THERION
“Gothic Kabbalah”

Non so sia stato già accennato in precedenza su qualche altra precedente recensione dei Therion, ma per me questo “Gothic Kabbalah” rappresenta il culmine della seconda parte della carriera della band svedese. Ben più degli ottimi “Lemuria” e “Sirius B”, “Gothic Kabbalah” riesce a plasmare e modellare tutte le varie intuizioni avute dal suo mastermind nel corso di questi ultimi anni, ed a riproporle in uno stile più fresco e moderno, creando anche un certo distacco dal classico suono sinfonico che ha sempre contraddistinto i Therion. Infatti, compaiono in questo disco numerosi riferimenti al Folk (la title-track) e al Gothic (la meravigliosa “The Perennial Sophia” con uno splendido duetto tra Katharina Lilja e Mats Leven), adottando un songwriting piuttosto elaborato che in certi casi potrebbe richiamare il Progressive (la stupenda suite conclusiva di “Adulruna Rediviva”). In generale, il suono è certamente meno potente rispetto al passato, con le chitarre che perdono la loro supremazia in fase di mixing, ma il complesso impasto vocale tra voci, cori ed altri strumenti è certamente più che ottimizzato. Continua a leggere

DARKTHRONE
“F.O.A.D.”

Fuck Off And Die. Sono queste semplici parole a racchiudere l’essenza dei Darkthrone modello 2007. Una band sempre più svincolata da qualsiasi forma di compromesso o cedimento e ben decisa ad intrapendere una propria e personale strada, totalmente incurante del proprio glorioso passato musicale. Un modo di fare che come attitudine è Black Metal al cento per cento, ma che per molti continua a risultare indigesto, soprattutto a causa della cosidetta svolta “black’n’roll” avvenuta a partire dalla precedente release. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Epos”

Dopo il maestoso “Sary Oy”, opera prima che univa alla perfezione Black Metal e sonorità della loro terra d’origine, e il non esaltante e prevedibile “Embrace Of Memory”, album troppo accademico e con pochi spunti degni di nota, i Darkestrah giungono con ”Epos” al fatidico terzo album. E lo fanno mettendosi in gioco e rischiando, dando alle stampe un lavoro composto da un’unica traccia di oltre 30 minuti, per l’appunto “Epos”, un racconto incentrato sulla figura del lago Issyk-Kul e della città che la leggenda vuole sia celata dalle sue acque. Continua a leggere

MEMBARIS
“Into Nevermore”

Come si può essere originali ma fedeli alla tradizione, violenti e allo stesso tempo mantenere quella vena melodico-malinconica Black? Credo sia impossibile riuscire a teorizzare un summa di cotanti qualità così a parole, l’unica cosa che si può dire è che servono certamente quantità smisurate di talento e che solo durante l’ascolto è possibile riuscire finalmente a figurarsi realmente come tutto ciò sia davvero possibile. Continua a leggere

BLASPHEMOPHAGHER / NECROHOLOCAUST
”Triumph Of Abominations”

Penso che non ci sia titolo più eloquente per presentare nel modo più efficace ed immediato possibile questa blasfema collaborazione italo-canadese nel segno del Black-Death Metal più marcio e brutale. Due canzoni a testa per una durata di poco più di dieci minuti ma che lasciano effetti tangibili sulla pelle (e soprattutto nelle orecchie). Continua a leggere

DRUDKH
“Enstrangement”

“Estrangement”, ossia alienazione, così si intitola questo sesto full-lenght di Saenko & soci, un lavoro dal minutaggio abbastanza risicato, 36 minuti scarsi, distribuiti in quattro tracce. Se nelle due precedenti uscite, “Anti Urban” e “Songs Of Grief & Solitude”, i Drudkh hanno cercato di cambiare un po’ le carte in tavola, in questo release, la band decide di ritornare su sentieri già battuti in quel capolavoro che risponde al nome di “Blood In Our Wells”. Continua a leggere