THERION
“Celebrators Of Becoming”

Come avevo già detto nella recensione di “Live In Midgard”, questo “Live In Mexico”, contenuto in questo lussuoso cofanetto intitolato “Celebrators Of The Becoming”, pur essendo stato pubblicato a soli quattro anni di distanza dal precedente, è un concerto decisamente più professionale e godibile. Forse inferiore solo al successivo “Live Gothic”, i Therion sciorinano in maniera impeccabile due ore e passa dalla loro ormai lunga discografia, irrobustendo ulteriormente la parte Metal a discapito di quella sinfonica, ma riuscendo a migliorare ulteriormente l’integrazione con i cori operistici, rappresentati qui da due baritoni, un alto e due soprani, con una Karin Fjellander in stato di grazia sulla parti soliste. Da aggiungere poi la presenza di quel fenomeno di Mats Leven, forse un po’ sottoutilizzato, ma ben a suo agio sull’intero repertorio dei Therion, sia a livello solista, che integrato nel coro. Continua a leggere

AZAGHAL
“Luciferin Valo”

Uscito a pochi mesi di distanza da “The Ghost Album” del suo famoso side project Wyrd, il sesto full length da parte di Narqath e soci, intitolato “Luciferin Valo”, vede i finlandesi continuare la collaborazione con Avantgarde Music. Sebbene la formazione sia rimasta la stessa del precedente e controverso “Codex Antitheus”, questa nuova release segna una ulteriore svolta nella carriera musicale del gruppo. Infatti, se quel lavoro mostrava un deciso cambio di rotta verso lidi moderni e fortemente influenzato dal Thrash, “Luciferin Valo” pone le basi per un più netto ritorno al passato, ponendosi in scia a quanto fatto nel non troppo convincente “Perkeleen Luoma”. Questa svolta, che potremmo definire in maniera scherzosa “true”, viene comunque ulteriormente confermata anche dalla decisione di ri-registrare e riproporre come opening track “Black Terror Metal”, uno dei loro più famosi cavalli di battaglia originariamente presente nello split con i Mustan Kuun Lapset. Continua a leggere

ENSLAVED
“Ruun”

Dopo un gran disco come “Isa”, era chiaro che le mie aspettative per il suo successore fossero decisamente alle stelle. Quindi, ecco che dopo un paio di anni arriva il tanto atteso “Ruun”, un lavoro che sin dalle sue prime battute mette in mostra un sound decisamente più soft, ottenuto tramite un maggiore spazio dato alle tastiere ed alle ottime clean vocal di Herbrand Larsen, rimanendo comunque perfettamente in linea con quanto ascoltato nel precedente “Isa”. I brani risultano essere più concisi e caratterizzati dal minor spazio concesso alle divagazioni strumentali, anche se persiste l’alternanza tra sfuriate Black e partiture più psichedeliche, nelle quali le tastiere di Larsen continuano sempre a giocare un ruolo fondamentale. Continua a leggere

DARKTHRONE
“The Cult Is Alive”

Come preannunciato nella precedente recensione dell’ EP “Too Old Is Too Cold”, “The Cult Is Alive” rappresenta per certi versi l’album della svolta per il duo norvegese. A partire da questo tredicesimo full length, Fenriz e compare mandano infatti tutti direttamente a quel paese, ed iniziano a comporre e registrare musica totalmente devota ai propri ascolti di gioventù, creando una sorta di corto circuito sonoro nella band. Per questo motivo è interessante citare una parte del flyer che accompagnava la release del cd ed avente le testuali parole: “Brimming with attitude and soul” (tradotto: colmato con attitudine ed anima), “call it Black Metal or evil Rock, I don’t care” (chiamatelo Black Metal o evil Rock, non m’importa). Continua a leggere

DARKTHRONE
“Too Old Too Cold”

“Too Old Too Cold” rappresentava, fino a quel momento, il primo ed unico EP rilasciato nella loro lunga e prolifica carriera dai Darkthrone, ma allo stesso tempo vedeva anche il ritorno del duo sotto le insegne della Peaceville. Questo all’epoca segno quasi uno scandalo per molti dei più accaniti fan della band, che temevano una possibile deriva commerciale del loro sound. Quanto di più falso, almeno per il sottoscritto. Anzi, Fenriz e compare diedero con questo EP inizio ad una vera e propria rivoluzione e trasformazione della loro musica,andando ad imbastardire il loro Raw Black Metal con il Punk. Continua a leggere