NJIQAHDDA
“Nil Vaaartului Nji”

Pur essendo un EP contenente solo due tracce, ma estremamente lunghe visto che si arriva ad una durata complessiva di oltre quaranta minuti, sono molto affezionato a questo “Nil Vaaartului Nji”. Ricordo che lo comprai insieme al precedente “Nji. Njiijn. Njiiijn.”, più che altro perché intrigato dal fatto di comprare un cd Black Metal con le palme in copertina.  Si lo so, pare una stupidata, ma a quel tempo questo era quel che pensavo. Eppure, nonostante questa motivazione bislacca, l’acquisto fu veramente azzeccato. “Nil Vaaartului Nji” mostra la band a livelli veramente elevati, capaci con due soli brani di riuscire ad evidenziare le molteplici sfaccettature della loro musica. Continua a leggere

FLASKAVSAE \ DARK PROCESSION \ DRØMMER \ LIGHT SHALL PREVAIL \ NJIQAHDDA \ LAVOME
“Faith In The Blood Of Christ”

Come per il precedente split, anche per questo “Faith In The Blood Of Christ”, compilation praticamente introvabile, ho dovuto fare affidamento all’estrema cortesia e gentilezza di Eric dei Njiqahdda, che in meno di ventiquattr’ore mi ha fornito i brani del cd in questione in versione digitale. Nel corso della ricerca di informazioni sulle band coinvolte, quasi tutte sotto contratto con la E.E.E. Recordings e di fatto molti sono progetti alternativi dello stesso Eric, sono venuto a conoscenza dell’esistenza del Christian Black Metal, un’assurda denominazione che riguarderebbe gruppi che adotterebbero il linguaggio Black Metal per veicolare messaggi cristiani. Per carità, ormai la fase trve l’ho passata da parecchio ed ognuno è libero di fare quel che gli pare e piace, ma francamente non trovo molta coerenza con il cantare inni cristiani con una voce in screaming. Insomma, fatto sta che in questa etichetta siano relegati gli stessi Njiqahdda, indizio supportato anche dal progetto dei Light Shall Prevail dello stesso Eric, presenti in questa compilation, il cui full-lenght del 2006 aveva l’esplicito titolo di “Defeat The Reign Of The Horned One Through the Light Of Christ”. Se poi vediamo il nome di questa release, ed affianco il nome dei Njiqahdda, la cosa inizia ad avere molto senso. Continua a leggere

ANCESTRAL \ MERANKORII \ NJIQAHDDA
“Split”

Dopo la seconda parentesi Njiijn, ritorniamo alla band madre per parlare di questo split a tre insieme ai misconosciuti Ancestral e Merankorii. Ad aprire le danze ci sono due lunghi brani del progetto americano portato avanti dal polistrumentista B. e che porta il nome di Ancestral. Su di loro non è che ci sia molto da dire, visto che la loro proposta si limita semplicemente a ripetere in maniera del tutto pedissequa il Black Metal di matrice Burzum, dove a farle da padrone ci sono le urla sguaiate del suo mastermind e la classica produzione da cantina. Non so voi, ma ricordo che in quel periodo di gruppi del genere ne giravano parecchi, e non a caso nello stesso anno produssero anche uno split con gli alfieri del Depressive Wedard, per poi scomparire nel nulla. Ben più strani e particolari risultano invece i Merankorii, anche questo un progetto solista da parte del musicista portoghese Mind Booster Noori, che in questo split album mostra una spiccata tendenza a spaziare attraverso più generi. Infatti, se “Analog Dialog” riprende il classico Dungeon Ambient in stile Isengard o Wongraven, “Summer Rain” si accosta invece più all’Ambient minimalista di “Rundtgåing Av Den Transcendentale Egenhetens Støtte” del buon Conte, sebbene privata di quel feeling oscuro ed arcano che tanto ci mandò fuori di testa da giovincelli. Continua a leggere

NJIIJN
“Tys Lysaj Ani Loparuu”

Dopo il non esaltante “Mal Esk Varii Aan”, lasciamo per un momento da parte il progetto madre e torniamo a parlare dei collaterali Njiijn con questo secondo lavoro chiamato “Tys Lysaj Ani Loparuu”. Se nel debutto “Fortu Manske Orta” si è assistito in diretta ad una terrificante “passeggiata notturna” di un qualche luogo infestato, nel quale il duo ci assaliva con input sonori di vario tipo, permettendoci così di vivere una esperienza sensoriale completa, in questa nuova pubblicazione, i Njiijn provano a (ri)percorrere nuove strade, ma che, detto in maniera molto franca, non sembrano portare molto lontano. L’opener “Njilys Vaan Iiorta” è un lungo dialogo tra deliranti feedback di chitarra e tamburi rituali, che sembrano quasi evocare una sorta di innominabile rito ancestrale. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Mal Esk Varii Aan”

