THYRANE
“Black Harmony”

Leggesi Thyrane ma dicesi Dimmu Borgir. Questo è in sostanza il succo di questa recensione relativa a questa ristampa ad opera della Woodcut Records del demo di esordio, datato gennaio 1997 e subito pubblicato su Cd nel gennaio successivo sempre da parte della Woodcut Records, dei finlandesi Thyrane. In tutta sincerità non mi pare di avere mai ascoltato niente di loro in passato, eppure quando ho visto la copertina di questo “Black Harmony” ho avuto la forte sensazione di averci avuto già a che fare in passato. Sensazione che è ulteriormente cresciuta quando ho riascoltato il promo in mio possesso. Continua a leggere

THERION
“Vovin”

Come avevo già detto nell’introduzione della recensione di “Theli”, “Vovin” può essere visto come una sorta di punto di arrivo della progressione artistica dei Therion. Per quanto i nostri non abbiano mai sbagliato veramente un disco, non nascondo che tutto quello che è uscito da “Deggial” in avanti, non fa altro che girare intorno alla triade “Lepaca Kliffoth”“Theli”“Vovin”, tirando fuori cose più o meno riuscite. Ma il nucleo centrale del sound dei Therion è praticamente qui. Stravolta ancora una volta la formazione con l’inserimento dei misconosciuti Tommy Eriksson alla chitarra e del batterista Wolf Simon, facendosi poi aiutare in fase di registrazione e di mixaggio da Siggi Bemm, e da Jan Kazda per la conduzione di cori e orchestra, come su “Theli” Johsson si circonda di ospiti importanti, iniziando dalle due magnifiche voci femminili di Sarah Jezebel Deva, storica presenza nei Cradle Of Filth, e di Martina Hornbacher, all’epoca appena uscita allo scoperto con l’interessante “Komodia”, debutto dei Dreams Of Sanity. A queste si affiancano poi altre tre guest di rilievo come Waldermar Sorychta per alcune parte di chitarra, Ralph Scheepers alla voce su “The Wild Hunt” e Lorentz Aspen dei norvegesi Theater Of Tragedy, presente all’organo Hammond sulla suite “The Draconian Trilogy”. Ovviamente, è presente anche una orchestra vera e propria, la The Indigo Orchestra, nonché un nutrito stuolo di cantanti lirici. Continua a leggere

ENSLAVED
“Blodhemn”

All’indomani del successo del precedente “Eld”, disco che viene ritenuto da molti come una delle pietre miliari del Viking, gli Enslaved decidono di cambiare ancora una volta pelle, reclutando tra le loro fila Roy Kronheim (ex Desekrator) alla seconda chitarra ed il batterista Dirge Rep, già ben conosciuto per le sue prestazioni nei primi lavori dei Gehenna e per la sua militanza in diverse band norvegesi, tra le quali cito giusto i Djevel. Questa ultima scelta apparentemente già è un sintomo della decisione da parte del duo Bjørnson/Kjellson di voler tornare verso lidi più violenti ed in linea con il seminale “Frost”, sebbene i nostri non sembrino voler rinunciare alle atmosfere cariche di epicità del precedente “Eld”, a cui si vanno ad aggiungere piccole incursioni di synth dal vago sapore psichedelico, fatto che a posteriori può anche essere interpretato come un preludio della svolta che avverrà con il successivo “Mardraum: Beyond The Within”. Continua a leggere

DEATH
“The Sound Of Perseverance”

Visto ciò che ci ha riservato la Storia con la prematura scomparsa di Chuck Schuldiner, potrebbe sembrare quasi inevitabile e doveroso parlare di “The Sound Of Perseverance” come di una sorta di canto del cigno o di testamento spirituale dell’artista e della sua creatura. Invece l’ultima fatica dei Death è qualcosa di diverso, non fosse altro per l’essere stata inizialmente concepita come prima uscita del nuovo progetto Control Denied. Continua a leggere