THERION
“Secret Of The Runes”

Dopo un lungo e faticoso anno, è tempo di riprendere in mano la lunga storia dei Therion, ripartendo da un altro disco della discografia piuttosto controverso, almeno cosi è per il sottoscritto, ossia “Secret Of The Runes”. Per il successore di “Deggial”, il buon Johnsson mantiene stranamente intatta la line-up di base, ossia affidando la parte solistica e basso ai due fratelli Niemann, e confermando alla batteria Sami Karppinen. Ispirato dal libro “Uthark: Nightside Of The Runes” dello stesso Thomas Karlsson, fondatore dell’ordine esoterico del Dragon Rouge e storico autori di testi per la band svedese, musicalmente parlando, “Secret Of The Runes”, pur non discostandosi di molto dalle coordinate mostrate sul precedente disco, risulta essere maggiormente risolto ed a fuoco. Continua a leggere

DETERIOROT
“In Ancient Beliefs”

Come già detto in occasione della ristampa/compilation degli Hybernoid, è assolutamente da lodare il lavoro di ristampe da parte della Xtreem Music, abile nell’andare a rovistare tra le uscite di gruppi minori degli anni ’90 per riproporle con un artwork nuovo di zecca e l’aggiunta di qualche rarità. In questa recensione, vado ad occuparmi di questi misconosciuti, almeno per quanto mi riguarda, Deteriorot. Questo quartetto americano, capitanato dal cantante/chitarrista Paul Zavaleta, nonostante sia attivo sulla scena da quasi trent’anni, possono contare su una discografia decisamente limitata, in cui spiccano solamente due full-lenght: il qui recensito “In Ancient Beliefs”, rilasciato originariamente dalla Repulse nel 2001, e “The Faithless”, uscito quasi dieci anni dopo per la Xtreem Music. Continua a leggere

ABSU
“Tara”

Ci son voluti ben quattro anni agli Absu per dare un seguito al buono “The Third Storm Of Cytraul” e terminare la cosidetta trilogia celtica, sebbene non si possa dire che il terzetto texano sia rimasto con le mani in mano, dato che durante questo tempo ha realizzato un EP (“In The Eyes Of Ioldanàch”) ed una VHS con i videoclip di quattro brani. Ad ogni buon conto, qualcosa è sicuramente cambiato nei rapporti di forza del gruppo, e questo si nota semplicemente dando un’occhiata alle note del booklet, da cui salta subito agli occhi il totale isolamento di Ifernain, solito a scrivere in passato le “lyrical obscurity”, ossia liriche dedicate a temi magici/esoterici spesso connessi alla religione sumerica, e la totale presa di potere compositivo, a livello musicale, di Shaftiel, autore appunto di tutte le musiche, mentre è toccato a Proscriptor il compito di portare a termine l’intera scrittura dei testi. Continua a leggere

ENSLAVED
“Monumension”

“Monumension” non è soltanto il sesto capitolo della discografia degli Enslaved; è un rituale, un’esperienza di ascesi dello spirito attraverso l’aspetto misterico delle rune e della mitologia scandinava. Se già il precedente “Mardraum – Beyond The Within” presentava infatti una sorta di componente enigmatica, questo lavoro dei norvegesi è ancor più imbevuto in un universo criptico e caleidoscopico di difficoltosa e ambigua interpretazione. Continua a leggere

DARKTHRONE
“Plaguewielder”

Se il passaggio dall’era Death a quella Black Metal può essere circoscritto al periodo che vide l’uscita di “Soulside Journey” e “A Blaze In The Northern Sky” (con l’appendice postuma di “Goatlord” solo cronologicamente posteriore proprio in virtù di questo cambio di direzione), così non si può dire per la transizione che portò i Darkthrone verso lidi sonori sempre più influenzati da contaminazioni Thrash, Punk ed Heavy. Questo nuovo corso non ha infatti avuto una nascita brusca e ben identificabile, ma è stato frutto di un’evoluzione graduale che si può far iniziare idealmente con “Ravishing Grimness” e che è diventata pienamente riconoscibile solo con “Hate Them”, con nel mezzo quel “Plaguewielder” che è, per certi versi, la summa stilistica delle varie anime della band. Continua a leggere

DEATH
“Live In L.A. (Death & Raw)”

Di tutte le uscite live, poche sono quelle che meritano attenzione evitando di finire presto ed inevitabilmente nel dimenticatoio come meri surrogati di esperienze che solamente vissute in prima persona sono in grado di trasmettere emozioni altrimenti filtrate ed impalpabili. Anche questo “Live In L.A.” non farebbe eccezioni, eppure la prematura scomparsa del carismatico Chuck Schuldiner lo rende a tutt’oggi memorabile (un po’ come è successo, seppur con maggior fortuna, per il “Live In Leipzig” dei Mayhem), fornendo un’istantanea audiovisiva del compianto frontman e della sua creatura in azione. Continua a leggere

WYRD
“Heathen”

I Wyrd, gruppo finlandese incentrato sulla figura di Narqath (già in Azaghal) e nato dalle ceneri degli Hellkult, giungono nel 2001 al debutto sulla lunga distanza e, fregandosene di ogni logica e timore reverenziale, rilasciano “Heathen”, un lavoro assolutamente atipico non tanto per la durata o la proposta musicale quanto per il suo essere composto da un’unica traccia di oltre 50 minuti. Continua a leggere

EMPEROR
”Prometheus – The Discipline of Fire & Demise”

A conclusione della loro carriera, nel 2001 gli Emperor pubblicarono un concept album basato sul mito di Prometeo. “Prometheus” venne criticato da più parti, soprattutto da coloro che non accettavano l’evoluzione intrapresa dalla band già col precedente “IX Equilibrium”: una “maturazione” sonora che, in questo caso, si manifesta in tutta la sua intensità. Continua a leggere