PIMEYDENTUOJA
“The Devil’s Epoch”

Devo ammettere candidamente che quando ho visto per la prima volta il logo e la foto di codesti Pimeydentuoja, che tradotto dal finlandese dovrebbe voler dire portatore di oscurità, ho subito pensato al classico gruppo devoto a Beherit, Archgoat e compagnia blasfema. Invece, il terzetto originario di Vaasa ha demolito sin da subito tale ipotesi con l’opener “By Death We Shall Conquer”, dove il wall-of-sound tipico del Death svedese dominato dalle chitarre iper-compresse di The Agony viene lievemente imbevuto con alcuni spunti più vicini al Black (“Paganlågor” o “Awakening Of The Ancient King”), al fine di creare atmosfere oscure ed arcane. La band inoltre non si fa mancare anche dei rallentamenti più tipicamente Doom (come la title-track) o assolacci alla Slayer (“By Death We Shall Conquer”). Infatti, il songwriting, pur non mostrando chissà quali innovazioni stilistische e rimanendo comunque inquadrato su coordinate svedesi, riesce tuttavia a snodarsi in maniera discretamente convincente per tutta la durata dell’album. La prestazione dei tre è inoltre solida e compatta, discretamente valorizzata anche dal growl profondo di Herr Razer. Eppure, nonostante la presenza di tracce di buon livello come la già citata title-track o l’oscura “Bloodtide”, che si potrebbe idealmente porre a metà strada fra i Darkthrone degni esordi ed un mid-tempo dei Necrophobic, il disco non riesce ad emergere in maniera netta e decisa. Un fattore potrebbe forse ritrovarsi nella produzione, il cui essere troppo orientata verso i toni bassi, tende ad impastare parecchio il suono della chitarra, rendendola molto confusa specie nei passaggi veloci. Oppure, semplicemente, secondo me manca il classico brano killer in grado di dare una scossa. Tuttavia, a parte questo, “The Devil’s Epoch” è un lavoro che si pone senza troppi problemi al di sopra della media delle uscite discografiche odierne in ambito Death. Vedremo quindi se in futuro i nostri riusciranno a fare il definitivo salto di qualità, d’altronde si tratta pur sempre del loro debutto sulla lunga distanza.

BRIEF COMMENT: In their first full length “The Devil’s Epoch”, finnish Pimeydentuoja deliver ten songs (plus a cover) of typical Swedish Death Metal with some Black Metal influences. Even though there’s still someting to fix, i.e the production, the final result is a pretty good album that sets the basis for a promising future.

Contatti: Facebook
Etichetta: Misanthropic Art Productions
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. By Death We Shall Conquer; 02. Necrophilia; 03. Annihilation Anthem; 04. The Devil’s Epoch; 05. The Beyond – Demonical Apotheosis; 06. Paganlågor; 07. Bloodtide; 08. Awakening Of The Ancient King; 09. Heavenless Abomination; 10. Morbid Sacrifice; 11. I Al Purg Vonpo / My Blessing (The Beginning of the End) [Impaled Nazarene Cover]
Durata: __:__ min.

Autore: KarmaKosmiK

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