GRAVESTONE
“Simphony Of Pain”

Pur essendo miei concittadini ed attivi nella prima metà degli anni novanta, non avevo mai sentito parlare di questi Gravestone. Sicuramente il fatto di essersi sciolti nel 1995, per poi essersi riformati con una diversa line-up nel 2013, ha certamente portato il loro nome vicino all’oblio e ricordati solamente da una ristretta cerchia di appassionati. Dalle poche informazioni che sono riuscito a rintracciare sul loro Facebook, i Gravestone avevano una line-up comprendente ben tre chitarristi, tra cui un giovane Andrea Cipolla che successivamente a questa esperienza formerà i Corpsefucking Art, e che la loro missione era quella di dare forma ad una personale visione del Progressive Death Metal. L’unica testimonianza di quel lontano periodo è questo “Simphony Of Pain”, uscito originariamente nel 1994 per tale label Audiostar, e successivamente ristampato anche dalla Sliptrick Records e Dark Symphonies. In occasione del venticinquennale della sua uscita, oltre ad una terza ristampa da parte della Elevate Records, è stato anche pubblicato l’EP “Symphony Of Death”, dove la nuova formazione, avente come superstiti degli anni novanta il chitarrista Marco Borrani ed il tastierista Massimiliano Buffolino, rivisita con nuovi arrangiamenti e nuova produzione due tracce provenienti da questo esordio. Continua a leggere

FORGOTTEN WOODS
“As The Wolves Gather + Sjelv Av Natten”

Sarò sincero, all’inizio, per questa scintillante ri-edizione di “As The Wolves Gather” rilasciata da ATMF, avevo l’intenzione di riprendere e di riadattare una mia vecchia recensione pubblicata per una vecchia webzine con cui collaboravo anni fa in occasione di un tributo ai grandi Forgotten Woods. Poi, riascoltando di nuovo dopo tanti anni il disco, ho deciso di lasciare perdere e di sfruttare questa ristampa per lasciarmi nostalgicamente andare a ricordi e sensazioni. Infatti, ho sempre avuto un debole non da poco per la band di Rune Vedaa e Olav Berland, e sono state davvero tante le volte che ho messo su nel mio stereo “The Curse Of Mankind” per poi lasciarmi assorbire completamente dall’ascolto della lunghissima “The Starlit Waters / I, The Mountain”, assaporandone, come se fosse un ottimo vino, le vocal burzumiane, gli arpeggi malinconici e quel retrogusto Rock che loro si son sempre portati dietro di nascosto. Ma d’altronde, i Forgotten Woods non son davvero mai stati facilmente inquadrabili come un gruppo Black Metal. Spesso ignorati dai più per via di un’immagine assolutamente anonima e priva di qualsiasi eccesso, anzi definiti diverse volte come un derivato di seconda mano di Burzum. Continua a leggere

HYBERNOID
“The Last Day Begins?”

La Xtreem Music è da sempre interessata ad andare a scovare gruppi attivi negli ’80 e nei ’90, che per svariati motivi sono rimasti quasi sempre misconosciuti e poco considerati da etichette e fans, e ristamparne i principali full-lenght con annessi lavori minori, come EP o demo, ormai introvabili. Nel caso dei qui recensiti Hybernoid, confesso candidamente che si tratta di una band di cui non avevo mai sentito parlare prima e che mi ha attratto principalmente per la copertina scelta per questo lavoro. Ogni tanto mi diletto in letture incentrate sull’archeologia misteriosa, e quelle quattro statue fotografate in mezzo a quella che sembrerebbe una giungla, mi hanno subito riportato alla mente le teorie sugli antichi astronauti di Sitchin o i fantastici viaggi di fantasia di Kolosimo su oscure e dimenticate popolazioni pre-Inca. Ovviamente, questi sono solo film mentali del sottoscritto, sebbene i testi degli Hybernoid mantengano una qualche connotazione con tematiche sci-fi. Ma, a parte questo, l’ascolto di questo “The Last Day Begins?”, che venne originariamente pubblicato nel lontano 1994 dalla mitica Displeased Records, mi ha lasciato alquanto a bocca aperta. Continua a leggere

ENSLAVED
“Frost”