Con questo “Mal Esk Varii Aan”, i Njiqahdda iniziano a immettere sul mercato discografico una incredibile quantità di materiale, che li porterà a pubblicare nell’arco di un quinquennio circa una cinquantina di pubblicazioni tra full-lenght, EP ed una manciata di split. Un numero di per sé già incredibile, ma che però non tiene conto di tutto il materiale uscito con i progetti paralleli Njiijn e Oaks Of Bethel, di cui parleremo nel prossimo speciale estivo. Insomma, una smania produttiva sintomo di una fase di grande creatività, ma che probabilmente alla lunga ha portato il duo americano a disperdere in maniera eccessiva le loro idee. Tornando a parlare del disco in questo, risulta uscito un paio di mesi dopo il precedente ed interessante “Ints | Nji | Verfatu” in una risicata versione di sole venti copie per la Njiijn Arts, e poi successivamente ristampata in cd dalla solita E.E.E. Recordings. In questo lavoro, il duo americano compie una inaspettata inversione ad u nel loro processo compositivo, andando a riproporre un suono che richiama direttamente il loro demo di debutto “Nji”. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Ints | Nji | Verfatu”

Dopo la parentesi dell’esordio dei Njiijn con l’allucinante “Fortu Manske Orta”, torniamo a parlare della band madre con questo “Ints | Nji | Verfatu”, prima uscita di un 2008 che si rivelerà molto proficuo ed intenso per il duo americano. Uscito nel febbraio di quell’anno in autoproduzione firmata Njiijn Arts, seguita puntualmente da una successiva ristampa per conto della E.E.E. Recording, questo disco vede i Njiqahdda recuperare parzialmente le loro origini Black, ma senza rinunciare a quel forte tocco psichedelico che ha caratterizzato in positivo lo stupendo “Njimajikal Arts”. Infatti, la stupenda opener “Lvistagnagsetta” può essere intesa come il corrispettivo di “Blister Within The Hive”, ma declinata in una versione più oscura, che potremmo quasi azzardare Darkwave per via di quel basso così in evidenza. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Aartuu Mortaa”

Un anno dopo il demo d’esordio “Nji”, il duo americano ritorna con un nuovo lavoro, sempre in autoproduzione, recante l’enigmatico titolo di “Aartuu Mortaa”. Solo due i brani presenti, sebbene nella successiva ristampa da parte dell’E.E.E. Recordings sarà presente anche un secondo cd contenente una monotraccia da sessanta minuti, ma che mostrano i Njiqahdda compiere un ulteriore passo verso la maturazione del proprio sound. Infatti, se nel lavoro d’esordio il duo si mostrava ancora legato con un cordone ombelicale al Burzum di “Filosofem”, adesso il duo compie un ulteriore passo verso l’unificazione tra il Black Metal, che in maniera sottile si presenta sotto forma di riffs e distorsione della chitarra di / ed il Dark Ambient. Infatti, la band punta a scarnificare e dilatare il più possibile il proprio sound, puntando su infinite ripetizioni che avvicinano la band americana al filone del Depressive, amplificando il respiro Ambient tramite i numerosi filtri applicati alla voce ed i numerosi riverberi che avvolgono la chitarra di /. Continua a leggere

THERION
“Live Gothic”

Non so quanto ci fosse effettivamente la necessità di un ennessimo DVD live a così poca distanza da quel “Live In Mexico” raccolto poi nel cofanetto “Celebrators Of The Becoming”, fatto sta che questo è il miglior live dei Therion in circolazione fino ad oggi. Se “Gothic Kabbalah” era stato un nuovo punto di rinascita per il buon Christopher, la formazione messa in piedi per questo nuovo tour di supporto è senza alcun dubbio la più performante che il biondo chitarrista abbia mai avuto. L’affiatamento con i fratelli Niemann ed il batterista Petter Karlsson è ai massimi livelli, ma è soprattutto la parte vocale a lasciare estremamente stupefatti, con un Mats Leven su livelli stellari e il buon Snowy Shaw meno gigione del solito e molto a suo agio sulle parti liriche. Continua a leggere

AZAGHAL
“Omega”

A meno di due anni dal controverso “Luciferin Valo”, gli Azaghal si accasano presso la Moribound Records e pubblicano il loro settimo album dall’emblematico titolo di “Omega”. Se nella precedente uscita Narqath e soci avevano cambiato di nuovo rotta, rinnegando in parte il moderno Thrash/Black del riuscito “Codex Antitheus” in favore di un ritorno alle loro origini più minimali, con questo “Omega” la band decide di rimescolare ancora una volta le carte in gioco, facendo confluire in tale disco diverse influenze del passato, ma anche piccoli estratti tipicamente Wyrd, il più famoso side-project del leader Narqath. Infatti, sono molti i punti di contatto con lavori quali “Kyy” e “Perkeleen Luoma”, con i nostri che tornano ad innestare nel proprio sound di marca tipicamente Darkthrone molti elementi di stampo slayeriano, come pure degli interventi di synth che non possono non ricordare i Wyrd dell’ultimo periodo. Continua a leggere

