FORGOTTEN WOODS
“As The Wolves Gather + Sjelv Av Natten”

Sarò sincero, all’inizio, per questa scintillante ri-edizione di “As The Wolves Gather” rilasciata da ATMF, avevo l’intenzione di riprendere e di riadattare una mia vecchia recensione pubblicata per una vecchia webzine con cui collaboravo anni fa in occasione di un tributo ai grandi Forgotten Woods. Poi, riascoltando di nuovo dopo tanti anni il disco, ho deciso di lasciare perdere e di sfruttare questa ristampa per lasciarmi nostalgicamente andare a ricordi e sensazioni. Infatti, ho sempre avuto un debole non da poco per la band di Rune Vedaa e Olav Berland, e sono state davvero tante le volte che ho messo su nel mio stereo “The Curse Of Mankind” per poi lasciarmi assorbire completamente dall’ascolto della lunghissima “The Starlit Waters / I, The Mountain”, assaporandone, come se fosse un ottimo vino, le vocal burzumiane, gli arpeggi malinconici e quel retrogusto Rock che loro si son sempre portati dietro di nascosto. Ma d’altronde, i Forgotten Woods non son davvero mai stati facilmente inquadrabili come un gruppo Black Metal. Spesso ignorati dai più per via di un’immagine assolutamente anonima e priva di qualsiasi eccesso, anzi definiti diverse volte come un derivato di seconda mano di Burzum. Continua a leggere

THERION
“Lepaca Kliffoth”

Nonostante i buonissimi riscontri che accompagnarono l’uscita di “Symphony Masses: Ho Drakon Ho Mega”, i problemi economici sorti con il relativo tour di supporto comportano una nuova instabilità all’interno della line-up dei Therion, con Johansson che decise di concentrare ulteriormente su di sé il peso della band, mantenendo il fido Wawrzeniuk dietro le pelli e chiamando in squadra Fredrik Isaksson direttamente dagli Excruciate. A ciò si affiancò un altro evento degno di menzione, ossia il passaggio alla Nuclear Blast vista la difficoltà gestionale in cui versava la Megaforce Records, cosa che porterà la band a compiere quel famoso salto di popolarità che ancora gli era stato negato. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Alkahest”

Culto. Non ci sono davvero altre parole per descrivere questo lavoro di Paul Chain, che ha visto il chitarrista pesarese imbastire una inaspettata collaborazione con l’allora astro nascente del Doom inglese Lee Dorian. Lee era da sempre un grande fan sia dei Death SS che dei lavori dei Violet Theater di Paul Chain, e vista la comune grande passione per l’occulto, questa per certi versi strana alleanza non tardò ad arrivare. “Alkahest” è non solo il primo lavoro che ascoltai della discografia solista del maestro pesarese, più che altro per la presenza di Lee Dorian, ma è anche un totale e puro atto d’amore verso un genere musicale. Continua a leggere

RITUAL
“The Summoning”

Von, Judas Iscariot, Absu, questi i nomi che per primi mi vengono in mente quando si tratta di parlare di gruppi Black Metal americani attivi nella prima metà degli anni ’90. Da oggi a questa mia lista devo aggiungere anche i Ritual, grazie alla ristampa in vinile da parte dell’italiana Minotauro Records del loro full length d’esordio “The Summoning”. Registrato nel 1994 e pubblicato l’anno successivo sotto l’egida della ormai defunta Wild Rags Records, l’album in questione potrebbe essere definito, ricorrendo ad una metafora spesso fin troppo abusata, ma in questo caso senza timore di smentita, come una perla di rara bellezza che rischiava di rimanere dimenticata nel mare magnum delle uscite che ammorbano e saturano il mercato senza soluzione di continuità. Continua a leggere

ABSU
“The Sun Of Tiphareth”

Dopo l’uscita del debut album, gli Absu decidono di dare una bella sforbiciata alla loro formazione riducendosi a trio. Essendo il precedente “Barathrum V.I.T.R.I.O.L.” un disco ancora acerbo, erano decisamente poche le persone che potevano prevedere un evoluzione così impetuosa della band durante la composizione del secondo lavoro “The Sun Of Tiphareth”. Se in precedenza erano riscontrabili nel songwriting dei texani determinate influenze della scena norvegese, ora lo stile degli Absu si è fatto decisamente personale ed originale. Chitarre di chiara estrazione Thrash/Death si mischiano ad atmosfere epiche ed a tratti sognanti, ottenute grazie al sapiente utilizzo di tappeti minimali di synth e svariate incursioni di chitarre classiche. Continua a leggere

COLLOQUIO
“Io E L’Altro”

Non si finisce mai di scoprire nuove ed interessanti realtà nel fitto sottobosco musicale italiano, sebbene nel caso dei Colloquio l’aggettivo “nuovo” sia alquanto fuori luogo. Infatti, il progetto del tastierista e vocalist Gianni Pedretti, successivamente affiancato dalla controparte Sergio Calzoni, è attivo dal lontano 1993, anno in cui vide la luce anche la tape d’esordio “Il Giardino Delle Lacrime”, e vanta diverse cassette e ben quattro full lenght, l’ultimo dei quali “L’Entrata – L’Uscita” risale allo scorso anno. Continua a leggere

SATYRICON / ENSLAVED
“The Forest Is My Throne / Yggdrasill”

“The Forest Is My Throne / Yggdrasill” è uno split album tra due band leggendarie della scena Black Metal norvegese quali Satyricon ed Enslaved. Questi mostri sacri del genere ci regalano una chicca che consiste fondamentalmente nella riproposizione delle seconde demo (datate rispettivamente 1993 e 1992) di entrambe le band, arricchite di un brano ciascuna, release che all’epoca sarebbero state altrimenti introvabili. Fin da subito, nonostante una produzione piuttosto grezza, i due gruppi mostrano in potenza ciò che diventeranno in atto negli anni successivi, anzi già a partire da questi lavori si intuisce chiaramente la differenza di intenti tra i due gruppi, e in un panorama ancora in pieno sviluppo come quello del Black Metal dei primi anni Novanta gli Enslaved colpiscono per la loro forte personalità. Continua a leggere

DARKTHRONE
“Panzerfaust”

Ritengo che sia davvero impossibile riuscire a dare una valutazione oggettiva ai quattro capolavori del cosidetto “periodo d’oro” dei Darkthrone. L’intrinseca qualità e la personalità di ogni singolo disco è talmente elevata e forte da dover lasciare al gusto soggettivo di ognuno la scelta del proprio preferito. Nel mio caso, ovviamente, tale scelta si è riversata senza alcun dubbio su “Panzerfaust”. Continua a leggere

DEATH
“Symbolic”

Pur dovendo fare i conti con gli abbandoni illustri di Andy LaRocque alla chitarra e di Steve DiGiorgio al basso, “Symbolic” occupa un ruolo di primissimo piano nella fenomenale discografia dei Death in virtù del suo essere in grado di coniugare al meglio l’aggressività e l’irruenza dei primi album con i tecnicismi e la creatività di un lavoro come “Individual Thought Patterns”, riuscendo a spazzar via ogni eventuale perplessità fin dalle prime note dell’opener “Symbolic”, brano che delinea al meglio quel che troveremo durante l’intero lavoro: precisione e potenza al servizio di una musica in grado di emozionare e penetrare nel più profondo dell’anima. Continua a leggere