PAUL CHAIN
“Life & Death”

Che cosa aggiungere a “Life & Death” che non sia stato ancora detto nel corso degli anni? Pur essendo il primo LP pubblicato utilizzando solo il proprio nome, “Life & Death” viene considerato da molti come il punto più alto mai raggiunto dal chitarrista marchigiano. Non so se questo sia vero o no, per quanto mi riguarda continuo a rimanere totalmente incantato dal successivo “Violet Art Of Improvisation”, ma è davvero innegabile che in questo lavoro il buon Paul riesca a sintetizzare al meglio tutte le sue infinite influenze e ricerche musicali, pur mantenendo sempre in primo piano la forma canzone. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Violet Art Of Improvisation”

Che altro dire su Paul Chain che non sia già stato detto o scritto? Come commentare un lavoro a dir poco folle, ma allo stesso tempo monumentale e visionario, come questo “Violet Art Of Improvisation”? E’ un compito difficile, ma in qualche modo voglio provarci. Perciò ho deciso di trovare una strada partendo dalle parole che lo stesso Paul Chain ha inserito nel disco, a spiegazione del titolo, “Violet Art Of Improvisation”: “Il Viola è un colore a me caro, nasce dalla fusione del rosso e del blu (anche intesi come simbolo degli opposti) e molteplice è il suo significato”. E ancora: “L’arte…che cos’è l’arte?”. E per finire: “Questi pezzi sono completamente improvvisati. L’improvvisazione è alla base di tutto il mio stile compositivo. Io sono completamente autodidatta e vedo in essa la massima espressione musicale”. Potrebbero bastare queste parole del suo stesso autore per tentar di descrivere in maniera quanto meno esaustiva questo “Violet Art Of Improvisation”, ma in realtà l’esperienza che si vive ascoltandolo, va ben oltre il giudicare se una manciata di note suonino più o meno bene. Ed è quello che vorrei trasmettere con la mia personale descrizione delle varie tracce che lo compongono. Continua a leggere

CARCASS
“Symphonies Of Sickness”

Dopo aver gettato le basi di un genere, il Goregrind, con quel macabro concentrato di orrori medici che era il loro truculento debutto, i Carcass tornarono nuovamente e prepotentemente alla ribalta l’anno successivo con un lavoro altrettanto seminale e malato ma allo stesso tempo profondamente diverso, inaugurando di fatto una sorta di consuetudine che non li ha mai visti pubblicare album fotocopia. Continua a leggere

DARKTHRONE
“Cromlech”

Vero e proprio antipasto live di “Soulside Journey”, “Cromlech” è stato il demo che ha sicuramente fatto spargere maggiormente il nome dei Darkthrone , al punto da portarli addirittura ad una trasmissione norvegese chiamata “Bootleg”, oltre che a procurare loro il contratto (che dura ancora oggi) con la Peaceville Records. I brani proposti sono presenti in versioni ormai definitive, e la riproposizione live dei brani, pur godendo di un sound abbastanza grezzo, ha un comunque un buon impatto sonoro. Continua a leggere

DARKTHRONE
“Thulcandra”

Passano nuovamente diversi mesi, e nel marzo del 1989 Gylve e soci ritornano in studio per registrare “Thulcandra”, il demo dei Darkthrone per eccellenza. La line-up è ormai perfettamente stabilizzata, con Ted Skjellum e Ivan Enger alle chitarre, Dag Nilsen al basso e Fenriz in cabina di regia, ed i progressi intravvisti nel precedente promo “A New Dimension” giungono a compimento, mostrando un band conscia delle proprie capacità tecniche e compositive. Continua a leggere