NJIQAHDDA
“Nji”

Con questa recensione mi appresto ad iniziare un’opera alquanto impossibile, ossia provare a recensire tutti i lavori, compresi singoli e split, pubblicati dai Njiqahdda dal 2005 fino alla loro attuale ultima uscita, ossia l’EP “Clouds Upon Sanctuary” del 2017. Ho avuto una forte fascinazione per la band sin da quando un mio amico mi consigliò l’ascolto di “Nji. Njiijn. Njiiijn.”, bellissimo full-lenght pubblicato nel 2008, che mi frastornò totalmente con quello stranissimo mix di Black, Ambient e Psichedelia. Da quel momento, ho cercato per un paio di anni di stare anche dietro alla loro gigantesca discografia, ma poi, complici le mie scarse risorse economiche, unite alla loro eccessiva prolificità, ho dovuto abbandonarli al loro destino. Adesso, complice anche la pubblicazione di tutta la loro opera omnia su Bandcamp da parte della E.E.E. Recordings a dei prezzi tutto sommato abbordabili, ovviamente per gli mp3 ad alta qualità, ho deciso di rimboccarmi le maniche e fare un bel ordine di tutto il loro catalogo musicale, partendo da quel “Nji” da cui tutto ebbe inizio. Continua a leggere

AZAGHAL
“Codex Antitheus”

Non passa neppure un anno da “Perkeleen Luoma” e gli Azaghal tornano sulle scene con un nuovo full lenght, pubblicato niente di meno che dall’Avantgarde Music. Se il precedente lavoro aveva messo in evidenza qualche ombra in fase compositiva, questo “Codex Antitheus” sembrava poter portare il gruppo finlandese ad un punto di svolta significativo. Infatti, con questa nuova fatica, gli Azaghal sembravano incanalarsi in un nuovo corso più moderno, col mai pienamente esploso flirt con il Thrash che viene prepotentemente allo scoperto (si sentano “Kumarra Petoa” o “30 Hopearahaa”) pur mantenendo pressoché intatte le radice darkthroniane del loro sound. Inoltre, Narqath e soci decidono di introdurre anche alcuni inserti decisamente “Heavy”, sempre “Kumarra Petoa”, e di tirare finalmente un po’ il freno per concentrarsi su parti più lente e maligne (la conclusiva “Sieluton”). Continua a leggere

DARKESTRAH
“Embrace Of Memory”

Ricordo ancora oggi come all’epoca rimasi piuttosto scettico e parzialmente deluso da questo “Embrace Of Memory”, secondo lavoro firmato Darkestrah, non credendo che dopo il poco riuscito mini “The Way To Paganism” la band kirghisa decidesse di continuare su quella strada, ma confidando invece in un ritorno verso il Folk Black del loro stupendo debut album “Sary Oy”. I nostri invece tirano dritto e propongono una serie di brani che espandono quanto mostrato nell’EP e anzi, non soddisfatti, si spingono fino a riprodurre nel full tutte le tracce presenti in “The Way To Paganism” (“Black Cathedral”, “Human Hopes” e la cover dei Pagan, “Marching Of The Hordes”). Continua a leggere

DARKESTRAH
“The Way To Paganism”

Dopo lo splendido disco di esordio “Sary Oy”, un vero gioiellino di Black Folk che ha permesso al gruppo di far conoscere al mondo le tradizioni del loro paese, il Kirghizistan, una repubblica ex-sovietica confinante con la Cina, ecco che nell’attesa del loro secondo full-length i Darkestrah fanno uscire per la No Colours questo piccolo antipasto limitato a sole trecento copie e contenente tre brani, tra cui una cover dei Pagan. La line-up presente su questo breve lavoro è ridotta a soli tre membri: Asbath alla batteria, Kriegtalith alle vocal e Resurgemus che si occupa delle chitarre e dei synth. Guest importante in questo EP è sicuramente Kanwulf / Ash, che si occupa della registrazione e del mixaggio. Continua a leggere