione: 1995, 2016 (Reissue)
TRACKLIST: 01. Roses Of Winter; 02. Living Today; 03. Sand Glass; 04. Three Water; 05. Reality; 06. Voyage To Hell; 07. Static End;08. Lake Without Water; 09. Sepulchral Life; 10. Electric Funeral (Black Sabbath cover – bonus track)
Durata: 70:30 min.

Autore: KarmaKosmiK

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