SIVYJ YAR
“Burial Shrouds”

Spesso, si sa, quantità è qualità fanno fatica a viaggiare di pari passo. Il panorama musicale è infatti pieno zeppo di gruppi che sfornano a getto continuo release tutt’altro che memorabili senza evidentemente chiedersi se non valga la pena attendere di avere in mano una manciata di idee un po’ più consistenti, forse fin troppo speranzosi di trovare la quadratura alla propria musica puntando più sul numero che non su un’accurata scelta del materiale da proporre. Se la mettiamo sulla pura prolificità, anche il progetto Sivyj Yar, portato avanti dal polistrumentista russo Vladimir, non fa eccezione, se è vero com’è vero che questo “Burial Shrouds” (“Поминальные холсты”) è il quinto full length nell’arco di neanche sei anni, ma in questo caso non possiamo assolutamente limitare il giudizio ad un mero conteggio delle uscite, perché ancora una volta questa one man band ci dimostra che, pur essendo passato meno di un anno dal precedente disco, anche questo suo album ha tutti i pregi e i dettagli che si richiedono ad un lavoro di livello pubblicato non certo per far numero ma per ritagliarsi un proprio spazio al sole. Di fatto, la recensione potrebbe fermarsi qui, perché le coordinate stilistiche di questa nuova uscita rispecchiano abbastanza fedelmente quelle già messe in evidenza in “From The Dead Villages’ Darkness”, ovverosia un Black Metal che si divide tra influenze di matrice est europea e momenti più vicini a soluzioni Post-Black e intimistiche, con queste anime che comunque non sono separate ma si mischiano continuamente durante i vari brani, dando vita a pezzi davvero ottimi come la title track, la strumentale “In Gray Izbas Ancient Rus’ Endures” e “The Snow Shall Fall A Long While”, giusto per non elencarli tutti. Fermarmi a queste osservazioni non renderebbe però giustizia all’album e alla qualità raggiunta dalle composizioni, perciò non posso non far notare che, nel poco tempo avuto a disposizione tra una release e l’altra, Vladimir ha avuto modo di affinare ancora di più la sua già di per sé notevole capacità di scrittura dei pezzi, qui ulteriormente valorizzati da una produzione che a propria volta ha fatto un passo avanti, risultando complessivamente più definita ed in grado di esaltare ogni strumento. Ciò detto, forse è inutile continuare ancora a rubarvi del tempo con un’analisi più dettagliata dei vari brani, perché il consiglio è soltanto uno: andate voi stessi a scoprire ogni sfaccettatura di “Burial Shrouds” e lasciatevi ammaliare dalla sua splendida musica. Non ve ne pentirete.

BRIEF COMMENT: With its fifth full length “Burial Shrouds”, russian solo project Sivyj Yar has made a further improvement on its music. In a few years, mastermind Vladimir’s indeed honed his songwriting skills almost to perfection, releasing a wonderful album that’ll surely mesmerize listeners thanks to a Black Metal balanced between eastern european elements and Post-Black influences.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Avantgarde Music
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST 01. Famine; 02. Burial Shrouds; 03. The Earth Breathes Sorrow; 04. Like A Spark We Will Vanish Into The Darkness; 05. In Gray Izbas Ancient Rus’ Endures; 06. The Snow Shall Fall A Long While
Durata: 37:37 min.

Autore: Iconoclasta

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