SLAYER
“South Of Heaven”

Era difficile bissare il livello qualitativo e il successo di un capolavoro come “Reign In Blood”, album che tutt’ora continua a fare storia e a dettar legge in campo Thrash Metal e nel panorama dell’estremismo sonoro in genere. Ma gli Slayer non sono una band qualunque e, dopo soli due anni, tornano a sconvolgere la scena musicale con un nuovo, inquietante capitolo.

“South Of Heaven” è un disco elettrizzante e nel quale la violenza strabordante del combo statunitense viene espressa in maniera meno diretta rispetto a “Reign In Blood” ma, proprio per questo, si insinua in modo più sottile e duraturo nelle nostre orecchie. King e Hanneman macinano riff sanguinari e pulsanti d’odio, con una cadenza che alimenta gli istinti più animaleschi e carnali del nostro corpo. Bastano le agghiaccianti e decadenti armonizzazioni di chitarra che aprono la titletrack a far capire che gli Slayer non hanno perso la loro ispirazione assassina, sfornando un altro pezzo-capolavoro giocato su ritmiche precise e pungenti. La violenza brutale e incontrollata viene riproposta in “Silent Scream” e “Ghost Of War”, tracce nelle quali emerge l’ala più estrema della band e dove gli echi di “Reign In Blood” sono ancora tangibili. Per il resto la band è riuscita a realizzare un nuovo, ispiratissimo lavoro intraprendendo una strada “rischiosa” ma che, col passare degli anni, si è rivelata giusta: non ripetere quanto fatto in precedenza, in quanto consci che l’apice creativo in quel senso era stato ormai raggiunto, ma cambiare l’approccio del loro sound. Una strategia vincente che ha portato a pezzi più “ragionati” ma con un potenziale distruttivo da brividi: “Live Undead” è una marcia travolgente basata su melodie tritaossa mentre “Mandatory Suicide” è forse la canzone più rappresentativa del nuovo percorso slayeriano (molte le cover che si sono succedute negli anni come quella dei Decapitated che è tra le versioni più estreme). Un biglietto di sola andata per l’inferno che fa perno su un riffing denso e marziale dai contorni tetri e soffocanti; le vocals di Araya narrano gli orrori della guerra e si rivelano più coinvolgenti che mai pur senza lanciare urla disumane. Il drumming di Lombardo è vorticoso e fulmineo, con ripartenze inaspettate che alimentano il profondo senso di angoscia e alienazione che pervade l’album. Ma c’è spazio anche per rendere omaggio ai “padri fondatori” dell’Heavy Metal con una cover di “Dissident Aggressor” dei Judas Priest, altrettanto epica e trascinante ma dalle atmosfere più cupe.

Non c’è altro da aggiungere. Con “South Of Heaven” gli Slayer mettono un punto e ripartono alla grande riuscendo a creare un altro album indimenticabile senza farsi oscurare da un capolavoro, passatemi il termine, ingombrante come “Reign In Blood”.

“Holes burn deep in your chest,
Raked by machine gun fire.
Screaming soul sent out to die,
Living mandatory suicide.
Suicide”

BRIEF COMMENT: Even if it was almost impossible to top the masterpiece “Reign In Blood”, “South Of Heaven” reveals itself as another Slayer‘s classic. The riffing is slower and more complex than before, without losing heaviness and cruelty, enriched by fluid and twisting drumming. “Silent Scream” and “Ghost Of War” are the faster and most brutal tracks while “Mandatory Suicide” is, in my opinion, the quintessence of this album: groovy, compelling and drenched by sulphur and rotten atmospheres.

Etichetta: Def Jam Recordings
Anno di pubblicazione: 1988
TRACKLIST: 01. South Of Heaven; 02. Silent Scream; 03. Live Undead; 04. Behind The Crooked Cross; 05. Mandatory Suicide; 06. Ghosts Of War; 07. Read Between The Lies; 08. Cleanse The Soul; 09. Dissident Aggressor (Judas Priest cover); 10. Spill The Blood
Durata: 36:54 min.

Autore: Nivehlein

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