ROGGA JOHANSSON
“Entrance To The Otherwhere”

Avevo già avuto a che fare con il buon Rogga Johansson e la sua infinità prolificità, giusto un paio di estati fa, ed in particolare, con l’uscita di “Land Of Weeping Souls” dei suoi Paganizer. Sebbene l’esaltazione retrò dello Swedish Sound che si trova alla base di questo progetto non mi sia affatto dispiaciuto, tale lavoro non mi aveva però convinto fino a fondo. Poi, a fine luglio con la catalogazione di tutte le richieste arrivate nel corso dei due mesi precedenti, mi sono trovato i promo digitali di ben due progetti da parte del buon Rogga, entrambi rilasciati tramite l’etichetta Trascending Obscurity Records. Il primo è questo che porta il calce il suo nome, mentre l’altro è niente di meno che il nuovo Paganizer, la cui uscita è prevista per fine ottobre. Volendo dare una seconda chance al chitarrista svedese, ho deciso quindi di recensirli entrambi, partendo ovviamente dal primo, più che altro per capire meglio come il musicista svedese sia in grado di dividersi tra più progetti musicali.. Supportato solamente dal batterista Brynjar Helgetun, presente anche in altri progetti di Johansson, quali Megascanvenger e Johansson & Speckmann, questo “Entrance To The Otherwere”, sin dalla prima traccia “The Re-Emergers”, è un lavoro, che rispetto a quanto sentito con i Paganizer, mette in evidenza il lato melodico del suo compositore. Ovviamente non aspettatevi un Death Metal melodico stile Goteborg, quanto piuttosto uno stile che strizza parecchio l’occhio agli Hypocrisy. Avremo quindi a che fare con un muro di chitarre bello corposo, su cui si stagliano il vocione carvenoso di Rogga, a cui si aggiunge una chitarra solista avente il compito di tracciare le melodie su cui in pratica si reggeranno in vari brani. Eccetto “As Evil Seeps Out”, al netto di una malinconica linea di chitarra che può riportare ai Dark Tranquillity, dove i richiami agli Entombed sono piuttosto evidenti, il buon Rogga riesce a mettere in fila una serie di brani estremamente convincenti, anche quando cerca di “poppeggiare” il suo Death Metal con delle tastierine molto Pain (guarda caso sempre di Peter Tägtgren parliamo) come nella trascinante “Till Bergets Pulls” o nell’atmosferica title-track. Altre tracce che mi hanno favorevolmente colpito sono le conclusive “A Journey Into Fear” e “In The Grip Of Garpedans”, che ripescano in maniera convincente certe atmosfere dei primi Amorphis. Se dobbiamo andare a tirare un po’ le somme su questo “Entrance To The Otherwere”, non posso dire altro che esserne pienamente soddisfatto. Forse il buon Rogga non avrà le capacità di tracciare delle strade personali all’interno del panorama Death Metal, ma le sue qualità di interprete massimo della tradizione svedese non possono essere assolutamente messe in discussione.

BRIEF COMMENT: This solo project from the swdish guitar-player Rogga Johansson shows a more melodic side respect to his other bands. In fact, in this situation Rogga seems to have as main influence Peter Tägtgren and his Hypocrisy. The final results is quite good, where most of the tracks have a nice melodic line and interesting atmospheres.

Contatti: Facebook
Etichetta: Trascending Obscurity Records
Anno di Pubblicazione: 2019
TRACKLIST: 01. The Re-Emergers; 02. Till Bergets Puls; 03. When The Otherwhere Opens; 04. Giants Walking At Night; 05. As Evil Seeps Out; 06. Berget Vaknar; 07. Entrance To The Otherwhere; 08. A Journey Into Fear; 09. In The Grip Of Garpedans
Durata: 33:06 min.

Autore: KarmaKosmiK

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.