SINGULARITY
“Singularity”

A parte rare e lodevoli eccezioni, non sono mai stato un estimatore di quel Metal, sia esso Death o quant’altro, che va sotto l’etichetta “technical”, vuoi perché spesso il tutto non è altro che un asettico sfoggio di barocchismi slegati fra loro, vuoi perché la voglia di strafare spesso fa si che venga perso di vista l’obiettivo che ogni lavoro dovrebbe avere, ovverosia coinvolgere l’ascoltatore. Nel caso dei Singularity, quartetto americano formatasi nel 2010 e con alle spalle solo alcuni demo e un singolo, la faccenda sembrava farsi decisamente più spinosa dal momento che l’infosheet parlava di Black/ Technical Death, cosa che dava adito a più di qualche perplessità. Se infatti il Black Metal è per antonomasia una musica viscerale, marcia e minimale e dunque poco incline a virtuosismi di sorta, pensarlo mescolato al Death tecnico, un genere tra i più ragionati e “meccanici” dell’intero panorama Metal, non sembrava una idea così scontata e di facile realizzazione. La band dell’Arizona ci mette invece pochi minuti a spazzare via tutti questi dubbi, sfoggiando in questo omonimo album un songwriting e una padronanza dei propri mezzi davvero notevole. Fin dall’opener “A Withdrawal Of Salvation”, uno dei migliori pezzi del lotto, si può infatti notare come i nostri riescano ottimamente a far coesistere sonorità debitrici di Necrophagist e Spawn Of Possession con arrangiamenti di stampo Black sinfonico che rimandano più o meno apertamente ai Dimmu Borgir dell’era “Spiritual Black Dimensions” e “Puritanical Euphoric Misanthropia” ma anche agli Emperor degli ultimi album, come pure dei passaggi vocali al limite del Power alla Blind Guardian (“Utopian Flesh” e “The Ascension”). Si potrebbe perciò tirarla lunga cercando di definire quando e per quanto tempo questi generi prendano il sopravvento, ma francamente anche una tale disamina tenderebbe a incrinare la perfetta visione d’insieme che l’album riesce a regalare nella sua ora scarsa, passata la quale la voglia di premere nuovamente il tasto “play” si fa subito sentire. Mi limito perciò a segnalare la mia preferenza verso la già citata “A Withdrawal Of Salvation”, “Desert Planet” e la conclusiva “The Resolution”, tenendoci però a rimarcare come il livello globale sia sempre piuttosto alto e come durante l’ascolto la varietà di situazioni proposte non faccia mai balenare lo spettro della noia. Insomma, nonostante il mio scetticismo iniziale, devo ammettere che alla fine i Singularity hanno saputo convincermi fino in fondo, sfornando una prestazione sopra le righe che mi auguro consenta loro di strappare un contratto e che fa di questo omonimo debutto sulla lunga distanza uno dei lavori più interessanti ed eclettici dell’anno appena trascorso.

BRIEF COMMENT: In their self titled full length, Singularity manage to mix to perfection typical Technical Death Metal elements with Symphonic Black Metal influences, giving birth to a a very intense album that shows their undeniable songwriting skills. Surely one of the most interesting releases of the last year.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Self-released
Anno di pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. A Withdrawal Of Salvation; 02. Remnant Of Stellar Evolution; 03. Spacetime Devourment; 04. Monolith; 05. Throne Of Thorns; 06. Desert Planet; 07. Utopian Flesh; 08. The Descent; 09. The Ascension; 10. The Resolution
Durata: 51:30 min.

Autore: Iconoclasta

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