THERION
“The Miskolc Experience”

C’erano molte aspettative da parte del sottoscritto su questo ennesimo live DVD, poiché per la prima volta nella loro carriera i Therion si confrontavano on stage con una vera orchestra e ben due cori. Infatti, a condividere il palco presso la cittadina ungherese di Miskolc con Johnsson e compagni, troviamo la Miskolc Symphony Orchestra diretta dal maestro Markus Stollenwerk, insieme al Choir Of Miskolc National Theatre ed il Miskolc Bartok Choir. Non contenti di voler riproporre brani del loro repertorio con alle spalle una vera e propria orchestra, i Therion decidono anche di riproporre alcune arie sinfoniche e liriche, adattandole al proprio stile musicale. Continua a leggere

AZAGHAL
“Teraphim”

Puntuali come un orologio svizzero, gli Azaghal tornano in pista a quasi un anno esatto di distanza da “Omega” con l’ottavo album della loro carriera, “Teraphim”. Se con “Kalivagi” Narqath era riuscito a rimettere in sesto un gruppo come i Wyrd, autori a mio avviso di una serie di uscita di basso livello, era lecito aspettarsi anche per il suo gruppo principale un come-back altrettanto valido e che potesse finalmente mettere fine ad una instabilità produttiva che durava almeno da più di un quinquennio. Infatti, lo stesso “Omega”, pur mostrando qua e là alcuni brani di qualità, nel complesso dava l’impressione di essere un lavoro “senza rotta” e solo a tratti genuinamente ispirato. “Teraphim”, al contrario, segue in maniera diretta e limpida la strada tracciata da “Kyy” e “Perkeleen Luoma”, ossia quella di un Black dai suoni moderni e robusti, fortemente imbottiti di Thrash. Non è affatto un caso, infatti, che la stessa “Kyy” venga riproposta con un nuovo arrangiamento a fine album, quasi a voler manifestare un senso di continuità con quei vecchi lavori. Continua a leggere

ABSU
“Absu”

Ritornati sulle scene dopo diversi anni di silenzio per pieno volere del solo Proscriptor, unico superstite della line-up che registrò “The Sun Of Tiphareth”, nel 2007 gli Absu tornarono a pubblicare pezzi inediti. Assoldati due semisconosciuti comprimari, tali Aethyris MacKay (chitarra, basso e synth analogici) e Vastatur Terrarum (basso & synth), la band firmò per Candlelight e si tolse di dosso un po’ di ruggine con uno split 7″ in compagnia degli sconosciuti Rumpelstiltskin Grinder. In seguito all’abbandono di Vastator Terrarum, sostituito dall’attuale chitarrista Zawicizuz, l’ulteriormente rivoluzionata line-up a tre elementi registrerà questo come-back chiamato semplicemente “Absu”. Continua a leggere

DIOCLETIAN
“Doom Cult”

“Doom Cult” è un album che risveglia sete di sangue e bramosia battagliera, tutte caratteristiche che, nell’ultimo secolo, si è tentato (inutilmente) di estirpare dalla razza umana con ogni mezzo, che sia culturale, politico o sociale. I Diocletian concentrano nel primo full length della loro carriera una violenza di inaudita pesantezza, condita da un alone plumbeo e claustrofobico. Continua a leggere

TEITANBLOOD
“Seven Chalices”

Che mazzata questo “Seven Chalices”. Sono rimasta allibita e spiazzata dalla proposta del trio di Madrid già pochi minuti dopo aver inserito il cd nel lettore. Compro il disco a scatola chiusa abbindolata dall’artwork che mi ha subito colpita positivamente e, vedendo che il disco era uscito per Noevdia/Ajna Offensive, mi immaginavo l’ennesimo gruppo della sempre più florida scena “Religious”. Continua a leggere

DROWNING THE LIGHT
“An Alignment Of Dead Stars”

Il 2009 si è chiuso con il decimo full length di Azgorh pubblicato per Avantgarde Music e, come di consueto, rilasciato in diversi formati audio. Questo lavoro è a mio avviso nettamente superiore alle ultime uscite che mi avevano lasciato con un po’ di amaro in bocca, a cominciare da “The Serpent’s Reign”, che dopo l’ “euforia” iniziale mi aveva convinta sempre meno col passare del tempo. Continua a leggere

