BLACK JESTER
“The Divine Comedy”

Lo metto per iscritto sin da subito, su questa recensione non posso che essere di parte. Questo terzo e purtroppo ultimo lavoro dei nostrani Black Jester, dall’emblematico titolo di “The Divine Comedy”, è stato per il sottoscritto oggetto di infiniti ascolti durante ultimi anni di liceo. Ricordo che scoprì il gruppo capeggiato dal chitarrista Paolo Viani in una recensione trovata su un numero di Metal Hammer dell’epoca, e siccome in quel periodo mi stavo avvicinando al Progressive, nello stesso lasso di tempo andai pazzo pure per i Symphony X, non potevo rinunciare all’idea di ascoltare un gruppo italiano così temerario da poter dare una propria interpretazione musicale al capolavoro di Dante Alighieri. Infatti, come il Sommo Poeta compiva il suo viaggio tra inferno, purgatorio e paradiso, la band struttura il disco nella stessa modalità, dividendolo in tre lunghe suite per una durata totale superiore all’ora. Sto parlando di questo lavoro, uscito originariamente nel 1997 per conto della Elevate Records, non solo per menzionare l’ottima ristampa fatta dalla medesima etichetta a distanza di più di vent’anni, ma soprattutto per ricordare Alexis D’Este, scomparso prematuramente ad inizio maggio. Continua a leggere

THERION
“A’arab Zaraq – Lucid Dreaming”

Dopo l’exploit arrivato con “Theli”, ricordo bene come tutti fossimo in trepidazione per una nuova uscita della band svedese. E ricordo perciò come fosse stato ieri la esaltazione adolescenziale che mi prese quando scovai “A’arab Zaraq – Lucid Dreaming”. Fomento che però, a dirla tutta, si sgonfiò quasi subito quando mi resi conto che questo lavoro non era propriamente il tanto atteso successore di “Theli”, bensì una celebrazione dei dieci anni di attività della band in cui accanto a solo due brani provenienti dalle session di “Theli”, “Into Remembrance” e “Black Fairy”, e pubblicati fino ad allora nella versione giapponese del disco, trovavano spazio tutta una serie di cover, oltre che una serie di brani strumentali originariamente scritti da Johnsson per un film mai pubblicato e chiamato “The Golden Embrace”. A parecchi anni di distanza dalla prima delusione giovanile (lo ascoltai davvero poche volte in quel periodo), l’ho un po’ rivalutato, anche se rimane un disco decisamente poco interessante all’interno della discografia degli svedesi. Continua a leggere

ABSU
“The Third Storm Of Cytraul”

Dopo aver raggiunto ed imposto un nuovo standard al Black Metal con il seminale “The Sun Of Tiphareth”, gli Absu aprono con il successivo “The Third Storm of Cythraul” la cosidetta “trilogia dei celti”, che proseguirà nell’EP “In The Eyes Of Ioldanach” e terminerà con “Tara”. Questo terzo full-lenght dei texani mostra un sound più sporco e rozzo del predecessore, ponendo maggiormente in luce l’anima Thrash della band. Messe parzialmente da parte le atmosfere epicheggianti, gli Absu, ormai stabilizzati nel trio Ifernain, Shaftiel e Proscriptor, tirano fuori dal cilindro un disco estremamente veloce e tirato, da puro headbanging, pieno di stop’n’go ed assoli al fulmicotone. Continua a leggere

ENSLAVED
“Eld”

Anno 1997. Gli Enslaved, dopo aver dato alle stampi capolavori immortali come il debutto “Vikingligr Veldi” ed il seminale “Frost”, erano spariti nel nulla. La notizia che Trym fosse passato nelle file degli Emperor, al posto dell’incarcerato Bard Faust, fece temere il peggio per i vichinghi di Bergen, ma contro ogni aspettativa i nostri fecero uscire “Eld”, che tradotto dal norvegese significa “fuoco”. Assoldato lo sconosciuto batterista Harald Helgeson, gli Enslaved riescono nell’impresa di sfornare, quello che a mio avviso è il loro miglior disco di sempre. Continua a leggere

EMPEROR
“Anthems To The Welkin At Dusk”

Se il precedente “In The Nightside Eclipse” aveva fatto comprendere al mondo che il Black Metal non era solamente face-painting, Satana e tanto tanto rumore, ma che era anche possibile veicolare attraverso questo tipo di musica sensazioni malvagie e oscure utilizzando composizioni, si sempre violente, ma anche articolate ed elaborate, “Anthems To The Welkin At Dusk” è l’espansione all’ennesima potenza di questo “concetto” portato avanti dal nucleo artistico e musicale capeggiato da quel genio di Ihsahn. Continua a leggere