THERION
“Sirius B”

Ho considerato per troppo tempo “Sirius B” come il fratello minore di “Lemuria”, non saprei dari una ragione principale per questa mio errato giudizio, forse potrebbe essere dovuto al fatto che all’epoca comprai in offerta la versione a doppio cd contenente entrambi i lavori, e come spesso succede con i doppi cd, mi soffermai a lungo su “Lemuria”, il lato a, e tralasciando di approfondire con cura questo “Sirius B”. Poi, guardandomi alcuni dei molteplici live pubblicati dalla band nel corso di questi anni, ho iniziato con il tempo a riscoprirlo. Un po’ come poi è capitato con “Secret Of The Runes”. Ed in effetti, pur ritenendolo ancora un pelino sotto il fratello “Lemuria”, devo anche ammettere che ci siano al suo interno bran i dalla notevole caratura, tipo l’opener “Blood Of Kingu” o “Dark Venus Persephone”, una specie di seguito “Birth Of Venus Illegittima”. Continua a leggere

THERION
“Lemuria”

Il colosso a due teste “Lemuria”\“Sirius B” viene considerato da molti come il vero capolavoro dei Therion, ed il perfetto compimento dell’evoluzione verso la commistione tra Heavy Metal e la musica Sinfonica. Sebbene lo stacco qualitativo rispetto a “Deggial” e a “The Secret Of The Runes” sia decisamente netto sin dalla stupenda opener “Typhos”, secondo me rimane una esagerazione metterlo sullo stesso livello di un “Theli” o un “Vovin”, che possedevano una freschezza ed innovazione decisamente superiori. Tuttavia, non si può negare che “Lemuria” sia un disco praticamente perfetto, con la scelta di riutilizzare delle voci solistiche più affini al Metal, tra i quali graditissimo il ritorno del buon Piotr Wawrzeniuk con le ottime prestazioni sulla title-track e “The Dreams of Swedenborg”, nonchè la presenza del grandissimo Mats Leven sulla devastante “Uthark Runa” e la ruvida “Abraxas”. Continua a leggere

AZAGHAL / BLACK DEATH RITUAL
“Neljä Vihan Vasaraa / Four Hammers Of Hate”

Il 2004 è stato indubbiamente un anno molto prolifico per Narqath, vista la grande quantità di materiale pubblicato sia con gli Azaghal che con il suo side project più noto, i Wyrd. Tra tali uscite rientra anche questo split 12” fatto uscire in 800 copie assieme ai conterranei Black Death Ritual per volontà della piccola Hammer Of Hate. Tocca proprio a Narqath e soci il compito di aprire il lavoro con quattro brani che in sostanza riprendono quanto fatto nel precedente full-lenght “Perkeleen Luoma”, con l’unica differenza che in questa situazione la band dimostra di riuscire a mantenere costante una certa ispirazione. La produzione è sporca nella giusta maniera, ma riuscendo comunque a dare alle chitarre una certa corposità e dinamicità. Continua a leggere

AZAGHAL / KRIEG
“Krieg / Azaghal”

A cavallo tra il non del tutto convincente full “Perkeleen Luoma” e la successiva ed inaspettata svolta moderna intrapresa con “Codex Antitheus”, gli Azaghal trovano il tempo per sfornare un eccellente 10” in compagnia dei Krieg. Distribuito dalla From Beyond in sole 666 copie, questo split presenta un’unica traccia firmata Azaghal e due brani portati dagli americani, a cui spetta l’apertura del lavoro con due ottimi pezzi scritti durante le sessioni per la stesura del loro full-lenght “The Black House”. Il primo, intitolato “Every Wound Burned”, è una track molta veloce e violenta, ulteriormente esaltata da una grande prestazione vocale di Lord Imperius e da una produzione grezza ma allo stesso tempo ben efficace nel esaltare la dinamicità della batteria e nel definire la compattezza del wall-of-sound delle chitarre. Continua a leggere

AZAGHAL
“Perkeleen Luoma”

Dopo il non esaltante EP di antipasto “Kyy”, che aveva visto gli Azaghal debuttare con la norvegese Aftermath Music, arriva a distanza di qualche mese anche il loro atteso quarto full-lenght intitolato “Perkeleen Luoma”, una release che può essere vista contemporaneamente sia come un tentativo del combo finlandese di ritornare alle proprie origini, con suoni sporchi e zanzarosi a farla da padrone, sia come una continuazione del percorso di contaminazione con il Thrash intravisto su “Of Beasts and Vultures” o, in maniera molto meno convincente, sul già citato EP “Kyy”. Tuttavia, il risultato finale non riesce a convincere del tutto per un semplice motivo: i brani proposti sono fin troppo altalenanti dal punto di vista della qualità. Continua a leggere