SLAYER
“Reign In Blood”

Il rischio di scadere nella più becera e banale retorica è sempre dietro l’angolo quando si parla di un album del calibro e dell’importanza storica di “Reign In Blood”, e diventa ancor più incombente se lo si fa a ridosso della prematura scomparsa di quel Jeff Hanneman che tanta parte ha avuto nella sua realizzazione. Al netto di frasi di circostanza e di inevitabili quanto eccessivi entusiasmi, scriverne diventa sicuramente meno complicato se ci lascia guidare e trasportare dai ricordi e dalle emozioni che quest’album ha saputo regalare quando, ancora al primo ascolto, si iniziava sempre più a percepirne la portata epocale.

E allora ecco che ogni riff, ogni assolo, ogni singolo colpo di doppio pedale, pur se mandati a memoria, riportano alla luce emozioni sempre vive e risvegliano quei ricordi geniali che per anni hanno continuato a pulsare in qualche recesso della nostra mente, diramando da quell’angolo una sorta di proprio sistema nervoso che alimenta la nostra voglia di musica e ne definisce i canoni, al punto che, nel precisare i contorni del proprio ideale musicale, succede di ritrovarci echi e reminiscenze di “Reign In Blood”, e di non meravigliarsene affatto. Ed è inevitabile, perché racchiuso tra l’urlo liberatorio posto in apertura di “Angel Of Death” e la pioggia purificatrice e catartica di “Raining Blood” c’è tutto, tanto che risulta riduttivo cercare di etichettarlo come Thrash, Death o chissà cos’altro, perché quella malsana, aggressiva e devastante miscela sonora risulta perfettamente sublimabile solo nella definizione di estremo in musica, prova ne sia che a tutt’oggi ancora nessuno si è mai avvicinato a tanta perfezione. Di fronte ad una così palese superiorità è quindi inutile soffermarsi a sindacare su questo o quel particolare, o cercare di capire come sia stato possibile raggiungere un tale apice compositivo. Limitiamoci ad ascoltarlo per l’ennesima volta, in ossequioso silenzio.

“What I Am, What I Want, I’m Only After Death”

BRIEF COMMENT: “Reign In Blood” is more than Slayer‘s best album, it’s a seminal masterpiece that has inspired and influenced, and still it’s doing, not only Thrash, but all Metal music. No word can describe its greatness, so just press play and enjoy it.

Etichetta: Def Jam Recordings
Anno di pubblicazione: 1986
TRACKLIST: 01. Angel Of Death; 02. Piece By Piece; 03. Necrophobic; 04. Altar Of Sacrifice; 05. Jesus Saves; 06. Criminally Insane; 07. Reborn; 08. Epidemic; 09. Postmortem; 10. Raining Blood
Durata: 28:59 min.

Autore: Iconoclasta

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