ENSLAVED
“Vertebrae”

Si sa, l’evoluzione può essere davvero una brutta bestia, soprattutto se alle spalle si ha una carriera importante come quella degli Enslaved. Reputati i padri del Viking Metal, e tra i primi ad usare antiche lingue nordiche nelle lyrics, i nostri iniziarono un bel tira e molla con il proprio passato musicale fin dall’uscita di “Mardraum: Beyond The Within”, nel quale si intravedevano i primi accenni di Progressive Metal all’interno del loro sound. Da qui è stata una progressione continua fino all’uscita di “Isa”, che ha riportato in auge le vecchie sonorità di capolavori del calibro di “Vikingligr Veldi” e “Frost”, seppur integrate alla rinnovata voglia di sperimentare nuove soluzioni stilistiche, scelta ben presto ripresa con l’interessante “Ruun”, che comunque segnalava una netta volontà di dirigersi verso sonorità decisamente più soft, attraverso la limatura delle tipiche asprezze Black in favore di architture Progressive di chiara matrice pinkfloydiana. Continua a leggere

FOREFATHER
“Steadfast”

“Steadfast”, sesto album dei Forefather, band Viking Metal proveniente dall’Inghilterra, è un album eccellente, ad oggi è probabilmente la loro migliore creazione. Uscito originariamente nel 2008 e di recente tornato in commercio, esso racchiude in sè molteplici caratteristiche che ne fanno un lavoro di prima qualità. I brani sono infatti costruiti su riff articolati, l’atmosfera è epica, la produzione ottima ed i testi rimandano ad un passato maestoso ed idealizzato, come da più classica tradizione Viking/Pagan Metal. Continua a leggere

DARKTHRONE
“Dark Thrones & Black Flags”

Puntuali come un orologio svizzero, i Darkthrone ritornano, ad un anno di distanza dal meraviglioso e dissacrante “F.O.A.D.”, con questo nuovo opus intitolato sarcasticamente “Dark Thrones & Black Flags”. Un titolo che gioca sia con il proprio nome che con quello dei Black Flags, storico gruppo Punk americano. Se rimaneva ancora qualcuno a nutrire qualche piccola speranza verso un possibile ritorno alle sound delle origini, Fenriz e Nocturno Culto mettono quindi subito le cose in chiaro sia dal titolo che dalla copertina, raffigurante nuovamente lo zombie punk di “F.O.A.D.”, quasi a voler dare un senso di continuità tra questo ed il precedente lavoro. Continua a leggere

DARKESTRAH
“The Great Silk Road”

Se emergere in un panorama musicale sempre più affollato provenendo dal Kirghizistan non deve essere stato affatto semplice, riuscire a confermarsi su alti livelli non era sicuramente un’impresa così scontata, soprattutto avendo alle spalle dei lavori che erano riusciti a catturare l’attenzione anche grazie all’uso di sonorità “atipiche” come quelle della loro terra, che avrebbero però potuto perdere da un momento all’altro gran parte del loro fascino, scadendo nell’autocitazione più becera, se non fossero state opportunamente sorrette da un songwriting capace di rinnovare i propri schemi compositivi. Per tutte queste ragioni, a cui va aggiunta quella più prosaica che li vede come uno dei miei gruppi preferiti, il nuovo album dei Darkestrah era una di quelle uscite che attendevo con più aspettative ed impazienza, visti anche i numerosi ritardi subiti in sede di pubblicazione. Continua a leggere

NEBRUS
“Twilight Of Humanity”

La voce femminile ha svolto nella maggior totalità dei casi un ruolo da “antagonista” in ambito Black Metal, nel senso che il suo utilizzo è stato incentrato su timbriche eteree e sognanti da contrappore agli scream più disparati. Sono poche le eccezioni che sfuggono a questa regola, e di sicuro uno dei migliori esempi di scream al femminile lo troviamo proprio in casa nostra con Cadaveria, la storica ex-vocalist degli Opera IX, ora alla guida del suo omonimo progetto. Oppure, andando fuori dal metal, come non pensare ai vocalizzi blasfemi e maligni della “Serpentessa” Diamanda Galas. Continua a leggere

KRISIUN
“Southern Storm”

La disfatta dei Sepultura, avvenuta alla fine degli anni novanta, ha lasciato ormai da tempo un vuoto enorme nel cuore dei brasiliani, e nei sudamericani in generale, ma non solo. “Southern Storm” è il disco giusto per far rivendicare ai Krisiun quel trono lasciato vuoto da quasi dieci anni. Gruppo sempre coerente con se stesso e riguardo la propria direzione musicale, distruttivi ed animaleschi in sede live, il nome Krisiun si è conquistato il rispetto e l’ammirazione di molti grazie ad una perizia tecnica che aumentava esponenzialmente di release in release ed a lavori, che sebbene notassero una ripetitività di fondo, trapanavano decisamente le orecchie dell’ascoltatore. Continua a leggere