Uscita soltanto pochi mesi dopo quel “Vikingligr Veldi” che tanto bene aveva saputo abbozzare i tratti distintivi del Viking, la seconda fatica degli Enslaved continua su quella strada e va anzi anche oltre, mettendolo in chiaro fin da subito vuoi con una copertina che immortala la vista mozzafiato di un fiordo, vuoi con il titolo scritto in caratteri simil-runici, vuoi con la chiara ed inequivocabile scritta “Viking Metal” che campeggia nel retrocopertina, vuoi con le foto dei nostri con tanto di spade, elmi e quant’altro. A questa dichiarazione d’intenti, all’epoca niente affatto banale o scontata, gli Enslaved fanno seguire un’altrettanto importante dimostrazione musicale, andando a codificare in modo definitivo quelli che per l’appunto saranno poi i cardini del filone Viking. Continua a leggere

ENSLAVED
“Vikingligr Veldi”

Norvegia, primi anni ’90. La nascente scena Black Metal sta sfornando una serie irripetibile di uscite che, nel corso degli anni successivi, diventeranno delle vere e proprie pietre miliari del genere. Una delle etichette più attive e intraprendenti nel supportare il movimento è la famosa Deathlike Silence di Euronymous, che porta nel 1994 al debutto sulla lunga distanza gli Enslaved, che di li a breve si affermeranno come i paladini del filone Viking prima e di un Black Metal a tinte Progressive poi. Continua a leggere

DAWN
“Nær Sólen Gar Niþer For Evogher”

Come sia possibile che due gruppi attivi nello stesso periodo e luogo e dediti allo stesso genere possano aver avuto destini tanto diversi, risulta francamente difficile se non impossibile da spiegare. Da una parte ci sono infatti i leggendari Dissection, dall’altra gli altrettanto validi quanto misconosciuti Dawn. E l’analogia non si limita solo alle coordinate geografico-temporali: due album fenomenali per parte e una fine prematura, salvo un ritorno poco entusiasmante per la band di Jon Nödtveidt, chiudono perfettamente il parallelismo tra due gruppi dalla storia così simile ma dalla fortuna così lontana. Continua a leggere

DARKTHRONE
“Transilvanian Hunger”

Dopo aver pubblicato in rapida successione due perle del calibro di “A Blaze In The Northern Sky” e “Under A Funeral Moon”, i Darkthrone misero il punto esclamativo alla loro già formidabile carriera rilasciando quel “Transilvanian Hunger” che, ancor più dei precedenti lavori, sarebbe entrato a far parte dell’immaginario comune come uno degli album Black Metal per eccellenza, forte di una fama imperitura e di una considerazione pressoché unanime dovute soltanto alla musica e non ad una delle tante vicende di cronaca che vedevano coinvolti molti degli esponenti della scena di quegli anni. Continua a leggere

STRID
“Strid”

Forse è la bufera di neve che imperversa da ore ad avermi spinta inconsciamente a ripescare quello che per la sottoscritta rappresenta uno dei migliori esempi di Black Metal mai partoriti. Il demo “End Of Life” del 1993 e questo omonimo EP, uscito l’anno dopo, sono gli unici lavori lasciati ai posteri dagli Strid e, pur a venti anni di distanza, brillano ancora di una luce che offusca svariate discografie, magari molto più nutrite ma di scarsissimo valore qualitativo. Tra i membri di questa band troviamo niente meno che Vicotnik, ad oggi uno dei musicisti più famosi della scena Black Metal mondiale, e che in seguito avrebbe militato in progetti del calibro di Dødheimsgard, Ved Buens Ende e Manes (giusto per citarne alcuni). Continua a leggere

JOHNNY CASH
“American Recordings”

Johnny Cash non ha bisogno di presentazioni. Nei suoi quasi cinquant’anni di carriera ha lasciato un segno indelebile nella musica Country, passando per il Rockabilly, il Blues, il Gospel e il Folk. La sua vita avventurosa, piena di luci e ombre (abuso d’alcool e amfetamine), è a noi nota grazie anche alla sua autobiografia (sulla quale si ispira l’ottimo film “Walk The Line” del 2005) e, per ultimo, alla biografia scritta dal figlio John Carter Cash e contenuta nel volume “House Of Cash: The Legacies Of My Father, Johnny Cash” uscito nel 2011. Continua a leggere