THERION
“Live Gothic”

Non so quanto ci fosse effettivamente la necessità di un ennessimo DVD live a così poca distanza da quel “Live In Mexico” raccolto poi nel cofanetto “Celebrators Of The Becoming”, fatto sta che questo è il miglior live dei Therion in circolazione fino ad oggi. Se “Gothic Kabbalah” era stato un nuovo punto di rinascita per il buon Christopher, la formazione messa in piedi per questo nuovo tour di supporto è senza alcun dubbio la più performante che il biondo chitarrista abbia mai avuto. L’affiatamento con i fratelli Niemann ed il batterista Petter Karlsson è ai massimi livelli, ma è soprattutto la parte vocale a lasciare estremamente stupefatti, con un Mats Leven su livelli stellari e il buon Snowy Shaw meno gigione del solito e molto a suo agio sulle parti liriche. Continua a leggere

AZAGHAL
“Omega”

A meno di due anni dal controverso “Luciferin Valo”, gli Azaghal si accasano presso la Moribound Records e pubblicano il loro settimo album dall’emblematico titolo di “Omega”. Se nella precedente uscita Narqath e soci avevano cambiato di nuovo rotta, rinnegando in parte il moderno Thrash/Black del riuscito “Codex Antitheus” in favore di un ritorno alle loro origini più minimali, con questo “Omega” la band decide di rimescolare ancora una volta le carte in gioco, facendo confluire in tale disco diverse influenze del passato, ma anche piccoli estratti tipicamente Wyrd, il più famoso side-project del leader Narqath. Infatti, sono molti i punti di contatto con lavori quali “Kyy” e “Perkeleen Luoma”, con i nostri che tornano ad innestare nel proprio sound di marca tipicamente Darkthrone molti elementi di stampo slayeriano, come pure degli interventi di synth che non possono non ricordare i Wyrd dell’ultimo periodo. Continua a leggere

ENSLAVED
“Vertebrae”

Si sa, l’evoluzione può essere davvero una brutta bestia, soprattutto se alle spalle si ha una carriera importante come quella degli Enslaved. Reputati i padri del Viking Metal, e tra i primi ad usare antiche lingue nordiche nelle lyrics, i nostri iniziarono un bel tira e molla con il proprio passato musicale fin dall’uscita di “Mardraum: Beyond The Within”, nel quale si intravedevano i primi accenni di Progressive Metal all’interno del loro sound. Da qui è stata una progressione continua fino all’uscita di “Isa”, che ha riportato in auge le vecchie sonorità di capolavori del calibro di “Vikingligr Veldi” e “Frost”, seppur integrate alla rinnovata voglia di sperimentare nuove soluzioni stilistiche, scelta ben presto ripresa con l’interessante “Ruun”, che comunque segnalava una netta volontà di dirigersi verso sonorità decisamente più soft, attraverso la limatura delle tipiche asprezze Black in favore di architture Progressive di chiara matrice pinkfloydiana. Continua a leggere

FOREFATHER
“Steadfast”

“Steadfast”, sesto album dei Forefather, band Viking Metal proveniente dall’Inghilterra, è un album eccellente, ad oggi è probabilmente la loro migliore creazione. Uscito originariamente nel 2008 e di recente tornato in commercio, esso racchiude in sè molteplici caratteristiche che ne fanno un lavoro di prima qualità. I brani sono infatti costruiti su riff articolati, l’atmosfera è epica, la produzione ottima ed i testi rimandano ad un passato maestoso ed idealizzato, come da più classica tradizione Viking/Pagan Metal. Continua a leggere

DARKTHRONE
“Dark Thrones & Black Flags”

Puntuali come un orologio svizzero, i Darkthrone ritornano, ad un anno di distanza dal meraviglioso e dissacrante “F.O.A.D.”, con questo nuovo opus intitolato sarcasticamente “Dark Thrones & Black Flags”. Un titolo che gioca sia con il proprio nome che con quello dei Black Flags, storico gruppo Punk americano. Se rimaneva ancora qualcuno a nutrire qualche piccola speranza verso un possibile ritorno alle sound delle origini, Fenriz e Nocturno Culto mettono quindi subito le cose in chiaro sia dal titolo che dalla copertina, raffigurante nuovamente lo zombie punk di “F.O.A.D.”, quasi a voler dare un senso di continuità tra questo ed il precedente lavoro. Continua a leggere

DARKESTRAH
“The Great Silk Road”

Se emergere in un panorama musicale sempre più affollato provenendo dal Kirghizistan non deve essere stato affatto semplice, riuscire a confermarsi su alti livelli non era sicuramente un’impresa così scontata, soprattutto avendo alle spalle dei lavori che erano riusciti a catturare l’attenzione anche grazie all’uso di sonorità “atipiche” come quelle della loro terra, che avrebbero però potuto perdere da un momento all’altro gran parte del loro fascino, scadendo nell’autocitazione più becera, se non fossero state opportunamente sorrette da un songwriting capace di rinnovare i propri schemi compositivi. Per tutte queste ragioni, a cui va aggiunta quella più prosaica che li vede come uno dei miei gruppi preferiti, il nuovo album dei Darkestrah era una di quelle uscite che attendevo con più aspettative ed impazienza, visti anche i numerosi ritardi subiti in sede di pubblicazione. Continua a leggere

NEBRUS
“Twilight Of Humanity”

La voce femminile ha svolto nella maggior totalità dei casi un ruolo da “antagonista” in ambito Black Metal, nel senso che il suo utilizzo è stato incentrato su timbriche eteree e sognanti da contrappore agli scream più disparati. Sono poche le eccezioni che sfuggono a questa regola, e di sicuro uno dei migliori esempi di scream al femminile lo troviamo proprio in casa nostra con Cadaveria, la storica ex-vocalist degli Opera IX, ora alla guida del suo omonimo progetto. Oppure, andando fuori dal metal, come non pensare ai vocalizzi blasfemi e maligni della “Serpentessa” Diamanda Galas. Continua a leggere

KRISIUN
“Southern Storm”

La disfatta dei Sepultura, avvenuta alla fine degli anni novanta, ha lasciato ormai da tempo un vuoto enorme nel cuore dei brasiliani, e nei sudamericani in generale, ma non solo. “Southern Storm” è il disco giusto per far rivendicare ai Krisiun quel trono lasciato vuoto da quasi dieci anni. Gruppo sempre coerente con se stesso e riguardo la propria direzione musicale, distruttivi ed animaleschi in sede live, il nome Krisiun si è conquistato il rispetto e l’ammirazione di molti grazie ad una perizia tecnica che aumentava esponenzialmente di release in release ed a lavori, che sebbene notassero una ripetitività di fondo, trapanavano decisamente le orecchie dell’ascoltatore. Continua a leggere