AMORPHIS
“Skyforger”

Disco attessissimo per il sottoscritto questo nuovo “Skyforger”, soprattutto per il fatto che gli Amorphis sono sempre stati una delle mie band preferite in assoluto, abili nel progredire dal grezzo ma efficace Death degli esordi di “The Karelian Isthmus” fino ad arrivare a quel capolavoro Folk-Death-Prog di “Elegy”, salvo poi iniziare una lenta avanzata in ambito più Hard Rock con “Tuonela”. Continua a leggere

THE GATHERING
“The West Pole”

Erano veramente attesi al varco i The Gathering, che dopo una carriera superlativa in tutti sensi, son incappati nella dipartita della bellissima Anneke van Giersbergen, diretta verso altri lidi musicali,. Una defezione assolutamente devastante per chiunque, basti pensare all’incredibile lavoro vocale svolto dalla cantante olandese nel corso degli anni, e sul quale i fratelli Rutten potevano creare e sperimentare qualsiasi cosa passasse per la loro testa. Anneke in poco tempo ha poi rilasciato il debut album del suo nuovo progetto, gli Agua De Annique, riscuotendo un enorme interesse di pubblico e critica, tra i quali quelli del sottoscritto, con un lavoro, semplice negli arrangiamenti, ma assolutamente profondo e carico di emozioni. Continua a leggere

PESTE NOIRE
“Ballade Cuntre Lo Anemi Francor”

E’ strano come, nonostante lo status di culto raggiunto dalla band, molte persone continuino a considerare i Peste Noire come un progetto dell’onnipresente Neige, quando in realtà la sua presenza è limitata all’aver fatto da chitarrista session allo stupendo debut full-lenght “La Sanie Des Siècles – Panégyrique De La Dégénérescence” e all’aver scritto una traccia nel successivo “Folkfuck Folie”, “Le Cesarienne”. Il resto è tutto frutto di La Sale Famine de Valfunde, unica vera forza creativa della band avignonese. Se il precendente lavoro, il già citato “Folkfuck Folie” non aveva assolutamente bissato la bellezza e l’originalità compositiva del debut, anzi risultando un disco piuttosto anonimo e noioso, questo nuovo “Ballade Cuntre Lo Anemi Francor” (Ballata contro i nemici della Francia) prosegue inesorabile il declino musicale della band. Continua a leggere

KREATOR
“Hordes Of Chaos”

Nonostante la smisurata importanza che i Kreator rivestono nell’ambito del Thrash, ma non solo, anche loro han dovuto mangiare la classica polvere per diversi anni. Infatti, l’evoluzione tentata con il controverso “Renewal”, proseguita con i dimenticabili “Cause For Conflict” ed “Outcast”, e culminata in una improbabile evoluzione Gothic\Thrash (“Endorama”), ha quasi affossato il mito che circondava da sempre la band del buon Mille Petrozza. E’ stata dura per la band riuscire a rimettersi in sella, ma “Violent Revolution” ed “Enemy Of God” hanno lentamente riportato i Kreator sulla retta via del Thrash. Sebbene questi due lavori hanno di fatto annullato e resettato tutti i tentativi di evoluzione tentati nella seconda metà degli anni novanta, e certo che la solidità del gruppo ne abbia giovato e la qualità crescente dei due lavori è decisamente tangibile. Eppure, questo non prospettava assolutamente un botto di dimensioni nucleari per questa nuova uscita “Hordes Of Chaos”. Continua a leggere

LUSTRE
”Welcome Winter”

Il mini “Welcome Winter” venne alla luce a pochi mesi di distanza da “Night Spirit”, il primo full di Lustre, one-man band di Nachtzeit. Lo svedese propone un Black Metal atmosferico influenzato da bands come Vinterriket e Paysage D’Hiver anche se, rispetto a quest’ultimo, i toni sono meno rabbiosi e più suadenti. Continua a leggere

DRUDKH
“Microcosmos”

Lo ammetto. Stavo per prendere un cantonata totale con questa nuova opera dei Drudkh. Dopo una decina di ascolti, la mia idea di questo “Microcosmos” era quella di una lavoro piatto, preparato con poche idee riciclate qua e la dal glorioso passato della band ucraina, e nulla più. Mai pensiero fu così sballato!  Continua a leggere