SADIST
“Hyaena”

Iniziamo subito alla grande questo 2016, che speriamo risulti ricco di ottima musica e nuove scoperte, andando a parlare del nuovo lavoro a firma Sadist. Infatti, dopo il grande ritorno di Paolo Puppo e dei suoi Will’O’Wisp con l’incredibile “Inusto”, mi sembrava doveroso, vista l’enorme amicizia che lega le due band liguri e complice la richiesta di recensione da parte dell’Against PR, dover ascoltare questo settimo full length intitolato “Hyaena”. Ovviamente è quasi superfluo ribadire quanto i Sadist, soprattutto quelli dei primi due lavori “Above The Light” e “Tribe”, ma non escludo nemmeno il particolare “Crust”, siano stati fondamentali per lo sviluppo del Metal italiano e del Progressive Death in generale. “Hyaena” è il terzo lavoro ad uscire dopo la reunion del 2005, ed è da considerarsi come una sorta di concept album dedicato alla figura della iena e di come essa venga rappresentata dagli uomini in diverse leggende e tradizioni, soprattutto provenienti dall’Africa e dall’Asia. Da questo interessante e assai particolare argomento, i Sadist costruiscono una decina di tracce, che finalmente sembrano riportare la band ligure al massimo del loro potenziale artistico e musicale. Infatti, non nascondo che “Sadist” e “Season In Silence” mi avevano alquanto deluso, poiché non facevano altro che riprendere senza molta fantasia lo stile Prog Death degli esordi dopo la fin troppo sottovalutata svolta stilistica di “Crust” e “Lego”.

Ma in sostanza, che cosa possiede “Hyaena” più dei suoi due ultimi predecessori? Beh, sicuramente vi si ritrova una ben più evidente voglia di sperimentare e di incorporare suoni nuovi, si noti la presenza del percussionista africano Jean N’Diaye, così come l’utilizzo dell’oud e del santur da parte di Tommy, che riescono a garantire un sound maggiormente esotico al disco. Inoltre, trovo semplicemente che queste nuove tracce abbiano finalmente quel quid che tanto mancava alle due precedenti release, con la presenza di almeno tre tracce che si avvicinano moltissimo al capolavoro. Sto parlando dell’opener “The Lonely Mountain”, di cui è stato girato anche un video, la successiva “Pachycrocuta”, un riuscito incrocio tra le sonorità di “Tribe” e “Crust”, e la delicata strumentale “Gadawan Kura”. Per il resto, lo stile dei Sadist rimane perfettamente riconoscibile tra mille, con Tommy a divagare in lungo e in largo con la sua chitarra e le sue molteplici tastiere, Andy sempre elegante con le sue linee di basso ed Alessio a costituire un solido supporto ritmico. Buona anche la prova di Trevor, nonostante in certi casi le sue vocal non mi convincano pienamente. Da rivedere per certi versi anche la produzione, ovviamente sempre ad opera del buon Tommy, che sento un pochino troppo perfettina e non molto dotata di mordente, soprattutto per il sound delle chitarre. Tuttavia, sono comunque delle imperfezioni minori che non vanno ad incidere più di tanto sulla qualità presente su “Hyaena”, che posso tranquillamente posizionare poco al di sotto della sacra triade iniziale (eh si, a me “Crust” continua a piacere un botto). Detto questo non mi rimane che augurare buon anno a tutti i lettori e supporter di Hypnos Webzine, sperando che questo 2016 sia particolarmente ricco di soddisfazioni.

BRIEF COMMENT: We want to start this new year talking about the coming back of Sadist with their third release after the reunion happened in 2015. “Hyaena” is a concept album dedicated to the animal of the title and the way it’s considered in different cultures. Sadist takes this subject for creating ten songs that take back the band to high levels. In fact, Sadist recovers a will of experimentation that permits to write very good tracks like “The Lonely Mountain”, “Pachycrocuta” and “Gadawan Kura”.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Scarlet Records
Anno di Pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. The Lonely Mountain; 02. Pachycrocuta; 03. Bouki; 04. The Devil Riding The Evil Steed; 05. Scavenger And Thief; 06. Gadawan Kura; 07. Eternal Enemies; 08. African Devourers; 09. Scratching Rocks; 10. Genital Mask
Durata: 45:44 min.

Autore: KarmaKosmiK

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