RAGNAROK (UK)
“Of Ages”

Prima di iniziare la recensione vorrei far notare ai nostri lettori di Hypnos Webzine, la sigla del Regno Unito messa affianco al nome Ragnarok, in modo da evitare fin da subito qualsiasi fraintendimento. Infatti, qui non sto affatto per parlare della omonima band norvegese capitanata da Jontho, ma di una scombinata e scalcagnata Pagan-Black-Folk band proveniente dal nord dell’Inghilterra, e rimasta attiva per circa un decennio (1988 – 2000), prima di sparire nel nulla durante le registrazioni del loro terzo disco. Ho dato degli aggettivi come scombinato o scalcagnato a tale band, poichè il loro miscuglio di Black, Folk, Heavy britannico d’annata ed un bel pizzico di coattaggine manowariana è diventato per il sottoscritto una sorta di “freak band” da elevare senza dubbio al rango di culto. La mia iniziazione ai Ragnarok, è avvenuta una decina di anni fa quando un compare dell’università mi fece ascoltare la loro personalissima cover della celeberrima “Fortuna Imperatrix Mundi” di Carl Off,. Voce stonata da far impallidire Quorthon,, suono grezzo come i demo registrati in presa diretta nei garage e dei simpatici synth stile Bontempi. Eppure, il pezzo nonostante le sue forti limitazioni tecniche, manteneva una sua atmosfera ed anche l’intero disco da cui questa cover è tratta, “To Mend The Oaken Heart”, era un lavoro molto acerbo ma conteneva in sè dei germi di contaminazione assolutamente particolari, tra cui spiccavano le curatissime parti di basso di Deörth,. Purtroppo, il successivo full-lenght “Domgeorn” non è riuscito a sviluppare le potenzialità intraviste nella band, e nel giro di poco tempo, complice anche delle sventure con la loro etichetta al tempo, la Neat Records, la band è sparita nel nulla. Ora, a ravvivare il culto del band di Newcastle, ecco giungere la Aurora Australis Records, che mette insieme questa raccolta, basata soprattutto sui tre demo della band (“Ragnarok” e “Voluspaa” del ’91 e “Beloved Of The Raven God” del ’95), ma contenente anche tracce dai due full-lenght ed una spassosissima cover dei Manowar, la famosissima “Heart Of Steel”.

La raccolta non viene svolta in ordine cronologico ma in maniera piuttosto casuale, mescolando sia brani presi dai demo che dai due full-lenght. Tra le varie tracce presenti (ed inedite per il sottoscritto) ho trovato molto interessanti l’epica opener “Across The Sea To Niflheim”, l’Heavy-Death (non saprei come altro definirlo) di “Thunderhammer” e la bellissima ballad “Rememberance Of Innocence”, giocata tutta su accordi pieni di basso. A parte la cultosissima cover di “Fortuna Imperatrix Mundi”, molto bella è anche “Sons Of Odin”, che mescola più esplicitamente sfuriate Black con brevi stacchi alla Iron Maiden, (!). Tuttavia, la vera traccia sorpresa per il sottoscritto è stata “Vampyra (Spectral Maiden)”, un brano che nonostante i cazzeggi solistici del chitarrista, riesce a creare una interessante atmosfera sulfurea di sabbathiana memoria. Il Folk medievaleggiante (molto Bathory,) viene poi espresso in “River Of Life”, mentre molto sognante (e molto ispirata ai Bathory, di “Twilight Of The Gods”) è “Ride Of the Valkyries / Of Gods And Norns”, purtroppo rovinata da alcuni vocals davvero indegne.

Insomma, “Of Ages” è una raccolta rivolta quasi esclusivamente a coloro che in passato avevano seguito le gesta di questo scombinato gruppo. Pur essendo brani tratti da demo, la produzione non è per niente malvagia, anzi tale sporcizia sonora riesce anche rendere più oscuri e battaglieri alcune delle tracce presenti. Chi avesse voglia di tastare con mano tali Ragnarok, inglesi, piuttosto che iniziare da questo “Of Ages”, dovrebbero partire con il loro debut “To Mend The Oaken Heart” e poi, passata indenne tale prova, passare a questa compilation. Cultosi.

BRIEF COMMENT: “Of Ages” is an anthology from the english Black-Folk band of Ragnarok (not to be confused with the Norwegian homonymous one) which include different tracks from the three demo plus some songs from the two full-lenght (“To Mend The Oaken Heart” e “Domgeorn”) and an unreleased Manowar cover, the famous hymn “Heart Of Steel”. It’s very difficult to describe Ragnarok’s style, because it’s a mix which include mid-age Folk, old school Heavy Metal and raw vocals directly from the Black Metal clichès. Also, the production is very very rough, although the bass line of Deorth shows an artist provided with a good mastery of his musicsl instrument. I know that for this band it’s very difficult to separate the genius from the clownish, because some artistic choices are frankly tackly but, at the same time, I have always retained that this band owned a good amount of personality, although badly expressed. For me it’s a real cult band…and for you?

Etichetta: Aurora Astralis Records
Anno di pubblicazione: 2011
TRACKLIST: 01. Sunset Over Middle Earth / Across The Sea To Niflheim; 02. Legion Of Death; 03. Thunderhammer; 04. Samhain; 05. Remembrance Of Innocence; 06. Pertemhru; 07. Fortuna Imperatrix Mundi (Carl Off cover); 08. Sons Of Odin; 09. Vampyra (Spectral Maiden); 10. Legion Of Death; 11. River Of Life; 12. Ride Of the Valkyries / Of Gods And Norns; 13. Heart Of Steel (Manowar cover)
Durata: 70:10 min.

Autore: KarmaKosmiK

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