RESONANCE ROOM
“Untouchable Failure”

La prima cosa che faccio quando ricevo un promo è quello di ascoltarlo senza leggere l’infosheet, onde limitare qualsiasi tipo di influenza soprattutto, come in questo caso, quando si tratta di un band che ascolto per la prima volta in assoluto. Quando l’ondata vischiosa e plumbea di “The Great Insomnia” ha investito le mie orecchie, il primo pensiero è stato quello di trovarmi di fronte ad un act scandinavo, per essere più precisi svedese. Niente di più falso. Come ho scoperto in seguito, i Resonance Room sono italiani ed “Untouchable Failure” è il loro secondo full length dopo “Unspoken” del 2008, senza contare i due EP usciti in precedenza quando erano attivi sotto il monicker Fragment.

Vi dico subito che ci troviamo davanti ad un lavoro validissimo, ispirato sotto tutti i punti di vista, dal songwriting alle perfomance dei musicisti siciliani. Se vogliamo trovare delle influenze per tentare l’ardua impresa di ridurre a parole il sound dei Resonance Room, possiamo citare il malessere esistenziale dei Katatonia, soprattutto di quelli di “Viva Emptiness”, unito a pattern articolati e privi di linearità che rimandano ai Pain Of Salvation e con la pesantezza granitica dei Nevermore in alcuni dei frangenti più violenti. Per quanto riguarda il termine “Gothic”, spesso accostato a Progressive per descrivere la loro musica, non dobbiamo assolutamente pensare all’ala più sinfonica e “romantica” del genere ma alla desolazione e alla malinconia dei Paradise Lost o degli Anathema di “Eternity”. I brani di “Untouchable Failure” si inseriscono in un orizzonte cupo, fatto di una spessa e invalicabile coltre di dolore e rabbia. Le chitarre disegnano scenari tetri e ostili, sia con dissonanze sinistre e morbose, sia con riff abrasivi e aggressivi come testimonia perfettamente l’avvincente opener “The Great Insomnia”. Le atmosfere diventano poi claustrofobiche in pezzi come “Outside The Maze”, grazie agli schemi spasmodici e alle ritmiche articolate, e si arricchiscono di toni sinistri e foschi con i pattern ruggenti e deliranti che imperversano in “Naivety And Oblivion”. Il punto di forza dei Resonance Room sta nel groove ipnotico e coinvolgente che riescono ad imprimere ai loro pezzi che, pur essendo tutt’altro che immediati, hanno il potere di incatenare l’ascoltatore. Picchi di drammaticità e tristezza si toccano in “Prometheus”, pezzo lento ma dall’anima tormentata, mentre sentimenti contrastanti e contorti emergono dalla tetra e indomita “New Life”. Il tutto viene amplificato dalla stratosferica prestazione di Alessandro Consoli, che si fa interprete delle emozioni più oscure e angosciose con delle linee vocali ricche di pathos, energiche e toccanti allo stesso tempo.

Evito di dilungarmi ulteriormente perché non farei altro che sminuire quella che reputo attualmente una delle migliori release del 2013. “Untouchable Failure” è un album pungente in grado di creare scenari brulli e nebbiosi, con un sound stridente e abrasivo ma sempre pervaso da melodie sofferte e penose: una stilettata profonda e precisa alla speranza e all’ottimismo.

BRIEF COMMENT: “Untouchable Failure”, by Resonance Room, is one of the most exciting and intriguing metal releases of 2013 thanks to gloomy atmospheres combined with hard guitar riffs and tangled patterns with a hint of Progressive, in the vein of Katatonia, Anathema and Pain Of Salvation.

Etichetta: My Kingdom Music
Anno di pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. The Great Insomnia; 02. Cages Of Dust; 03. So Precious; 04. New Life; 05. Naivety And Oblivion; 06. Outside The Maze; 07. A Picture; 08. Unending Loss; 09. Prometheus; 10.Faded
Durata: 53:34 min.

Autore: Nivehlein

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.