BRANT BJORK
“Jalamanta”

Nell’ambito dell’eccelso lavoro di ristampa dell’ampio catalogo di Brant Bjork da parte della Heavy Psych Sounds, non poteva mancare quello che da molti è considerato come la summa artistica del polistrumentista americano, ossia il suo debutto in veste solista “Jalamanta”. Originariamente rilasciato nel 1999 dalla Man’s Ruin Records con la mitica cover che ritrae Brant in pieno stile “Festa dei morti messicana”, e successivamente ristampato diverse volte dallo stesso Brant con la sua etichetta Duna Records, “Jalamanta” arriva dopo tutta una serie di esperienze musicali vissute dall’artista dopo lo scioglimento dei Kyuss, e che verranno poi riversate in questo lavoro, creando di fatto le basi per il personalissimo stile musicale che Brant proporrà nel corso della sua lunga discografia. Nonostante venga considerato come uno dei padri dello Stoner, questo “Jalamanta” marca notevolmente le distanze dal suo passato recente e soprattutto dai suoi ex-compari, Josh Homme in primis. Continua a leggere

NEVERMORE
“Dreaming Neon Black”

Non e’ passato molto tempo dall’enorme tragedia relativa alla morte di Chris Cornell, che oggi mi ritrovo qui su Hypnos Webzine a scrivere un’altra recensione tributo al grandissimo Warrel Dane. Una perdita assolutamente enorme per il mondo del Metal, dal momento che per molti metallari della mia generazione, la sua unica ed inimitabile voce e’ stata la compagna dei nostri periodi più oscuri e sfumati anche dalla depressione. Warrel e’ stato in grado di prendere una band dalle doti tecnice incredibili, i Nevermore, e trascendere il loro Power Thrash, se cosi’ possiamo banalmente etichettarlo, in un qualcosa di totalmente anomalo e personale, rendendo la sua voce un mezzo unico per incanalare tutti i nostri demoni interiori. I Nevermore non sarebbero mai stati i Nevermore senza la sua voce, anzi sono sempre piu’ convinto che l’unicità interpretativa di Warrel e’ stato ciò che ha reso i Nevermore una band totalmente avulsa dal resto. Continua a leggere

THERION
“Crowning Of Atlantis”

Forse spinti dal grosso numero di vendite ottenuto con “Vovin”, a quei furbacchioni della Nuclear Blast non è parso vero di trasformare quello che doveva essere in origine un semplice EP, con alcune cover e brani live, in un vero e proprio full length. Pur essendo più curato e meglio assemblato di “A’arab Zarab Lucid Dreaming”, questo “The Crowning Of Atlantis” è un’uscita che di certo non è fondamentale all’interno della discografia dei Therion. Nessuno dei tre inediti presenti, uno dei quale poi dà anche il titolo all’album, è realmente interessante, risultando anzi molto simili come impostazioni a brani già ascoltati su “Vovin”, e quindi probabilmente provengono dalla stesse sessioni compositive. Continua a leggere