PESTE NOIRE
“Ballade Cuntre Lo Anemi Francor”

E’ strano come, nonostante lo status di culto raggiunto dalla band, molte persone continuino a considerare i Peste Noire come un progetto dell’onnipresente Neige, quando in realtà la sua presenza è limitata all’aver fatto da chitarrista session allo stupendo debut full-lenght “La Sanie Des Siècles – Panégyrique De La Dégénérescence” e all’aver scritto una traccia nel successivo “Folkfuck Folie”, “Le Cesarienne”. Il resto è tutto frutto di La Sale Famine de Valfunde, unica vera forza creativa della band avignonese. Se il precendente lavoro, il già citato “Folkfuck Folie” non aveva assolutamente bissato la bellezza e l’originalità compositiva del debut, anzi risultando un disco piuttosto anonimo e noioso, questo nuovo “Ballade Cuntre Lo Anemi Francor” (Ballata contro i nemici della Francia) prosegue inesorabile il declino musicale della band. Nonostante Famine abbia cercato di porre le basi per una svolta in positivo, reclutando un nuovo batterista, A. dei Darvulia, ed un nuovo bassista, Rangondin, oltre ad avvalersi della collaborazione di Sainte Audrey-Yolande de la Molteverge (voce ed organo). Altra caratteristica dell’album è che la registrazione è stata effettuata utilizzando l’equipaggiamento personale di Famine, lo stesso usato per registrare i demo della band, risultando in un sound molto spigoloso e sporco, quasi da rehearsal. Infine, per chiudere questo spazio dedicato alle novità in casa Peste Noire, c’è questa storia del concept dai contenuti decisamente nazionalistici, utilizzando testi di vecchi canti militari (“A la Mortaille” o “La France Bouge – Par K.P.N. (Chant de l’Action Française)”), o poesie di poeti francesi importanti e conosciuti come Paul Verlaine (“Soleils Couchants”) o François Villon (“Ballade Cuntre les Anemis de la France”).

Quindi, è piuttosto chiaro come la carne al fuoco proposta dai Peste Noire sia tanta per questo lavoro, peccato la qualità della stessa sia bassa. Eccetto “La Mesniee Mordrissoire”, che riesce ai riportare in vita i fasti del debut, e “A la Mortaille” con i suoi slanci epico/nazionalistici, il disco non decolla e tutti i vari intermezzi strumentali piazzati tra le varie tracce trasmettono una sensazione di disco raffazzonato. Se a questo aggiungiamo anche la breve durata, a cui togliamo il tempo dedicato agli intermezzi, il dubbio che questo disco sia stato composto in fretta e furia è difficile che non passi per la propria testa. E’ un vero peccato che i Peste Noire stiano facendo questa fine, l’incredibile bellezza del debut non merita assolutamente di avere questi due successori.

BRIEF COMMENT: This third album from the french mastermind La Sale Famine de Valfunde focuses its attention on the revision of some nationalistic war chants (“A la Mortaille” or “La France Bouge – Par K.P.N. (Chant de l’Action Française)” or on the musical adaption of famous french poetries (“Soleils Couchants” from Paul Verlain or Francois Villon‘s “Ballade Cuntre les Anemis de la France”), but the final result is quite unsucceful. Famine fills the album with many short intermezzos, reducing drastically the number of the real tracks, producing a hard sensation of a patched album. “A la Mortaille” is the only track that really keeps the band to the quality level of the marvellous debut album “La Sanie Des Siècles – Panégyrique De La Dégénérescence”, while the rest is quite forgettable.

Etichetta: De ProfundisAnno di Pubblicazione: 2009 TRACKLIST: 01. Neire Peste; 02. La Mesniee Mordrissoire; 03. Ballade Cuntre les Anemis de la France – De François Villon; 04. Concerto Pour Cloportes; 05. La France Bouge – Par K.P.N. (Chant de l’Action Française); 06. A la Mortaille!; 07. Vespre; 08. Rance Black Metal de France; 09. Requiem Pour Nioka (Á un Berger-Allemand); 10. Soleils Couchants – De Verlaine Durata: 39:02 min.

Autore: KarmaKosmiK

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